Varata al Senato in via definitiva la legge delega per la riforma della Pubblica Amministrazione, si resta in attesa dei decreti delegati, in attuazione dei principi, dei criteri e dei limiti entro i quali il provvedimento del potere legislativo rimane circoscritto. Principi, criteri e limiti che lo rendono somigliante a quello di alcuni mesi fa concernente il campo della giustizia, nel senso che non c’è stata la volontà, o meglio la possibilità di affrontare i temi di fondo in assenza di un quadro politico che consenta effettivi passi avanti e quindi un approfondito dibattito preliminare, soprattutto se si pensa all’amplissima e variegata estensione dei compiti dello stato sociale e alla difficoltà, per non dire spesso all’impossibilità, di definizioni di livello legislativo in questo campo. di Silvio Pergameno
Fallita ogni ipotesi di riforma, alla fine il cda della Rai è stato nominato in linea con quanto previsto dalla legge Gasparri, e secondo i soliti schemi spartitori e lottizzatori della partitocrazia, che nella televisione pubblica ha da sempre trovato uno dei terreni fertili preferiti in cui crescere nel disinteresse generale. Tre consiglieri al Pd (Guelfo Guelfi, Rita Borioni, Franco Siddi), due al Pdl (Arturo Diaconale e Giancarlo Mazzuca), uno al M5S (Carlo Freccero) e uno ai centristi (Paolo Messa). Tutti felici e contenti di aver ottenuto anche questa volta una fetta della torta nel proprio piatto. di Ermes Antonucci
Sui 5 Stelle che “riparano cose” è nata una presa per i fondelli sui social network a proposito di "Grillino medio". Quegli stessi social molto utilizzati dagli onorevoli pentastellati per diffondere fra il “popolo della rete” le proprie presunte gesta, grazie ai fondi ricavati dall’auto-decurtazione dello stipendio di parlamentare. Si tratta di un cavallo di battaglia della prima ora, molto cavalcato dal Movimento per arraffare consensi a buon mercato e coprire l’insipienza della propria azione politica (vedi per esempio la Rai). di Antonio Marulo
È ormai un fatto scontato che i grandi difensori delle sovranità nazionali alla fine dei loro interventi avvertano la necessità di coprirsi su quello che possiamo chiamare il “versante europeo”.E così, dopo aver ampiamente lamentato per le perdite di sovranità nazionale, naturalmente presentate come ghiotte e inammissibili perdite di democrazia e violazioni di costituzioni, non manchino di spezzare una lancia in favore dell’integrazione europea, che viene presentata come un’esigenza da non dimenticare, un progetto per un lontano e vago futuro, in perfetta armonia con quanto è stato fatto negli ultimi sessanta anni. di Silvio Pergameno
A due settimane dalla pubblicazione della “telefonata fantasma” fra Rosario Crocetta e il medico Matteo Tutino, i giornalisti de «L’Espresso» sono infine stati indagati per falso e calunnia. Il caso ha riaperto in modo eclatante il problema dell’uso delle intercettazioni per scopi estranei alle indagini giudiziarie: nel merito, l’uscita del testo di quella presunta conversazione – per altro a distanza di mesi dalla sua “raccolta” da parte della testata di De Benedetti - è servita più che altro per la battaglia politica interna al PD sulla regione Sicilia. di Luigi O. Rintallo
Il movimento di Grillo e Casaleggio, dopo aver accolto la nomina di un suo membro alla presidenza della Vigilanza Rai con i soliti proclami qualunquistici e la promessa di rivoltare come un calzino una delle appendici preferite della partitocrazia, non è stato capace di imporre in maniera credibile e trasparente la questione della riforma del servizio pubblico nel dibattito politico. di Ermes Antonucci
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