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26/01/22 ore

Verità e humanitas, Nuccio Ordine racconta 'L'utilità dell'inutile'



"In una società in cui l'utile (ciò che produce profitto) sembra dettare legge in ogni ambito della nostra vita, mi è sembrato opportuno ricordare che l'inutile (quei saperi che non producono guadagno) è molto più utile dei soldi. L'unica occasione che abbiamo, come esseri umani, di diventare migliori ce la forniscono l'istruzione, la ricerca scientifica, i classici, i musei, le biblioteche, gli archivi, gli scavi archeologici: e non è un caso che la scure dei governi e della crisi si abbatta purtroppo proprio su quelle cose ritenute inutili".

 

Nuccio Ordine, professore ordinario di Letteratura Italiana nell’Università della Calabria, parla così del suo nuovo libro, 'L'utilità dell'inutile. Manifesto', edito da Bompiani (pp. 262, euro 9). Dopo lo straordinario successo in Francia (il volume è balzato al 17 posto dei libri più venduti nella saggistica con tre edizioni in 9 mesi) e l'accoglienza dei grandi quotidiani europei (il direttore de 'Le Monde des Livres', Jean Birnbaum, gli ha dedicato il primo editoriale del 2013, mentre due articoli sono apparsi su 'El Pais', uno dei quali a firma di Fernando Savater), in Italia, a due settimane dalla sua pubblicazione da Bompiani, il saggio è già in ristampa.

 

Attraverso le riflessioni di grandi filosofi, da Platone a Bruno fino a Kakuzo Okakura e García Márquez, l'autore mostra come l’ossessione del possesso e il culto dell’utilità finiscano per inaridire lo spirito, mettendo in pericolo non solo le scuole e le università, l’arte e la creatività, ma anche alcuni valori fondamentali come la 'dignitas hominis', l’amore e la verità. “Attraverso la parola dei classici, dall’antichità ai nostri giorni - spiega ancora Ordine - ho voluto mostrare l’utilità dell’inutile e l’inutilità dell’utile (quante cose 'inutili' ci vengono imposte come 'utili'?).

 

La logica commerciale del profitto non solo sta progressivamente distruggendo l’istruzione (trasformando le scuole e le università in aziende e gli studenti in clienti), ma ha talmente inaridito lo spirito a tal punto da rendere disumana l’umanità''. “Come è possibile - fa riflettere ancora Nuccio Ordine - in nome della crisi, espropriare le classi più deboli della loro dignità? Come è possibile sopprimere i posti di lavoro, i contributi per i disabili e gli ammalati, senza colpo ferire? Basta leggere Il Mercante di Venezia di Shakespeare per capire cosa possa significare ridurre l’uomo a merce e tagliare la carne viva per pagare il debito.

 

E tutto ciò avviene, mentre solo la corruzione costa all’Italia più di 150 miliardi all’anno. Non sarebbe meglio tagliare la carne viva dei corrotti anziché quella degli operai licenziati e degli ammalati?”. Per lo studioso di Bruno, ''proprio quei saperi considerati inutili sono l’unica forma di resistenza alla dittatura del profitto. Con i soldi tutto si può comprare: parlamentari, giudici, successo. L’unica cosa che con in soldi non si compra è il sapere: la cultura dell’inutile ci insegna che il sapere non si acquista ma si conquista con uno sforzo personale che nessuno può fare al nostro posto”.

 

“La letteratura, l’arte, la musica, la ricerca scientifica di base - conclude Ordine - ci insegnano che l’umanità per diventare più umana ha bisogno di esaltare la gratuità e il disinteresse. Educare i giovani ai saperi inutili significa offrire loro una possibilità per diventare cittadini consapevoli, in grado di amare il bene comune, rinunciando agli egoismi e all’avidità che ormai dettano legge grazie al culto del profitto”.

 

Salvatore Balasco


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