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22/11/19 ore

Inaugurazione dell’Anno Giudiziario, la grottesca esclusione dei Radicali a Bologna



Un Movimento che da anni ha posto al centro della sua azione politica la necessità del rientro nella legalità costituzionale italiana ed europea dell’amministrazione della Giustizia e delle Carceri, non avrebbe un interesse specifico ad intervenire all’inaugurazione dell’Anno Giudiziario di Bologna? Un movimento che ha fatto suo il messaggio costituzionale del Presidente Napolitano alle Camere, non sarebbe legittimato a prendere la parola? Se lo è chiesto retoricamente il segretario di Radicali Italiani, Rita Bernardini, commentando la decisione del presidente della Corte d’Appello di Bologna, dott. Giuliano Lucentini, di non autorizzare l’intervento in occasione dell’inaugurazione dell’Anno giudiziario della rappresentante di Radicali italiani e del Partito Radicale, Monica Mischiatti.

 

Il presidente Lucentini motiva grottescamente la scelta rilevando “che ai sensi della recente circolare sull’inaugurazione dell’Anno Giudiziario, può svolgere intervento 'ogni (…) associazione interessata alle problematiche dell’amministrazione della Giustizia'; che l’interesse legittimante l’intervento deve essere di natura specifica rispetto alle problematiche in questione, giacché altrimenti chiunque avrebbe diritto di intervenire, quelle problematiche riguardando tutti e ciascuno; che il Movimento dei Radicali Italiani, in quanto tale, non è portatore di detto specifico interesse….”.

 

Non sarà che al Dott. Lucentini diano fastidio le azioni di denuncia portate avanti dai radicali e il loro farsi promotori di battaglie, anche referendarie, stravinte a furor di popolo come quella sulla responsabilità civile dei magistrati? Hanno dato forse fastidio le lotte sui magistrati fuori ruolo o quelle sulle correnti del Csm o quelle sull’obbligatorietà dell’azione penale? O forse abbiamo la colpa di aver denunciato alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo l’orrore dei trattamenti disumani e degradanti praticati nei nostri istituti penitenziari mentre per decenni la magistratura ha fatto finta di non vedere?” - si chiede ancora Bernardini, confermando l’iniziativa radicale di sabato 24 gennaio, a Bologna come nelle altre 25 Corti d’Appello, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario nel corso della quale i radicali chiederanno di leggere un testo, lo stesso in ogni Corte d’Appello, per denunciare lo stato della Giustizia e del sistema carcerario italiano, anche alla luce delle ispezioni che i militanti radicali svolgono regolarmente e che hanno intensificato nelle ultime settimane, nell’ambito dell’azione nonviolenta denominata "Satyagraha di Natale", lanciata dal leader Marco Pannella.

 

"Si tratta di un atto e di una iniziativa che riteniamo doverosa per corrispondere in una sede istituzionale all’unico messaggio formale, inviato alle Camere dal Presidente della Repubblica uscente, nel corso dei suoi nove anni di Presidenza", ha dichiarato la segretaria di Radicali Italiani Rita Bernardini, "contestualmente denunciando il comportamento di quelle Camere alle quali il Capo dello Stato si è rivolto, che hanno platealmente e sistematicamente negato dignità alle parole del Presidente Napolitano, volte a richiamare gli improcrastinabili obblighi di riforma strutturale della giustizia, a partire da un provvedimento di amnistia e indulto". (fonte radicali.it)

 

 


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