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13/06/24 ore

Il mio vicino Adolf, di Leon Prudovsky. Tra farsa e dramma in precario equilibrio


  • Giovanna D'Arbitrio

Presentato in anteprima al Festival di Locarno, Il mio vicino Adolf, di Leon Prudovsky, è ambientato in Colombia nel 1960 e racconta la storia di un sopravvissuto all'Olocausto, il signor Polsky (David Hayman), che vive in solitudine nella sua casa in campagna: ormai anziano, dopo aver perso la famiglia nell'Olocausto, cerca di ritrovare un po’ di serenità dedicandosi alle sue amate rose nere in giardino.

 

Quando un misterioso tedesco, il signor Herzog (Udo Kier), diventa suo vicino di casa insieme al cane Wolfie, Polsky si convince che egli sia Adolf Hitler, in qualche modo sfuggito alla morte nel bunker sotto il Reichstag nel 1945, e quindi decide di investigare per dimostrare la sua tesi.

 

Dietro ai battibecchi umoristici tra i due anziani vicini, tuttavia, si cela il dramma di un sopravvissuto ancora immerso nel trauma di una famiglia perduta tragicamente, la sofferenza di un ebreo deciso a smascherare, incriminare e punire un Hitler redivivo sfuggito alla giustizia.

 

Un tentativo davvero difficile, anche se originale, quello di raccontare la storia di Polsky attraverso un precario equilibrio tra humour e un vero dramma non ancora superato, una storia in cui il regista e co-sceneggiatore Leon Prudovsky immagina che il vecchio Polsky riconosca il Führer osservando i gelidi occhi azzurri del suo arrogante vicino, occhi che aveva incrociato una sola indimenticabile volta ad un torneo di scacchi a Berlino nel 1934.

 

A quanto pare al Festival di Locarno 2022 il film ha suscitato polemiche, poiché alcuni registi e artisti israeliani hanno chiesto di bloccarne la proiezione per limitazioni imposte dalla Fondazione Rabinovich, tra i finanziatori della pellicola (secondo “Hollywood Reporter”). Tale richiesta è stata poi respinta in nome della libertà artistica.

 

Senza dubbio un film particolare, supportato da un buon cast, includente David Hayman, Udo Kier, Kineret Peled, Danharry Colorado, Jaime Correa, Olivia Silhavy, Jan Szugajew. Notevoli sceneggiatura di Dmitry Malinsky, Leonid Prudovsky, fotografia di Radek Ladczuk, montaggio di Hervé Schneid.

 

Leon Prudovsky, nato a San Pietroburgo nel ‘78, emigrato poi in Israele all'età di 13 anni, si è laureato all'Università di Tel Aviv, dipartimento di cinema e TV nel 2004. Il suo cortometraggio Dark Night, ha vinto numerosi premi in vari Festival. Nel 2006 ha co-scritto e diretto un film per la TV, Like a Fish out of Water, ottenendo numerosi riconoscimenti. Nel 2009 ha co-scritto e diretto il suo primo lungometraggio, Five Hours from Paris, selezionato come Discovery al Festival di Toronto, nonché vincitore al Festival di Haifa e al Nice Film Festival. Nel 2010 ha diretto una serie in 4 episodi, Troyka. È stato consulente artistico per l'Israeli Film Fund e il Jerusalem Film Fund, consulente per la sceneggiatura dell'Università di Tel Aviv e della Sam Spiegel Film School di Gerusalemme.

 

Ecco il trailer ufficiale del film (da MYmovies).

 

 

 


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