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05/02/26

Antiamericanismo all’italiana: Maccarone, m’hai provocato adesso me te magno! Conversazione con Francesco Sisci di Giuseppe Rippa


Categoria: POLITICA
Pubblicato Mercoledì, 04 Febbraio 2026 17:39

I sondaggi secondo cui il 73% degli Italiani è contro il presidente Usa Donald Trump sono un complesso indicatore per i delicatissimi equilibri politici italiani…

 

In una sondaggio dei qualche anno f dell’ISPI (Istituto per gli studi di politica internazionale) emergeva che 6 italiani su 10 individuano nel presidente russo Putin il responsabile della guerra in Ucraina, ma che un altro 22% ritiene che il principale indiziato della guerra sia la NATO (17%) e il presidente Zelensky (5%).

 

“… È sì vero che i talk-show televisivi, alla disperata ricerca di audience, sono imbottiti ogni sera di pseudo-opinionisti, strillatori di professione, e variopinti narcisisti pronti a straparlare per rafforzare le pulsioni antiamericane. Ma l’offesa quotidiana alla realtà con motivazioni che non hanno nulla di storico ha un’origine lontana  - scriveva tempo fa Massimo Teodori”. 

 

L’antimericansmo è un sentimento che ha radici profonde nel nostro paese, passa per quasi tutti i partiti, una moda intramontabile a destra come a sinistra, ma anche nel mondo cattolico, in particolare nella Chiesa che viene definita terzomondista, che non ha mai amato l’America. 

 

“… La sinistra italiana non-democratica ha sempre coltivato l’antiamericanismo in ossequio sia all’allineamento internazionale con il movimento comunista e l’Unione sovietica fino al 1989, sia alla diffidenza verso il capitalismo (sempre accoppiato con l’imperialismo), le libertà individuali e la liberal-democrazia. La preferenza verso una società organica piuttosto che pluralistica trovò, a suo tempo, espressione nel compromesso storico - sottolineava ancora Teodori”.

 

Su questo si innesta una questione italiana più generale. Mentre altri Paesi europei dopo la Seconda guerra mondiale (prima) e con la fine dell’impero sovietico (dopo) si sono convertiti profondamente all’America, in Italia non è stato così. La Germania che ha rigettato profondamente l’esperienza nazista si è fatta super amerikana. La destra radicale tedesca, quella francese o inglese, come la loro vecchia sinistra, non sono mai state davvero antiamericane.

 

“… L’Italia viene da una esperienza diversa. Il suo governo politico nasce su un sentiero ideale stretto. Culturalmente alleati dell’America, nel dopoguerra vanno al potere a Roma cattolici e liberali massoni. Ma a destra e sinistra ci sono militanti antiamericani. A sinistra sono quelli che vogliono stare con i sovietici, a destra quelli che non perdonano agli Usa di avergli ucciso Mussolini, come nota Giuseppe Rippa. Poi certo l’Italia è il Paese di “Francia o Spagna purché se magna”, non vuole morire per i principi. Ma ciò in un senso e in un altro. Se l’America fa scintille tutti sono americani, se l’America inciampa, vecchi livori tornano a galla - ha sottolineato Francesco Sisci”.

 

Prima di dare il calcio dell’asino agli States, ragioniamo sulle probabili conseguenze della nostra furbizia. E magari diamo il nostro contributo alla pace -  parafrasava Lucio Caracciolo.

 

“… Del perché l’Italia sia il Paese dell’asse atlantico e quindi dell’Occidente in cui la penetrazione della propaganda russa (le “ragioni” di Putin e i “torti” degli Stati Uniti, a cominciare dalle provocazioni della Nato ai confini con la Russia eccetera) sia più profonda e pervasiva, anche in Tv -, si occupava Emilia Patta nella recensione del libro “Nello specchio dell’Ucraina” di Alessandro Maran.

 

Il nucleo profondo di questi diversi generi di antiamericanismo è tuttavia uno solo: «L’estraneità o la diffidenza verso la democrazia liberale nel cui segno si è potuta sviluppare, rigogliosa e prorompente, la civiltà americana di massa».

 

Anne Applebaum citata da Maran: «Forse non esiste un ordine mondiale naturale. Ma ci sono società liberali, paesi aperti e liberi che offrono alle persone maggiori possibilità di vivere vite piene e utili rispetto alle dittature. Non sono certo perfetti, ma questo è un motivo in più per difenderli e proteggerli. Non ce ne sono stati molti nella storia umana; ne sono esistiti diversi per un certo tempo e poi sono crollati. Possono essere distrutti dall'esterno ma anche dall'interno, dalle divisioni e dai demagoghi…».

 

“… Umberto Eco sosteneva che l’antiamericanismo italiano nasce negli anni Trenta, quando il fascismo comincia a detestare gli Stati Uniti. Ma prima, c’eravamo molto amati, a vicenda: anche il termine “americanata” – tornato di moda in questi due anni, a denotare generalmente cose di cattivo gusto, cafone, era in realtà il titolo di una rubrica della Domenica del Corriere che riportava in chiave entusiastica good news provenienti da quel lontano paese. L’ascesa di Mussolini nel 1922 era poi stata accolta favorevolmente dalle autorità americane, che vedevano nel  Duce un argine al disordine europeo (anche perché l’alternativa era il comunismo). E i giornali italiani erano interessati a quel nuovo grande paese. Gli aiuti arrivati dopo la Prima guerra mondiale poi non guastano. Ma dopo arriva l’asse Roma-Berlino, e le leggi razziali, e gli americani si stufano velocemente, e viceversa. Cambia quindi tutto: l’America che andava benissimo improvvisamente non va più bene. Non più popolo dell’avvenire, America uguale alienazione. Di nuovo cambia tutto nel Dopoguerra: piano Marshall e chewing gum: torna l’amore.  Relazione complicata, insomma, sintetizzata dal solito Arbasino: “l’America l’è amara finché vige il Fascio, la diventa buonissima solo quand’è arrivato il generale Clark e si sono perse anche le mutande grazie al Duce. Poi però Togliatti fa paura, e allora si ricomincia: l’è amara, non l’è amara, e se non la sarà amara, chissà mai cosa sarà”. (Michele Masneri Il Foglio)

 

“Le derive antiamericane lasciano l’Italia più sola”… è l’opinione di Francesco Sisci, sinologo, giornalista, analista politico, che discute con Giuseppe Rippa, direttore di Quaderni Radicali e Agenzia Radicale nella conversazione per Agenzia Radicale Video che segue…

 

- Antiamericanismo all’italiana: Maccarone m’hai provocato adesso me te magno! Conversazione Sisci/Rippa

(Agenzia Radicale Video)

 

 



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