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21/11/19 ore

Al Trieste SCI+FI Film Festival i nuovi mostri siamo noi umani, zombies distruttori dell’ambiente in cui viviamo. Parola di Alien


  • Vincenzo Basile

Ospiti di eccezione Phil Tippet, mago degli effetti speciali e Tito Stagno il giornalista che condusse la telecronaca del primo sbarco dell’Uomo sulla Luna.

 

Molti gli eventi speciali e le conferenze, incentrate soprattutto sull’ambiente e le emergenze climatiche del Pianeta. Pro e contro il petrolio e la Green Economy, le energie alternative e le sperimentazione sulla prossima vita extraplanetaria dell’umanità.

 

È il documentarista Alexandre O. Philippe con il suo Memory – The origins of Alien in Prima visione mondiale, pur se fuori concorso, a suscitare le maggiori polemiche e i contrasti piú accesi tra i commentatori.  In questa sua raccolta di testimonianze, il grande assente e’, per scelta dell’autore, Ridley Scott, il regista comunemente considerato erroneamente l’autore del film. I protagonisti diventano Dan O’Bannon, lo sceneggiatore, e H. R. Giger, creatore dell’orripilante chestburster.

 

È la vedova Diane O’ Bannon, a illustrare i primi disegni originali nei quali l’Alieno è ancora lontano nelle forme da quello poi definitivo. A seguire la presentazione della sceneggiatura di 29 pagine del 1971, scritta dal defunto marito, il cui titolo provvisorio, Memory appunto, sembra conclamare la vera identitá dell’autore.

 

Infine la testimonianza di H.R. Giger  riguardo il suo risolutuvo impegno diretto con  O’Bannon, nel quale gli annuncia “Io, i produttori, e il futuro regista Walter Hill vorremmo te”. 

 


 

Ed è lo stesso Giger che in un raro filmato d’epoca conferma che O’Bannon gli mostra i propri bozzetti e gli diede le indicazioni che lui mise in pratica per comporre uno dei più terrificanti e repellenti personaggi del cinema di fantascienza. 

 

E poi gli aneddoti salienti, come quello raccontato dall’attrice/testimone Veronica Cartwright, in cui tutti gli attori del film dovettero subire il fetore asfissiante delle frattaglie maleodoranti, per la prolungata esposizione alle luci di scena, che a ogni ciak sarebbero schizzate, insieme al sangue artificiale, ovunque sul set. 

 

Ritenuto dall’autore un ricco insieme di contenuti distribuiti a vari livelli di significati (dagli incubi esoterici di Lovercraft all’angoscioso immaginario di Francis Bacon e  Hieronymus Bosch, dalla mitologia egiziana alle tragedie greche, fino al Doppio Perturbante di Freud e oltre), il tutto risulta peró inevitabilmente caotico, eccessivo, data la quantitá di sovrapposizioni simboliche, interpretative e narrative che il film rovescia in platea. 

 

 

Fino all’epilogo di Alexandre O.Philippe: “Spero che dopo aver visto Memory il pubblico non sia mai più in grado di guardare Alien allo stesso modo. Spero che gli spettatori pensino al cinema come ad un moderno canale per parlare del mito in maniera diversa e più profonda, o come ad un misterioso meccanismo del nostro inconscio collettivo”.

 

Si puó dargli torto?

 

Le opere premiate

 

 

Il Premio Asteroide (all’opera prima, seconda o terza  di registi emergenti) va ad “Aniara” di Pella Kågerman, Hugo Lilja (Svezia, 2018)

 

Aniara, è la nave interplanetaria  guidata dall’eroina Mima la quale tenterá di traghettare i superstiti in fuga da una Terra ormai desolata e inabitabile, verso la nuova casa Marte. Un dramma fortemente ambientalista che nulla perdona al catastrofico impatto umano sulla natura irrimediabilmente oltraggiata.

 

Premio Méliès d’argent – (miglior lungometraggio europeo) a “Extra Ordinary di Mike Ahern, Enda Loughman (Irlanda, Belgio, 2019)

 

Una ghost story raccontata sullo sfondo del folklore irlandese, di Rose, un’istruttrice di guida che usa i suoi super poteri per salvare una ragazzina perseguitata da una rock star fallita, che ha fatto un patto col demonio per tornare in auge. Il tutto riuscendo a mantenere un perfetto equilibrio tra horror e sofisticata commedia demenziale. Tanto da aggiudicarsi anche il Premio della Critica Web, il Premio Nocturno Nuove Visioni (conferito dall’omonima rivista di genere) e il Premio del Pubblico.

 

 

 

Premio Rai-4  Wonderland ad “After Midnight” di Jeremy Gardner, Christian Stella (Usa, 2019)

 

Un “Horror – Romantico” che racconta con graffiante ironia, la crisi di una giovane coppia, precipitata gradualmente nel vortice dei piú angoscianti meandri di una passione sempre piú perversa e distruttiva.

 

Premio Asteroide alla Carriera Phil Tippett, il due volte premio Oscar, maestro degli effetti speciali per “Jurassic Park” e “Il ritorno dello Jedi”.

 

 

 


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