Dopo un tormentato travaglio iniziato quasi due anni fa, è stata approvata alla Camera la proposta di legge per l’ “Istituzione della giornata nazionale Enzo Tortora in memoria delle vittime di errori giudiziari”, che passerà ora al Senato.
Benché si sia venuti incontro alle astruse obiezioni avanzate dall’opposizione già in fase di esame preliminare, inserendo il nome del presentatore accusato ingiustamente, non vi è stato un voto unanime da parte dell’assemblea: PD, Avs e 5Stelle si sono infatti astenuti e ciò dimostra quanto quelle obiezioni fossero strumentali.
Con l’astensione, l’opposizione del cosiddetto Campo largo conferma il suo stato di subalternità nei confronti dell’ANM, ripetendo le stesse dinamiche viste in occasione del recente referendum costituzionale quando si è preferito, per puro opportunismo, rinunciare a ogni ipotesi di riforma della giustizia.
Che oggi si giunga a non riconoscersi nella necessità di una giornata in memoria delle innumerevoli vittime della malagiustizia, significa rivelarsi incapaci persino di riflettere sulle motivazioni all’origine del profondo malessere sociale presente in Italia attorno al servizio reso dalla magistratura in questi anni. Il suo auto-logoramento è un danno drammatico per i cittadini di fatto privati delle regole dello Stato di diritto.
Senza contare che, da un punto di vista politico, si è sprecata un’occasione di convergenza dall’alto valore simbolico fra maggioranza e minoranza in Parlamento per un rinnovato approccio al tema della giustizia. [red.]
- Fabio Viglione: ‘Forse il 17 giugno diventerà una “Giornata” da segnare in calendario con una sottolineatura speciale’ (Agenzia Radicale)