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23/02/26

Agenzia Radicale Podcast, Maledetta Politica. Francesca Albanese è perfetta per queste Nazioni Unite. Antonio Marulo conversa con Geppi Rippa


Categoria: POLITICA
Pubblicato Lunedì, 23 Febbraio 2026 09:55

L’editoriale del numero 88 di Quaderni Radicali“Oltre l’Onu di vetro”del dicembre 2004 così partiva: “È necessaria una organizzazione internazionale nella Comunità degli Stati? Insomma è necessario l’Onu? Questo è il punto politicoLa risposta non può che essere che le Nazioni Unite sono più che mai necessarie in questo tempo storico-politico, in questi  equilibri/squilibri internazionali…”. Ma l’Onu, così come  è oggi, si presenta paralizzato e paralizzante, con limiti strutturali e organizzativi, pieno di anacronismi e ambiguità, che annullano il fondamentale ruolo di indirizzo e di governo del mondo… Il Palazzo di vetro è caratterizzato da una miriade di contraddizioni, da un sistema di veti e di blocchi, che impedisce una efficace azione sugli avvenimenti …”.

 

L’editoriale poi si soffermava sul fatto di come “… il processo di globalizzazione avesse accentuato l’interdipendenza tra le società umane frammentate nei singoli stati, evidenziando in modo ancora più drammatico l’inadeguatezza degli elementi strutturali dell’Onu … 

 

L’Onu è essenziale, ma senza una sua guarigione dalla tisi dell’anima che l’attraversa, senza una profonda riqualificazione in chiave di profilo democratico dei membri che la compongono, difficilmente darà forza alla sua essenzialità…”.

 

Per non portarla per le lunghe e ritornare ai giorni nostri ecco come il recente caso della relatrice speciale dell'Onu sui territori palestinesi Francesca Albanese ha risvegliato il riflesso sulla questione Onu:  ”… il 7 febbraio in un forum organizzato da al-Jazeera a Doha ha definito Israele un nemico comune dell’umanità. «La Francia condanna senza riserva alcuna le parole oltraggiose e irresponsabili della signora Albanese, che prendono di mira non il governo israeliano, di cui è consentito criticare la politica, ma Israele in quanto popolo e in quanto nazione», ha detto in Parlamento il ministro degli Esteri Jean-Noel Barrot, annunciando che la Francia chiederà le dimissioni di Albanese il 23 febbraio al Consiglio dei diritti umani dell’Onu. Viene così accolta la richiesta di una quarantina di deputati del campo macroniano…”.

 

Anche la Germania ha chiesto le dimissioni della relatrice speciale dell'Onu per i Territori palestinesi, dopo le sue parole su Israele "nemico comune dell'umanità" rilasciate alla presenza di un dirigente di Hamas e del ministro degli Esteri iraniano durante un forum di Al Jazeera.

 

"La signora Albanese si è già permessa in passato numerose uscite fuori luogo. Condanno le sue recenti dichiarazioni su Israele: non può ricoprire questo incarico", ha scritto su X il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul.

 

Il video del discorso in cui Francesca Albanese avrebbe definito Israele "nemico comune dell'umanità" è stato manipolato e dunque le richieste di dimissioni della relatrice arrivate da alcuni Paesi, tra cui l'Italia, sono "basate sulla disinformazione". A sostenerlo è il comitato di sei esperti delle Nazioni Unite chiamato a esaminare i reclami contro la relatrice speciale dell'Onu per i Territori palestinesi.

 

"Condanniamo la scelta dei Ministri di alcuni Stati di basarsi su fatti fabbricati e criticare la signora Albanese per dichiarazioni che non ha mai fatto al 17 Forum Al Jazeera", si legge in una nota il Comitato che fa capo all'Alto commissariato per i diritti umani. "Gli eventi seguono una campagna organizzata contro Albanese e l'imposizione di sanzioni illegali contro di lei lo scorso anno…”, si ricorda. "Il Comitato ha espresso preoccupazioni per l'aumento di attacchi politicamente motivati e maliziosi contro esperti indipendenti di diritti umani, funzionari Onu e giudici di tribunali internazionali, che cercano di accertare responsabilità", si sottolinea.

 

“…Nonostante ciò - scrive il quotidiano Il Tempo -, il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot ha ribadito la sua richiesta di dimissioni della relatrice speciale. "Non ho distorto né tagliato le dichiarazioni di Francesca Albanese. Le ho semplicemente condannate, perché sono da condannare", ha detto Barrot in un discorso all'Assemblea Nazionale francese che ha rilanciato sui suoi canali social. 

 

Barrot ha sostenuto che l'episodio incriminato, appunto un intervento a un forum di al Jazeera in Qatar, si aggiunge a "una lunga lista di provocazioni" di Albanese e che la richiesta di dimissioni "non è nuova", dato che Parigi ha già messo in dubbio e rimpianto il rinnovo dell'incarico alla relatrice deciso l'anno scorso. E ha ricordato che Hamas, "cosa che non sorprende, è corso in difesa della signora Albanese”.

 

Ecco, leggere la vicenda Albanese sottraendosi ad un rilettura sulla lunga parabola di crisi e di contraddizioni delle Nazioni Unite, sulle logore strumentalizzazioni di coloro che più che istruire e relazionare in modo corretto sulle questioni, dimenticando che la legalità e la verità (per quanto accompagnata da drammatiche e indiscusse realtà umane sottoposte a sofferenze) non può risiedere in un confuso e vago pastrocchio di regimi autoritari e assassini o in gruppi terroristici che formano tutti insieme il nucleo centrale anche di commissioni Onu parossisticamente delegate ai diritti umani. 

 

In fondo la questione della relatrice va iscritta, nella scelta dell’interlocutrice e del suo ruolo, proprio nel  fatto che il peso morale delle decisioni dell’Onu sono lontane da quello che il mondo degli uomini giusti desidera.

 

In questo numero del Podcast di Agenzia Radicale, Antonio Marulo chiede al direttore di Quaderni Radicali e Agenzia Radicale Giuseppe Rippa di dare una sua interpretazione sul perché il caso della signora Francesca Albanese è perfetto per queste NazioniUnite e per la crisi strutturale del pur necessario Palazzo di vetro

 

- Agenzia Radicale Podcast, Maledetta Politica (Podcast on Spotify)

 

 



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