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25/04/19 ore

Violenza e Sharia, le donne egiziane e il fantasma di una rivoluzione


  • Florence Ursino

Facce imperturbabili, corpi irrigiditi, rapidi, bocche chiuse. Così appaiono gli uomini di piazza Tahrir mentre circondano e molestano Sonia Dridi, giornalista dell'emittente France 24. E' sera, si è in diretta tv. Un nugolo di maschi egiziani spintona, tocca, slaccia bottoni, denuda. Poi l'intervento tempestivo di un amico reporter, Ashraf Khalil, la porta di metallo di in un fast food a separarli dalla folla che non demorde, la fuga in macchina.

 

Sono stata afferrata dappertutto – spiega la giovane donna sotto choc – mi sono accorta solo più tardi, quando qualcuno ha riabbottonato la mia camicia, che era stata aperta, ma non strappata; ho evitato il peggio grazie alla cintura che portavo”.

 

Un 'peggio' a cui sembra che l'Egitto dei Fratelli Musulmani non voglia dare un limite: è quasi quotidianità, oramai, routine, per le donne del Cairo essere aggredite, verbalmente e fisicamente, senza essere in alcun modo tutelate dalle autorità. Anzi. La nuova Costituzione, presentata alla stampa la settimana scorsa, di certo non pare essere stata scritta con l'intento di rendere più facile la vita della popolazione femminile egiziana: l'articolo 68, che regola i diritti delle donne, pone infatti come limite alla parità dei sessi le “regole sella sharia”.

 

Una condizione “inaccettabile”, secondo l'attivista Nihal Saaz Zaghoul, perché “mette le donne in una posizione di rischio, visto che questo riferimento potrebbe avere diversi sviluppi e interpretazioni”. Un riferimento, quello alle regole dirette della legge islamica, che – come spiega Heba Morayef, rappresentante di Human Rights Watch – deve essere “rimosso” dalla carta, dal momento che quasi sicuramente non sarà permessa “la riscrittura dell'articolo da capo”.

 

E questo significa di nuovo, ancora, spose bambine, mutilazioni genitali femminili, stupri e violenze non perseguibili: è l'Egitto 'rosa' dell'ex First Lady Suzanne messo al rogo mentre sotto il faro potente e minaccioso della 'fratellanza' salafita e musulmana, rimpicciolisce sempre più l'ombra di quella rivoluzione dal profumo di primavera.


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