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14/12/18 ore

Di Pietro, l'occasione fa l'uomo gay-friendly


  • Ermes Antonucci

Non solo Grillo ha deciso di approfittare dello sbandamento del Partito Democratico sui diritti dei gay. Il leader dell'Idv Antonio Di Pietro ha infatti rilasciato un lungo e chiaro proclama: "Quella sui diritti della persona è una battaglia che dovrebbe essere trasversale e condivisa da tutti: laici e cattolici. Per questo ci auguriamo che quei deputati che hanno denunciato la chiusura del Pd in tema di diritti civili sostengano e sottoscrivano la nostra proposta di legge sul pieno riconoscimento dei matrimoni gay anche in Italia, già depositata in Parlamento. Perché i diritti della persona sono l'elemento qualificante per ogni democrazia e dovrebbero essere condivisi da tutto il centrosinistra, senza tentennamenti".

 

Finalmente l’ex magistrato di Manipulite ha deciso di spazzare via tutto il proprio passato politico, fatto di lunghi silenzi in tema di diritti degli omosessuali, inframmezzati da curiose battutine machiste e incidentali svarioni.

 

Il nuovo libertario Di Pietro ha preso improvvisamente il posto del vecchio Tonino che attaccava Berlusconi per le sue uscite maschiliste (“Meglio essere appassionato di belle ragazze che gay”), per poi rifiutare categoricamente, alcune ore dopo, ogni insinuazione circa la sua eterosessualità: “Meglio tombeur de femmes che tombeur d’hommes”.

 

Il nuovo Di Pietro non ha nulla a che vedere con colui che per sottolineare l’assurdità di un governo tecnico parlava di “un matrimonio fra uomini”, mandando su tutte le furie la comunità gay, e che il giorno successivo, non pago, precisava: “Bersani dopo due mesi che avrà appoggiato un governo tecnico si accorgerà che centrosinistra e Pdl non possono stare insieme, visto che due maschi in camera da letto non fanno figli”.

 

L’inedito Di Pietro, inoltre, sulla base di questa scelta avrà qualche difficoltà ad ospitare all’interno del proprio partito il deputato Gabriele Cimadoro, tra l’altro suo cognato, che nell’aprile scorso in radio diceva fieramente: “Il povero Tremaglia li chiamava culattoni, io li chiamo diversi. Poi, quando non parlo in pubblico mi scappa anche culattoni. Io invece sono orgoglioso di essere normale. Per fortuna noi eterosessuali siamo la maggioranza, loro una minoranza, altrimenti…E poi Di Pietro rappresenta un po’ il machismo, anche nelle sue espressioni verbali”.


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