Informativa

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.

15/04/21 ore

Sinistra: il cantiere di D’Alema, un deposito di antiche ferraglie



Confezionare un involto con carta colorata per un pacco-dono riciclato: si potrebbe sintetizzare così l’impressione che si è ricavata dal forum di presentazione dell’ultimo fascicolo della rivista edita dalla Fondazione Italianieuropei, svoltasi on line sabato scorso. Il confronto, cui partecipavano ben tre ex presidenti del Consiglio (Amato, D’Alema e Renzi), aveva come tema le prospettive politiche della sinistra e dava quasi l’impressione che i partecipanti fossero estranei alla gestione del Paese di quest’ultimo quarto di secolo. L’interesse del confronto è consistito, innanzi tutto, nel dare conferma di quanto a sinistra si sia lontani dall’affrontare la “questione liberale”.

 

Infatti, la maggior parte degli intervenuti è partita dal riproporre – a quasi trent’anni di distanza – la contestazione del liberismo, denunciando il declino della democrazia liberale, sebbene non sia molto chiaro con cosa intendano sostituirla. Paradossale poi che tale critica sia mossa in una realtà come quella italiana, dove una visione liberale mai ha potuto davvero manifestarsi essendo piuttosto il luogo dove meglio si pasce la bestia dello statalismo assistenziale.

 

Se una novità si è potuta riscontrare, è consistita  nell’abbandono dello spostamento verso il centro per auspicare il maggior coinvolgimento della cosiddetta “sinistra estrema” che occhieggia a un anti-occidentalismo di maniera sulla scia del movimento BLM degli Stati Uniti, ennesima espressione di un ribellismo funzionale alle dinamiche impresse dai potentati finanziari.

 

E davvero sorprende che si possa individuare in tali movimenti la via per una rigenerazione della politica di sinistra, visto che finora hanno prodotto solo il rigetto della cultura passata liquidata come prodotto di “maschi, bianchi, defunti”, ripetendo così il delirio dei reazionari che negavano cultura e istruzione alle classi svantaggiate.

 

In definitiva, abbiamo assistito per lo più alla riproposizione di modelli interpretativi anacronistici, con il riciclaggio di categorie intellettuali di cinquant’anni fa (corpi unici, identità collettive…), accompagnati dall’uso strumentale dell’epidemia da Covid per sostenere di nuovo l’intervento pubblico, quando è ormai chiaro come le lacune organizzative nell’affrontare l’emergenza dipendano dall’esatto contrario. E lo dimostra la migliore prestazione della Germania nel fronteggiare la pandemia, con il suo sistema sanitario basato sulle assicurazioni dove lo Stato interviene a sostegno solo degli indigenti.

 

Dal pensatoio di Italianieuropei giunge, dunque, una indicazione che ignora del tutto la valorizzazione delle differenze, così da potenziare autonomia e responsabilità di ciascuno. Il “cantiere” è parso più preoccupato di puntellare il pericolante edificio dell’alleanza di governo, che non di costruire davvero una grande strada per le riforme che servono all’Italia.

 

Ne parlano in un confronto video Roberto Granese, Luigi O. Rintallo e Giuseppe Rippa in Agenzia Radicale Video.

 


 

- Sinistra: il cantiere di D’Alema, un deposito di antiche ferraglie (Agenzia Radicale Video)

 

 


Aggiungi commento