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19/08/22 ore

Scontro atlantico sul Datagate


  • Silvio Pergameno

Grande scandalo questo delle intercettazioni, grandi proteste dei paesi europei “intercettati”, Francia e Germania in testa, con Parigi - paladina di una grandeur (che con le presenze americane trova spesso motivi di confronto dagli esiti non troppo brillanti) e disposta a mettere a rischio la creazione della zona di libero scambio Europa /USA - e con Strasburgo che finalmente trova l’occasione per battere un colpo (assai più appariscente che concreto, a dire il vero).

 

Molto più attenti i vertici del nostro paese, che si sono ben guardati dal lasciarsi andare a sfoghi che, al di là della legittima quanto ovvia richiesta di chiarimenti, sembrano in realtà testimoniare soltanto mal repressi complessi di inferiorità; François Hollande da una parte, Martin Schulz dall’altra.

 

E’ ben noto tra l’altro che nessuno dei paesi europei dispone di apparati di spionaggio e controspionaggio in grado di garantire la propria sicurezza, con due conseguenze tutt’altro che trascurabili: che tutti quanti al riguardo si avvalgono della collaborazione americana e che in realtà nessuno è in grado di garantire la propria sicurezza, come sarebbe invece possibile con un unico servizio di intelligence di una federazione.

 

C’è infine un altro aspetto che la vicenda mette in evidenza: dopo la seconda guerra mondiale le operazioni militari nelle quali i paesi europei si sono trovati coinvolti difficilmente potrebbero essere qualificate come guerre, il che non significa, peraltro, che non esistano conflitti di interessi, anche molto pesanti: basti pensare all’emergere di nuove grandi potenze, alle conseguenze della mondializzazione dell’economia, allo scacchiere mediorientale…

 

Conflitti anche tra Stati Uniti ed Europa, sol che si pensi alla presenza dell’euro nei confronti del dollaro, con gli Stati Uniti, che, mentre hanno salvato l’Europa da Guglielmo II, da Hitler e da Stalin, oggi riguardo all’Europa appaiono piuttosto guardinghi e, soprattutto, privi di una politica lungimirante.


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