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22/05/24 ore

Anatomia di una caduta, di Justine Triet. Un pluripremiato thriller psicologico


  • Giovanna D'Arbitrio

Vincitore della Palma d'oro al 76º Festival di Cannes, Anatomia di una caduta (Anatomie d'une chute), di Justine Triet, ha ottenuto 1 Oscar per Miglior sceneggiatura, 2 Golden Globes, 1 BAFTA, 5 Cesar, 1 premio ai British Independent, 3 Lumiere Awards, 1 premio ai Critics Choice Award. La pellicola è ora disponibile in streaming su varie piattaforme.

 

Il film è ambientato in una zona isolata delle Alpi francesi dove in uno chalet vivono due scrittori, Sandra (Sandra Hüller) e suo marito Samuel (Samuel Theis) con il figlio undicenne Daniel (Milo Machado Graner) ipovedente, a causa di una caduta di cui il padre si sente colpevole.

 

Un giorno mentre passeggia con il suo cane guida, Daniel scopre il cadavere del padre, immerso nella neve davanti casa. Purtroppo Sandra viene incriminata di omicidio e durante il processo emergono complicate dinamiche psicologiche di un rapporto di coppia difficile e tormentato.

 

In effetti dalle prove e dagli interrogatori si scopre che Sandra è un’autrice di successo, mentre Samuel, in crisi esistenziale, per ripiego era diventato insegnante e quindi rinfacciava alla moglie di averle lasciato troppo spazio che in seguito aveva rivendicato per scrivere un libro. 

 

D’altro canto Sandra gli ricordava spesso che per i suoi problemi avevano dovuto lasciare Londra, dove si erano conosciuti e innamorati, per tornare nel suo paese di montagna. Messa duramente sotto accusa, Sandra si difende con tutte le sue forze, ma sarà Daniel, a sua volta interrogato, a prendere una decisione che darà una volta al processo con un finale a sorpresa.

 

Con questo film la regista torna al tema giudiziario delle aule di tribunale dove le storie non sempre raccontano la verità, ma solo una versione della storia. Un altro aspetto particolare del film è l’uso dell’ inglese da parte di Sandra, quasi un mezzo per mettere in rilievo il problema dell’incomunicabilità tra persone e popoli.

 

Mostrando la storia di questa coppia attraverso il sistema legale la vediamo tramite un’interpretazione. Non abbiamo mai a che fare con la verità assoluta, ma con una verità soggettiva - ha affermato la regista in un’intervista - Ciò che mi affascinava era l’idea che la società fosse in preda a un delirio per questa donna e iniziasse a dire ogni sorta di cose, più o meno vere, costringendo lei a doversi giustificare continuamente. Penso che il luogo della giustizia sia ancora oggi quello in cui si è un po’ vicini alla verità(…) ma, in realtà, siamo sempre un po’ fuori strada.

 

E riguardo al genere thriller ha aggiunto che esso consente di “entrare nello studio della coppia” poiché se non fosse stato un thriller sarebbe stato un film piatto, mediocre (…) il vero soggetto del film consiste nell’ approfondire le dinamiche di questa coppia dove la donna ha un ruolo molto forte, e dove la questione della divisione dei compiti in casa è al centro del loro disaccordo. Così come lo è la lingua stessa con la quale comunicano”.

 

Ottimo il cast includente Sandra Hüller, Swann Arlaud, Milo Machado Graner, Antoine Reinartz, Samuel Theis, Jehnny Beth, Saadia Bentaïeb, Camille Rutherford, Anne Rotger. La sceneggiatura è di Justine Triet e Arthur Harari.

 

la fotografia di Simon Beaufils, il montaggio di Laurent Sénéchal.

 

Ricordiamo che la regista francese ha al suo attivo altri 3 film La Bataille de Solférino (2013), Tutti gli uomini di Victoria (Victoria 2016), Sibyl - Labirinti di donna (Sibyl, 2019)

 

Ecco il trailer del film (da Cooming Soon)

 

 


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