Informativa

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.

23/10/26 ore

Fatherland, di Pawel Pawlikowski. Premiato a Cannes


  • Giovanna D'Arbitrio

Premiato a Cannes 2026 per la miglior regia e candidato agli Oscar per la Polonia, Fatherland, di Pawel Pawlikowski, fa riflettere sul significato di patria, identità, memoria individuale e collettiva di eventi storici.

 

Ambientato nel 1949, il film descrive il viaggio di ritorno in patria (dopo l’esilio in Usa) dello scrittore tedesco Thomas Mann (Hanns Zischler) che, accompagnato da sua figlia Erika (Sandra Hüller), attrice e giornalista, attraversa una Germania in macerie nel dopoguerra, un Paese ormai diviso. 

 

Da Francoforte si dirigono verso Weimar che è sotto controllo sovietico. Durante il viaggio, padre e figlia discutono su vari temi in un confronto generazionale, non privo di affetto, mentre attraversano città distrutte che sollecitano riflessioni su cultura tedesca e ruolo di intellettuali in un’epoca drammatica.

 

Il titolo Fatherland (patria) si scontra con la realtà di una Germania distrutta e divisa alle soglie della Guerra Fredda. Con il pretesto del viaggio per il bicentenario di Goethe, Mann cerca nella grande Cultura tedesca un'ancora di salvezza per ritrovare un’identità individuale e collettiva fortemente compromessa, poiché in effetti la frattura geopolitica della Germania è anche specchio di quella intima della stessa famiglia Mann, segnata dal suicidio del figlio Klaus nel 1949. 

 

Insomma, un ritorno in patria, un ritorno a "casa" quando purtroppo la casa del passato non c’è più.

 

In varie interviste il regista ha affermato che considera l’Europa come la sua patria, benché pensi che purtroppo l’Europa oggi stia scomparendo. Nato e cresciuto in Polonia, sente che il passato lo tocca ancora, poiché lo ha formato: proverebbe difficoltà a parlare direttamente del presente.

 

Secondo lui, oggi abitiamo in un territorio da science-fiction, per cui egli cerca di raccontare la situazione attuale, utilizzando il mondo di ieri, quello di un’Europa schiacciata, rovinata dalla Storia che gli fornisce un materiale molto forte, perché è un mondo che conosce, quello nel quale è cresciuto.

 

Il cast include Sandra Hüller, Hanns Zischler, August Diehl, Anna Madeley, Joanna Kulig, Devid Striesow, Theo Trebs, Christophe Falconnet. Sceneggiatura: Pawel Pawlikowski, Henk Handloegten.Fotografia: Lukasz Zal.Montaggio: Piotr Wójcik.Musiche: Marcin Masecki.

 

Tra i film del regista ricordiamo The Stringer (1998), Last Resort (2000), My Summer of Love (2004), La Femme du Vème (2011), Ida (2013), Cold War (2018), Zimna wojna (2018). 

 

Ecco il trailer del film (da Coming Soon)

 

 


Aggiungi commento


Archivio notizie di Agenzia Radicale

é uscito il N° 119 di Quaderni Radicali

"EUROPA punto e a capo"

Anno 47° Speciale Maggio 2024

è uscito il libro 

Edizioni Quaderni Radicali

‘La giustizia nello Stato Città del Vaticano e il caso Becciu - Atti del Forum di Quaderni Radicali’

qrtv.jpg

Aiutiamoli a casa loro? Lo stiamo già facendo ma male.