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25/05/19 ore

Un processo a Salvini?


  • Silvio Pergameno

Quando scoppiò la vicenda Diciotti scrivemmo subito su A.R. che, pur non condividendone le direttive politiche, non ci sembrava che si potesse incolpare sul piano penale il Ministro dell’Interno.

 

La questione è quanto meno spinosa, come sono sempre le vicende che finiscono con il registrare nel loro percorso autentiche tragedie.

 

Ma un ministro o un capo di governo o di stato non viene portato davanti al giudice penale per fatti anche enormemente più gravi, come, si fa per dire, una dichiarazione di guerra…

 

La questione, naturalmente interessa soprattutto per i suoi aspetti politici. Intanto l’on.le Salvini in una lettera al Corriere della Sera non solo espone la propria autodifesa, ma annuncia anche che ricorrerà alla C.E.D.U., la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, il che per un sovranista sembra quanto meno una sconfitta o vogliamo dire, scherzosamente, un azzardo?

 

Altra questione politica investe inoltre il ruolo dell’opposizione, che non riesce a fare vera opposizione, ma poi si adatta a sollecitare un significato politico a un’iniziativa del potere giudiziario (magari per lamentarsi del fatto che la magistratura farebbe politica): storia vecchia e che spiega, o contribuisce a spiegare, perché fare opposizione qui da noi è così difficile.

 

Nel pensiero liberale la divisione dei poteri è momento essenziale della struttura dello stato, e non a caso oggi populisti e sovranisti amano definirsi “illiberali”, ma in Italia questo pensiero ha fatto poca strada.

 

In questi giorni che assai spesso si parla di liberalismo e si accusano i vincitori delle elezioni dello scorso marzo di dare colpi alla democrazia liberale, ma in effetti chi oserebbe sostenere che la nostra Repubblica sia un campione di liberalismo?

 

 


Commenti   

 
0 #2 ilSocialista 2019-01-30 15:24
così certo è bello parlare di "dititti umani dei migranti" ci fa sentire tutti più buoni, però poi come lo concilii col fatto che il "mercato" chiede fortemente schiavi negri nelle piantagioni di cotone o di pomodori?
E come lo concilli col fatto che alcuni strati di italiani, nella migliore delle ipotesi, li vedano come dei competitor al ribasso nelle mansioni meno qualificate?
quindi prima di parlare di diritti umani dei migranti, parliamo di diritti sociali di italiani E migranti, sennò la cosa semplicemente non può stare in piedi al di fuori dalle belle righe cartacee; perseguiamo poitiche keynesiane di piena occupazione, e dopo vedremo che automaticamente il clima sociale cambierà, i rancori sociali di massa spariranno d'incanto ed anche l'accoglienza dei migranti sarà molto più positiva e benvista dalle masse; e se queste cose non si fanno perchè non si vogliono fare, sia abbia la franchezza di riconoscere che gli alti ideali resteranno giocoforza sulla carta.
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0 #1 ilSocialista 2019-01-30 15:14
amico mio, vedi, spesso i liberali hanno delle tendenze idealistiche che gli fanno perdere il contatto con il mondo reale; sono molto legati alle belle cose scritte sui pezzi di carta, dimenticando che una narrazione è sempre una narrazione ovvero una astrazione; può contribuire a dare la sensazione di avere la coscienza a posto, ma si deve vedere poi se la realtà effettiva gli va appresso o gli va in senso contrario; poi i liberali hanno due fisse che sono notoriamente "mercato" e "diritti umani" senze pensare minimamente che le due cose possono anche divergere vistosamente nei fatti;
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