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19/08/19 ore

Napolitano: il ruolo del Presidente


  • Silvio Pergameno

 

E' possibile che l'andamento della politica italiana subisca una dislocazione in conseguenza degli avvenimenti dello scorso novembre, quando il Presidente Napolitano, ottenute le dimissioni di Berlusconi, ha nominato il nuovo capo del governo, in persona dell'on.le Mario Monti, procedendo con modalità che non hanno mancato di provocare mormorii di protesta per supposte violazioni della legittimità repubblicana, in quanto aveva agito di testa propria e non uniformandosi alle richieste dei partiti.

 

In realtà nell’occasione è stata restaurata proprio la corretta interpretazione delle norme costituzionali di cui agli artt. 88 e 90, comma 2°, della Carta, che configurano un Presidente della Repubblica con un ruolo connotato da specifici poteri: in effetti i costituenti non vollero affatto configurare una Repubblica dei partiti, quale si è poi venuta costruendo nel corso della prima Repubblica e dalla quale la seconda (rimasta sostanzialmente la prima, quanto meno sotto il profilo della prassi costituzionale, o, meglio, incostituzionale) non è riuscita a liberarsi; non vollero affatto fare del Presidente della Repubblica una figura notarile, proprio per evitare il riprodursi di quanto era accaduto negli subito dopo la fine del primo conflitto mondiale, quando una situazione di palese e protratta ingovernabilità fu il terreno sul quale maturò lo sbocco autoritario.

 

Alla costituente non prevalse certamente un’impostazione presidenzialista, che pure ebbe dei sostenitori, ma si volle dotare il Presidente della Repubblica del potere di nomina del Presidente del Consiglio insieme con quello, strettamente connesso, di sciogliere le Camere, proprio nell’intento di porre un freno agli eccessi del partitismo e di evitare situazioni di ingovernabilità.

 

La più che palese crisi del partitismo esplosa nel momento assai difficile che la nazione sta attraversando, e l’incapacità di venire in capo con la crisi di governabilità già a suo tempo affrontata da Bettino Craxi, che comunque non fu in grado di superare le resistenze dell’establishment, i ripetuti fallimenti delle commissioni incaricate di progettare riforme costituzionali nel corso di trent’anni, hanno prodotto un esito da non sottovalutare, quale deve essere considerato l’avvenuto riconoscimento del ruolo e dei poteri del Presidente della Repubblica: non si tratta di una riforma della costituzione, ma proprio l’accantonamento di una prassi in un campo altamente significativo dell’architettura istituzionale non potrà restare senza conseguenze.

 

E del resto il sottofondo della cronaca politica e la stessa incapacità dei partiti di giungere alla definizione di una nuova legge elettorale presentano un risvolto di lettura che ben giustifica le considerazioni che precedono. Nella prossima legislatura il Capo dello Stato avrà un peso assai più rilevante che nel passato. E allora è chiaro che acquista massima importanza capire chi sarà il Presidente della Repubblica all’atto della formazione del nuovo governo dopo la prossima consultazione elettorale.

 

Dovesse essere ancora Giorgio Napolitano? Con il rischio, per coloro che lo temono, di un Monti bis…meglio aspettare a dotare il paese di una nuova legge elettorale, così intanto il mandato dell’attuale Presidente della Repubblica scade e il successore sarà eletto dal nuovo Parlamento…

 

Tutta le sequela di proposte e controproposte in materia di legge elettorale sembrano poi alimentare un dibattito assai poco persuasivo, perché il problema di fondo non è di natura giuridica. Si dice che la proporzionale, favorendo il momento rappresentativo, sarebbe responsabile dell’ingovernabilità, perché consente la presenza in Parlamento di un gran numero di formazioni politiche, con la possibilità poi dello svolgersi di processi di frammentazione e (raramente) di ricomposizione di forze e con la conseguenza di continue crisi di governo.

 

Durante la prima Repubblica queste anomalie non erano molto avvertite, perché la continuità dell’opera di governo era assicurata dal massiccio blocco democristiano e dalla convergenza centrista, ma con la crisi della DC il problema si è fortemente acuito perché non si sono trovate nuove soluzioni.

 

Tuttavia anche il maggioritario successivamente esplorato non si è rivelato molto più fattivo, perché dal 1994 in poi non si è mai concretizzato un vero partito di maggioranza, coeso e compatto: la frammentazione in partiti e partitini autonomi si è trasferita all’interno dei partiti maggiori o dalle coalizioni di partiti apparentati presentatisi insieme alle elezioni al solo scopo di vincere elezione e di fruire di premi di maggioranza; il tutto poi in un contesto generale privo di vera discussione politica e di capacità di approfondimento dei problemi e quindi caratterizzato da profondo degrado e dal prevalere dei piccoli interessi di bottega.

 

Napolitano ha battuto un colpo…


Commenti   

 
0 #6 franco 2012-09-15 22:12
ora che questo rappresentante della casta, ha svolto il compito dei suoi mandatari, i compari della cosca di riciclati-rotta mati vetero comunisti, di sostituire il legittimo governo Berlusconi con l'attuale dei partiti canaglia, complici dei sicari delle mafie BCE FMI NWO, potrebbe ben togliere il disturbo, sarà ricordato senz'altro come il presidente + intraprendente della casta di questo regime partitokratiko a delinquere, come ben definito dall'affiliato storico on Panella!
regime ora degenerato in questa subdola e vessatoria dittatura di polizia fiscale, in un clima lugubre degno del peggiore terrorismo stalinista!
ora che anche la cosca dex...za si è prostituita alla tangentara sinix...za, la cosca degli sprechi, tasse e patrimoniali sempre + feroci x i sudditi e di sempre maggiori privilegi x lor boiardi, nessuno di questi partiti canaglia merita il nostro voto:
NON SPRECHIAMOLO!
NON VOTIAMOLI!
MANDIAMOLI A LAVORARE!
O MEGLIO TUTTI AFFA....!
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0 #5 franco 2012-09-15 13:56
codesto boiardo poteva evitare di infliggere a questo sventurato paese, depredato da sempre da una casta di criminali parassiti, questo ultimo flagello di sicari delle cupole mafio sioniste massoniche, che in combutta con i partiti canaglia complici, hanno il precipuo compito di depredarci con questa fiscalità di rapina, tanto iniqua quanto inutile e dannosa x il paese come è nei fatti; e così di ogni altra risorsa a solo vantaggio delle piovre di loro riferimento, pilotandoci all'inevitabile default!
non era proprio il caso di imporci in salsa bulgara, questo turpe esecutivo: qualsiasi trota dex....za o zombie sinix....zo, non avrebbe potuto fare peggio e + danno di questi suoi bocconiani della minchia.
governo delle piovre BCE FMI NWO, degenerato in questa feroce dittatura di polizia fiscale, degno del peggiore terrorismo bolscevico, magari congeniale a codesti vetero comunisti riciclati!
a tanto degrado:
DUCE RISORGI!
CHE TI PERDONIAMO!
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0 #4 franco 2012-09-15 09:50
le funzioni ed i costi di questa satrapia partitokratika, ben 26.000 €/ ALL'ORA, diventano sempre + invisi ed insostenibili.
espressione della sola casta, non certo del 'popolo sovrano' BUE,
nello specifico della sola cosca dei sinistri!.
così di questa insulsa costituzione rocco-bolscevic a, che non ci ha difeso dalla sciagurata imposizione dell'€ del governo bilderberghino Prodi e compagni di loggia e/o merende, con la conseguente cessione sovranità nazionale monetaria-
e di questo golpista del Colle, di sicari delle cupole mafio sioniste massoniche BCE FMI NWO: reali BURATTINAI dei nostri maramaldi partiti canaglia complici!
governo che ha degenerato il già lercio regime in questa subdola dittatura di polizia fiscale in atto, ben + feroce, odiosa e cruenta della fascio savoiarda, che di certo non induceva tanti sudditi alla disperazione fino al suicidio!
ribelliamoci a questa deriva liberticida prima che ci distrugga del tutto!
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+1 #3 ilSocialista 2012-09-15 02:32
però un presidente italiano deve tacere e non può sparlare di tutto e di tutti; soprattutto non deve tacciare nessuno di populismo o plebeismo inferiore, sia perchè per un capo dello stato Monti, Grillo, Alba Parietti e Donato Bilancia devono essere cittadini dello stasso livello, sia perchè per un capo di stato disprezzare movimenti popolari ricorda troppo Maria Antonietta e la cosa potrebbe portargli molta sfiga.
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0 #2 ilSocialista 2012-09-15 02:31
A casa mia una repubblica parlamentare è una cosa e quella presidenziale o semipresidenzia le un'altra; certamente un presidente italiano può nominare il presidente del consiglio; se vuole può nominare pure Berlusconi, Grillo, Paperino, o anche il Tecnico della caldaia; sono del tutto equivalenti se ricevono la conferma del Parlamento; nell'ultimo caso sicuramente Paperino sarebbe stato meglio, però il presidente è comunista, non liberale e dunque conosce bene cosa sono i rapporti di forza economico-finan ziari fra i ceti e le nazioni; ha ritenuto che al momento altro non c'era da fare per una nazione di fragile statualità come la sua, di pronarsi del tutto a poteri economici e politici più forti per salvarsi; tutto questo rientra profondamente nella Storia e nelle tradizioni italiche; l'ha fatto legittimamente e si è inserito in un solco quasi bimillenario che dura da quando l'impero romano cadde e il Vaticano trasfigurò a rovescio l'antropologia italiana ;
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0 #1 Maurizio Navarra 2012-09-14 20:04
Il problema è che questo colpo è stato battuto sulla testa degli italiani. Forse ce lo siamo meritato per avere mandato al potere una classe politica che definire imbelle è poco. Ma si è trattato di un colpo che abbiamo avvertito tutti. Resta da vedere se le nazioni sudamericane, ad esempio, che si erano trovate in condizioni analoghe alle nostre abbiano preso decisioni migliori. L'impressione è che questo governo ci abbia esposto alla speculazione e che continui su questa strada quando si tratterà di vendere (al peggiore offerente, come sempre?)i nostri gioielli di famiglia.
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