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16/02/19 ore

Marò, Bonino: no a disputa bilaterale, l'Onu intervenga



Prima la preoccupazione, poi la rassicurazione. Emma Bonino, in audizione al Senato, ha commentato il cambio di rotta delle Nazioni Unite sulla possibilità di un intervento dell'Onu nella controversa vicenda dei due marò italiani prigionieri in India.

 

La ministra degli Esteri si è dapprima dichiarata “rammaricata e perlplessa” per le parole del segretario dell'Onu, Ban Ki-moon che nei giorni scorsi aveva invitato l'Italia e l'India a risolvere in maniera bilaterale la situazione di Salvatore Girone e Massimo Latorre, contro cui i giudici indiani hanno deciso di applicare la legge anti-terrorismo (Sua Act).

 

“Non si tratta di una divergenza tra due membri dell'Onu – ha contestato la titolare della Farnesina - ma di una massa critica di stati che solleva un problema di principio fondamentale”. Poi la lunga telefonata nella serata di mercoledì - in cui Bonino ha esplicitamente richiesto che le Nazioni Unite si pronuncino con fermezza contro l'applicazione del Sua Act nei confronti dei due fucilieri, impegnati in attività antipirateria previste da alcune risoluzioni dell'Onu – e, infine, il chiarimento.

 

Il leader del Palazzo di Vetro ha “espresso comprensione e l'assicurazione di una sua successiva azione nei confronti delle autorità indiane”. La questione, dunque, è oramai posta sullo scacchiere internazionale: “Oggi – ha continuato la ministra – abbiamo l'appoggio della Ue e della Nato, non è più un rapporto confinato a dispute bilaterali, c'è in gioco l'applicazione dei principi di fondo dello stato di diritto”.

 

L'Unione europea, ha spiegato ancora Bonino nel corso dell'informativa al Seanto, ha dimostrato “grande solidarietà” nei confronti dell'Italia, “riconfermata” con “l'intervento” dell'alto rappresentate Catherine Ashton e con “le lettere inviate al ministro degli esteri indiano e al National Security Advisor”.

 

Il governo italiano, dal canto suo, intatnto continuerà ad andare avanti nelle trattative con lo scopo di “riportare in Italia con dignità” i due marò.


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