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22/09/17 ore

Papa Francesco, le unioni civili del cardinale Bergoglio


  • Andrea Spinelli Barrile

Secondo Simon Romero, giornalista del New York Times che si occupa di America Latina, il cardinale Jorge Mario Bergoglio, all'epoca della rovente polemica in Argentina sulla legalizzazione dei matrimoni omosessuali, mantenne una posizione di enorme apertura sul tema.

 

E' ovvio, e non fa notizia, che il Papa sia contrario al matrimonio omosessuale. Come altrettanto ovvio è che la Chiesa tenti di scongiurare, nei Paesi in cui è presente, la possibilità che si approvino leggi sui matrimoni tra persone dello stesso sesso. La posizione di Bergoglio è, in queste ovvietà però, decisamente rivoluzionaria.

 

Secondo il New York Times, in un articolo firmato da Simon Romero ed Emily Shall, nel 2010 (anno in cui in Argentina impazzavano le polemiche sulla legge sul matrimonio gay, approvata in luglio) l'arcivescovo Bergoglio caldeggiava una soluzione decisamente poco ortodossa all'interno della Conferenza Episcopale Argentina: sostenere le unioni civili omosessuali.

 

Insomma, niente sacramento del matrimonio, su questo non ci piove, ma un'apertura incredibile alle unioni civili (cosa che, sono convinti in molti, annichilirebbe la provocatoria "battaglia" sul matrimonio gay); nel 2010 la Chiesa di Roma era disperata nel tentativo di arrestare la "deriva omosessuale" del governo argentino: le pressioni di Oltretevere su Buenos Aires perchè si facesse il possibile per mettersi di traverso al disegno di legge, poi approvato, sul matrimonio omosessuale erano feroci e le strade della capitale argentina registravano imponenti manifestazioni ultra-cattoliche per protestare contro quel "lavoro del diavolo", condannando pubblicamente la proposta di legge.

 

La posizione di Papa Benedetto XVI, che da cardinale fu a prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, era inflessibile sulla purezza dottrinale: occorreva che la Chiesa sostenesse una posizione intransigente e Bergoglio, all'epoca a capo della Conferenza Episcopale, aveva il dovere di mostrare i muscoli.

 

Il futuro papa però, secondo il New York Times, vedeva in quell'intransigenza "un errore strategico" e sosteneva, tra i vescovi sudamericani, la soluzione di caldeggiare le unioni civili omosessuali per scongiurare il matrimonio (che dottrinalmente rappresenta un sacramento per la Chiesa). Una sorta di "male minore" che però poneva la Conferenza Episcopale in una posizione di apertura al mondo, di dialogo con la società; posizione alla fine non passata, visto che prevalse la linea di Papa Benedetto.

 

Secondo Roxana Alfieri, un'assistente sociale che ha seduto in alcune delle riunioni dei vescovi argentini nel 2010, Bergoglio "non voleva che la Chiesa assumesse una posizione che condannasse le persone, ma piuttosto che fosse di rispetto dei loro diritti, come quelli di qualsiasi altra persona vulnerabile".

 

In molti potrebbero contestare quanto riportato dal New York Times adducendo una lettera inviata nel luglio 2010 da Bergoglio alle Suore Carmelitane di Buenos Aires, nella quale si legge che quella legge avrebbe messo "in gioco un rigetto frontale della legge di Dio, per di più incisa nei nostri cuori" trattandosi di "una mossa del Padre della Menzogna che pretende di confondere e ingannare i figli di Dio".

 

Parole tuttavia non contraddittorie con il Bergoglio-pensiero: discusse le varie posizioni all'interno della Conferenza Episcopale Argentina, preso atto della linea di Roma e dell'intransigenza da mantenere, viene da sè che l'allora cardinale non aveva grandi chance di far emergere come vincente la sua posizione (che pure molti vescovi appoggiavano) e, certamente, non aveva il potere di calcare la mano di fronte alla posizione dell'allora Papa.


Commenti   

 
0 #5 Yanira 2015-06-16 19:58
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0 #4 a.a. 2013-04-01 15:47
"matrimonio naturale"... cose da far rizzare i capelli a un calvo... come se un'istituzione potesse essere naturale come un terremoto o la fotosintesi clorofilliana.
E non saprei che dire, se fossi credente, del diritto naturale che viene primo di quello divino. Ma non era stato Dio a a dare vita al "creato"?
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+2 #3 franco 2013-03-24 19:53
Cara Elda, ha espresso opinioni, in linea generale, totalmente condivisibili; tenendo però separata la sacralità dell'istituto del matrimonio, o meglio dell'unione fra maschile e femminile, atta a trasmettere la vita in virtù della conservazione della specie, con altre forme di mere unioni soggettive, ma prive di ogni valore evolutivo.
Non x questo meno meritevoli x i contraenti, al pari di ogni altro contratto privato, di avere le necessarie ed opportune protezione di carattere economico-patri moniale, già previste dal diritto privato, non di certo dal diritto familiare, in quanto manca ogni presupposto!
Tipicità dei sinistri, è di impaludare nella demagogia ogni problema, da quello della casa, del lavoro, della scuola, ecc. e ora delle unioni omo, in modo da incancrenirli ed allontanare ogni possibile soluzione!
Trasmettere la vita è facoltà prettamente divina, il vivente è solo strumento x rivestirla con gli elementi terrestri.
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+1 #2 elma 2013-03-24 14:29
franco, personalmente non mi piace la parola matrimonio, che ritengo attribuibile alla coppia eterosessuale ma io sono assolutamente per il sostegno delle unioni civili gay.
i percorsi contrattuali di cui lei parla non garantiscono affatto i diritti, ad esempio, di chi rimane dopo aver perso compagno/a e magari dopo trent'anni di amore e sostegno reciproco. ergo, la posizione del nuovo Papa su questo argomento, alla luce di queste nuove informazioni, la trovo assolutamente condivisibile e da sostenere. se per lei è innaturale l'Amore, di qualunque forma esso sia, beh allora lei non ha mai amato veramente.
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-2 #1 franco 2013-03-23 15:29
E' legge di natura, prima che morale e divina, che l'istituzione del matrimonio è possibile solo fra uomo e donna!
Non può degenerare a caricatura, con altre pantomime, auspicate da codesta amorale cricca di reggi code, come risulta dal libro del Lusi di riferimento del loro trogolo di casta pappon-partitok ratiko, "Da servo di Pannella a figlio libero di Dio",
Poi pretendere che un illustre rappresentante di una comunità di valore universale come il papa, possa solo considerare delle proposte a dir poco bizzarre e/o di sfida, che possono essere riferite solo a cervelli spappolati dalla droga!
Ci sono altri percorsi contrattuali, + congeniali x certe particolari
inclinazioni, che non possono venire confuse con i valori e dignità del matrimonio naturale!
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