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04/11/26

La Diplomazia del Bambù del Vietnam: principi fermi, strategie flessibili e pace per lo sviluppo


Categoria: ESTERI
Pubblicato Martedì, 27 Ottobre 2026 11:47
  • Anna Mahjar-Barducci

(da  MEMRI) 

 

La politica estera del Vietnam è radicata nel valore dell'indipendenza, della sovranità e della pace. Avendo sopportato secoli di dominazione straniera e decenni di guerra, il Vietnam capisce che salvaguardare l'indipendenza nazionale non è solo una questione di forza militare. Richiede una diplomazia strutturata che consenta al Vietnam di mantenere relazioni costruttive con paesi che hanno sistemi politici e interessi strategici diversi.

 

Questo approccio è diventato noto come "diplomazia del bambù":[1]una politica estera con radici profonde, principi fermi e la flessibilità di adattarsi a un ambiente internazionale in evoluzione al fine di ottenere risultati duraturi. La flessibilità consente di perseguire gli interessi del Vietnam senza sacrificare gli obiettivi a lungo termine per guadagni a breve termine.

 

Dalla lotta per l'Indipendenza alla Diplomazia di Bambù

 

Il Vietnam dichiarò la sua indipendenza nel 1945, segnando la nascita del primo stato lavoratore-contadino del sud-est asiatico, abolendo la monarchia feudale del Vietnam e ponendo fine a più di otto decenni di dominio coloniale e cinque anni di dominio fascista. Tuttavia, il paese entrò presto in un altro conflitto prolungato con la Francia, seguito dalla guerra che coinvolse gli Stati Uniti. La lotta per la riunificazione nazionale continuò fino al 1975, lasciando un segno sulla prospettiva politica del Vietnam e sulla memoria collettiva. 

 

Queste esperienze si sono svolte durante la Guerra Fredda, quando le relazioni internazionali sono state modellate da due blocchi concorrenti: il blocco comunista e il blocco capitalista. I paesi sono stati spinti a scegliere da che parte stare e i conflitti regionali potrebbero diventare parte di scontri più ampi tra le principali potenze.

 

La fine della Guerra Fredda e il crollo dell'Unione Sovietica intorno al 1990-1991 trasformarono questo panorama internazionale. Il Vietnam ha riconosciuto che il suo futuro non poteva dipendere dalle relazioni con i paesi che condividono il suo sistema politico. Aveva bisogno di una politica estera che andasse oltre le divisioni ideologiche e costruisse relazioni con tutti i paesi disposti a rispettare l'indipendenza, la sovranità e gli interessi legittimi del Vietnam.

 

Questo cambiamento ha contribuito a plasmare la politica di apertura e integrazione internazionale del Vietnam. L'obiettivo era chiaro: creare un ambiente esterno pacifico e stabile in cui il paese potesse ricostruire, modernizzare, migliorare l'economia e la vita del suo popolo.

 

Il principio rimane rilevante oggi. Il Vietnam cerca relazioni amichevoli e cooperative con i paesi indipendentemente dai loro sistemi politici, a condizione che tali relazioni siano fondate sul rispetto reciproco e sul rispetto per la sua sovranità. La pace è una base necessaria per lo sviluppo.

 

Tre principi della politica estera del Vietnam

 

L'approccio del Vietnam si basa su diversi principi fondamentali.

 

Il primo è l'indipendenza e la sovranità. Il Vietnam considera la sua indipendenza, integrità territoriale e la libertà di determinare il proprio futuro come non negoziabili. La sua storia gli ha insegnato il costo di perdere il controllo sulle decisioni nazionali. La cooperazione con altri paesi è essenziale, ma non deve essere a scapito dell'uguaglianza sovrana.

 

Il secondo è il rispetto del diritto internazionale. Per un paese che ha affrontato avversari molto più potenti, il diritto internazionale fornisce. un quadro importante per proteggere i diritti legittimi e risolvere le controversie. Il Vietnam ha dovuto gestire le relazioni con le principali potenze nel corso della sua storia, tra cui Cina, Francia e Stati Uniti.

 

Il diritto internazionale non elimina i disaccordi, ma fornisce una base per affrontarli attraverso principi riconosciuti, argomenti giuridici, negoziati e procedure pacifiche.

 

Il terzo è il rispetto per i diritti e gli interessi legittimi di altri paesi. La politica estera del Vietnam non ha lo scopo di promuovere i suoi interessi ad ogni costo o di costruire relazioni con un paese terzo. Invece, cerca di conciliare i propri interessi legittimi con quelli dei suoi partner, trovando un terreno comune ove possibile.

 

Questo approccio è collegato alla preferenza del Vietnam per l'autonomia strategica. Il paese non desidera diventare dipendente da una singola potenza o essere trascinato in uno scontro tra potenze concorrenti. Cerca di cooperare ampiamente preservando la sua libertà decisionale. 

 

La politica di difesa del Vietnam è coerente con questa prospettiva. La sua consolidata politica "Four Nos" rifiuta le alleanze militari, schierandosi con un paese contro un altro, le basi militari straniere sul territorio vietnamita e l'uso o la minaccia della forza nelle relazioni internazionali. Questi principi riflettono una preferenza per salvaguardare la sicurezza nazionale senza contribuire alla formazione di blocchi militari opposti.

 

Il bambù: radici profonde, rami flessibili e cresce legato insieme

 

L'immagine del bambù cattura il carattere della diplomazia del Vietnam. 

 

Il bambù ha radici profonde che lo ancorano saldamente al terreno. La sua forza deriva dalla stabilità di quelle radici, proprio come il fondamento della politica estera del Vietnam risiede nell'indipendenza, nella sovranità, negli interessi nazionali e nel rispetto del diritto internazionale.

 

Eppure il bambù è anche flessibile. Si piega e resiste in vento forte. Questa flessibilità consente alla pianta di resistere a condizioni difficili e continuare a crescere.

 

La stessa idea guida la pratica diplomatica del Vietnam. I principi rimangono fermi, mentre i metodi possono adattarsi alle circostanze. Il Vietnam può adeguare le sue tattiche, negoziare compromessi su questioni pratiche o esplorare nuove forme di cooperazione, ma non considera i suoi principi fondamentali come sacrificabili.

 

L'esperienza del paese con la Francia offre un'importante illustrazione storica. Negli anni successivi alla dichiarazione di indipendenza nel 1945, Ho Chi Minh e la leadership vietnamita cercarono un accordo che avrebbe permesso al Vietnam di garantire il suo futuro senza un’altra guerra devastante. I negoziati e gli accordi non sono riusciti a prevenire lo scoppio di conflitti su vasta scala nel 1946. L'episodio illustra sia l'importanza di perseguire soluzioni pacifiche sia i limiti della diplomazia quando le parti non possono raggiungere un accordo accettabile.

 

L'approccio di Ho Chi Minh è spesso riassunto dal principio di essere fermi negli obiettivi e flessibili nei metodi. Questo cattura lo spirito della diplomazia di bambù: mantenere una direzione strategica coerente adattando i mezzi utilizzati per raggiungerla.

 

Il bambù ha un significato collettivo nella cultura vietnamita. Cresce in gruppi e la sua forza è associata all'unità, al sostegno reciproco e alla resilienza. In un paese in cui la coltivazione del riso dipende da tempo dalla cooperazione tra famiglie e comunità, lavorare insieme è stato essenziale per la sopravvivenza e la prosperità. Il bambù simboleggia quindi la nazionale e la solidarietà.

 

Temi correlati di coraggio e forza collettiva compaiono nelle tradizioni culturali del Vietnam, tra cui il racconto di San Giong (Thánh Gióng, uno dei Quattro Immortali del paese), che sradica il bambù per combattere gli invasori, e la storia delle sorelle Trung, Trung Trac e Trung Nhi, che sollevarono un esercito e andarono in battaglia per proteggere la loro patria dall'occupazione Han nell'anno 43 d.C.[ 2] Le sorelle Trung sono simboli di spirito resiliente e determinazione a difendere l'indipendenza nazionale del Vietnam.

 

Queste storie collegano il presente a generazioni che hanno lottato per preservare l'identità e l'autonomia del Vietnam. Rafforzano un senso di responsabilità: l'attuale generazione deve proteggere i risultati dei suoi predecessori mentre prepara il paese alle sfide future.

 

 

La statua di San Giong che cavalca un cavallo bianco tra le nuvole si trova nel comune di Con Tien, provincia di Quang Tri. (Fonte: News.laodong.vn)

 

Pace E Stabilità Come Priorità

 

La storia moderna del Vietnam gli ha dato un forte apprezzamento dei costi umani ed economici della guerra. Decenni di conflitti hanno danneggiato le infrastrutture, le famiglie sconvolte e lo sviluppo ritardato. L'esperienza del paese ha rafforzato la convinzione che il confronto militare dovrebbe essere l'ultima risorsa.

 

Il dialogo e la diplomazia devono venire prima di tutto. Mantenere i canali di comunicazione è importante quando le relazioni diventano tese, perché le incomprensioni possono aumentare se i governi perdono la capacità di comunicare direttamente. Anche dove le posizioni differiscono, è possibile identificare interessi comuni, ridurre i rischi e cercare soluzioni pratiche.

 

La designazione di Hanoi come Città UNESCO per la Pace nel 1999 è un'espressione simbolica di questa aspirazione. Per il Vietnam, la pace significa creare le condizioni in cui le persone possono lavorare, studiare, viaggiare, investire e costruire un futuro migliore.

 

Ciò non significa che il Vietnam abbia dimenticato l'importanza della resilienza o dell'autodifesa. La sua storia dimostra la determinazione a proteggere l'indipendenza quando è stata minacciata. Ma l'obiettivo finale non è la guerra. Si tratta di preservare la sovranità evitando conflitti inutili e garantendo che le generazioni future non devono sopportare la stessa sofferenza.

 

Gestire le differenze nel Mar Cinese Meridionale (Mare Orientale)

 

Il Mar Cinese Meridionale (noto in Vietnam come Mare Orientale) illustra come questi principi operano nella pratica.

 

Il Vietnam ha dispute marittime e territoriali con la Cina e sostiene che la sua sovranità e i  legittimi diritti marittimi devono essere rispettati. Allo stesso tempo, il Vietnam riconosce l'importanza di gestire pacificamente i disaccordi.

 

Il diritto internazionale è fondamentale per questo approccio. La Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS), adottata nel 1982, fornisce il principale quadro giuridico internazionale che disciplina le zone marittime. 

 

Il Vietnam invoca il diritto internazionale nel perseguire il suo marittimo. Anche la diplomazia regionale è importante. Nel 2002, la Cina e gli Stati membri dell'ASEAN hanno firmato la Dichiarazione sulla condotta delle parti nel Mar Cinese Meridionale (Mare Orientale). La dichiarazione richiede una risoluzione pacifica delle controversie, moderazione, dialogo e cooperazione in conformità con il diritto internazionale. Fornisce un quadro regionale per ridurre le tensioni, anche se non ha risolto le controversie sottostanti.

 

Il Vietnam ha perseguito accordi bilaterali e meccanismi di dialogo con i paesi vicini. La comunicazione regolare, compresi gli incontri e gli scambi con la Cina, aiutano ad affrontare i disaccordi prima che diventino più gravi. Tali meccanismi preservano spazio per la negoziazione.

 

Il Vietnam è determinato a raggiungere una crescita economica a due cifre

 

La strategia diplomatica del Vietnam è legata alle sue ambizioni di sviluppo. Pace e sviluppo si rafforzano a vicenda. Un ambiente stabile consente di indirizzare le risorse verso l'istruzione, la salute, le infrastrutture, la tecnologia e le opportunità economiche.

 

Il paese ha fatto progressi reali dalla fine della guerra e dalle successive riforme economiche lanciate nel 1986. Entro il 2030, il Vietnam mira a diventare un paese in via di sviluppo con una base industriale moderna e uno status di reddito medio-alto. Il raggiungimento di questi obiettivi richiederà la riduzione della burocrazia inutile, la facilitazione degli investimenti e lo sviluppo del turismo. Nel frattempo, solo nei primi nove mesi del 2026, il Vietnam ha accolto oltre 17,7 milioni di visitatori internazionali, con arrivi di settembre che hanno raggiunto 1,77 milioni, mentre 25 milioni è l'obiettivo per l'intero anno del paese. Per il Vietnam, lo sviluppo è responsabilità della generazione attuale onorare i sacrifici fatti dalle generazioni precedenti preservando la sovranità nazionale.

 

Una politica estera radicata nella tradizione, guardando al futuro

 

La diplomazia di bambù esprime una continuità tra la storia del Vietnam e le sue ambizioni contemporanee. Le sue radici risiedono nella determinazione a preservare l'indipendenza e la sovranità; la sua flessibilità risiede nella capacità di impegnarsi in una diplomazia persistente e di adattarsi alle mutevoli circostanze internazionali. Questa politica consente al Vietnam di mantenere la stabilità e la pace per diventare entro il 2030 un paese in via di sviluppo, la cui economia gode di una crescita annuale del PIL a due cifre, con un'industria moderna e un reddito medio-alto ed entro il 2045 un paese sviluppato con un reddito elevato. 

 

Il bambù è forte perché le sue radici sono profonde, ma sopravvive perché può piegarsi. Per il Vietnam, la diplomazia di bambù è una filosofia strategica: rimanere fermi nei principi, flessibili nei metodi, uniti negli scopi e focalizzati sulla pace e sullo sviluppo per il futuro.

 

*Anna Mahjar-Barducci è una ricercatrice senior MEMRI e collabora da anni a Quaderni Radicali e Agenzia Radicale

 

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[1] Politicaltheory.hcma.vn/vietnamita-diplomazia-di-bambamo-filosofia-l'essenza-del-partito-teoria-sulle-relazioni-estere-nel-periodo-di-ristrutturazione-7104.html

 

[2] En.baoquocte.vn/igniting-the-resilient-spirit-from-the-legacy-of-the-trung-sisters-362293.html, 23 febbraio 2026.

 

(foto di copertina: Il Vietnam si estende per circa 1.650 km da nord a sud. (Fonte: Vietnamparadisetravel.com/vietnam-travel-maps)

 

(da MEMRI Middle East Media Research Institute)

 

 

 

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English version

 

 

 

Vietnam's Bamboo Diplomacy: firm principles, flexible strategies, and peace for development

 

 

by Anna Mahjar-Barducci *

 

 

 

Vietnam's foreign policy is rooted in the value of independence, sovereignty, and peace. Having endured centuries of foreign domination and decades of war, Vietnam understands that safeguarding national independence is not only a matter of military strength. It requires structured diplomacy that allows Vietnam to maintain constructive relations with countries that have different political systems and strategic interests.

 

This approach has become known as "bamboo diplomacy":[1] a foreign policy with deep roots, firm principles, and the flexibility to adapt to a changing international environment in order to get long lasting results. The flexibility allows to pursue Vietnam's interests without sacrificing long- term objectives for short-term gains.

 

From The Struggle For Independence To The Bamboo Diplomacy

 

Vietnam declared its independence in 1945, marking the birth of Southeast Asia's first worker peasant state, abolishing Vietnam's feudal monarchy, and ending more than eight decades of colonial and five years of fascist rule. However, the country soon entered another prolonged conflict with France, followed by the war involving the United States. The struggle for national reunification continued until 1975, leaving a mark on Vietnam's political outlook and collective memory.

 

These experiences unfolded during the Cold War, when international relations were shaped by two competing blocs: the communist bloc and the capitalist bloc. Countries were pressured to choose sides, and regional conflicts could become part of wider confrontations between

major powers. 

 

The end of the Cold War and the collapse of the Soviet Union around 1990-1991 transformed this international landscape. Vietnam recognized that its future could not depend on relations with countries sharing its political system. It needed a foreign policy that reached beyond ideological

divisions and built relationships with all countries willing to respect Vietnam's independence, sovereignty, and legitimate interests.

 

This shift helped shape Vietnam's policy of openness and international integration. The objective was clear: to create a peaceful and stable external environment in which the country could rebuild,  modernize, improve the economy and lives of its people.

 

The principle remains relevant today. Vietnam seeks friendly and cooperative relations with countries regardless of their political systems, provided that those relationships are grounded in mutual respect and respect for its sovereignty. Peace is a necessary foundation for development.

 

Three Principles Of Vietnam's Foreign Policy

 

Vietnam's approach rests on several core principles. 

 

The first is independence and sovereignty. Vietnam regards its independence, territorial integrity, and freedom to determine its own future as non-negotiable. Its history has taught it the cost of losing control over national decisions. Cooperation with other countries is essential, but it must not come at the expense of sovereign equality. 

 

The second is respect for international law. For a country that has faced much more powerful adversaries, international law provides an important framework for protecting legitimate rights and resolving disputes. Vietnam has had to manage relations with major powers throughout its history, including China, France, and the United States. 

 

International law does not eliminate disagreements, but it provides a basis for addressing them through recognized principles, legal arguments, negotiations, and peaceful procedures.

 

The third is respect for the legitimate rights and interests of other countries. Vietnam's foreign policy is not intended to advance its interests at any cost or to build relationships against a third country. Instead, it seeks to reconcile its own legitimate interests with those of its partners, finding common ground wherever possible. 

 

This approach is connected to Vietnam's preference for strategic autonomy. The country does not wish to become dependent on a single power or to be drawn into a confrontation between competing powers. It seeks to cooperate widely while preserving its freedom of decision-making.

 

Vietnam's defence policy is consistent with this outlook. Its established "Four Nos" policy rejects  military alliances, siding with one country against another, foreign military bases on Vietnamese territory, and the use or threat of force in international relations. These principles reflect a preference for safeguarding national security without contributing to the formation of opposing military blocs.

 

The Bamboo: Deep Roots, Flexible Branches, And Grows Bound Together

 

The image of bamboo captures the character of Vietnam's diplomacy.

 

Bamboo has deep roots that anchor it firmly in the soil. Its strength comes from the stability of those roots, just as the foundation of Vietnam's foreign policy lies in independence, sovereignty, national interests, and respect for international law. 

 

Yet bamboo is also flexible. It bends and resists in strong winds. This flexibility allows the plant to withstand difficult conditions and continue growing. 

 

The same idea guides Vietnam's diplomatic practice. Principles remain firm, while methods can adapt to circumstances. Vietnam may adjust its tactics, negotiate compromises on practical matters, or explore new forms of cooperation, but it does not regard its fundamental principles as expendable.

 

The country's experience with France offers an important historical illustration. In the years following the declaration of independence in 1945, Ho Chi Minh and the Vietnamese leadership sought an agreement that would allow Vietnam to secure its future without another devastating war. Negotiations and agreements failed to prevent the outbreak of full-scale conflict in 1946. The episode illustrates both the importance of pursuing peaceful solutions and the limits of diplomacy when the parties cannot reach an acceptable settlement.

 

Ho Chi Minh's approach is often summarized by the principle of being firm in objectives while flexible in methods. This captures the spirit of bamboo diplomacy: maintain a consistent strategic direction while adapting the means used to achieve it.

 

Bamboo has a collective meaning in Vietnamese culture. It grows in clusters, and its strength is associated with unity, mutual support, and resilience. In a country where rice cultivation has long depended on cooperation among families and communities, working together has been essential to survival and prosperity. The bamboo thus symbolizes national and solidarity.

 

Related themes of courage and collective strength appear in Vietnam's cultural traditions, including the tale of Saint Giong (Thánh Gióng, one of the country's Four Immortals), who uproots bamboo to fight invaders, and the story of the Trung sisters, Trung Trac and Trung Nhi, who raised an army and went to battle to protect their homeland against the Han occupation in the year 43 AD.[2] The Trung sisters are symbols of resilient spirit and the determination to defend Vietnam's national independence.

 

These stories connect the present to generations who struggled to preserve Vietnam's identity and autonomy. They reinforce a sense of responsibility: the current generation must protect the achievements of its predecessors while preparing the country for the challenges ahead. 

 

 

Statue of Saint Giong riding a white horse in the midst of the clouds is located in Con Tien

commune, Quang Tri province. (Source: News.laodong.vn)

 

Peace And Stability As Priorities

 

Vietnam's modern history has given it a strong appreciation of the human and economic costs of war. Decades of conflict damaged infrastructure, disrupted families, and delayed development. The country's experience has reinforced the belief that military confrontation should be a last resort.

 

Dialogue and diplomacy must come first. Maintaining communication channels is important when relations become tense, because misunderstandings can escalate if governments lose the ability to communicate directly. Even where positions differ, it is possible to identify common interests, reduce risks, and seek practical solutions.

 

Hanoi's designation as a UNESCO City for Peace in 1999 is a symbolic expression of  thisaspiration. For Vietnam, peace means creating the conditions in which people can work, study, travel, invest, and build a better future.

 

This does not mean that Vietnam has forgotten the importance of resilience or self-defence. Its history demonstrates a determination to protect independence when it has been threatened. But the ultimate objective is not war. It is to preserve sovereignty while avoiding unnecessary conflict and ensuring that future generations do not have to endure the same suffering. 

 

Managing Differences In The South China Sea (East Sea)

 

The South China Sea (known in Vietnam as the East Sea) illustrates how these principles operate in practice.

 

Vietnam has maritime and territorial disputes with China, and it maintains that its sovereignty and legitimate maritime rights must be respected. At the same time, Vietnam recognizes the importance of managing disagreements peacefully. 

 

International law is central to this approach. The United Nations Convention on the Law of the Sea (UNCLOS), adopted in 1982, provides the principal international legal framework governing maritime zones. Vietnam invokes international law in pursuing its maritime.

 

Regional diplomacy is also important. In 2002, China and ASEAN member states signed the Declaration on the Conduct of Parties in the South China Sea (East Sea). The declaration calls for peaceful settlement of disputes, restraint, dialogue, and cooperation in accordance with international law. It provides a regional framework for reducing tensions, although it has not resolved the underlying disputes.

 

Vietnam has pursued bilateral agreements and mechanisms for dialogue with neighboring countries. Regular communication, including meetings and exchanges with China help address disagreements before they become more serious. Such mechanisms preserve space for negotiation.

 

Vietnam Is Determined To Achieve Double-Digit Economic Growth

 

Vietnam's diplomatic strategy is tied to its development ambitions. Peace and development reinforce one another. A stable environment allows resources to be directed toward education, health, infrastructure, technology, and economic opportunity. 

 

The country has made real progress since the end of the war and the subsequent economic reforms launched in 1986. By 2030, Vietnam aims to become a developing country with a modern industrial base and upper-middle-income status. Achieving these objectives will require reducing unnecessary bureaucracy, facilitating investment, and developing tourism. Meanwhile, in the first nine months of 2026 alone, Vietnam has welcomed over 17.7 million international visitors, with September arrivals hitting 1.77 million, while 25 million is the country’s full-year target. For Vietnam, development is the responsibility of the present generation to honor the sacrifices made by earlier generations by preserving national sovereignty.

 

A Foreign Policy Rooted In Tradition, Looking Toward The Future

 

Bamboo diplomacy expresses a continuity between Vietnam's history and its contemporary ambitions. Its roots lie in the determination to preserve independence and sovereignty; its flexibility lies in the ability to engage in persistent diplomacy and to adapt to changing international circumstances. This policy allows Vietnam to maintain stability and peace in order to become by 2030 a developing country, whose economy enjoys yearly double-digit GDP growth, with modern  industry and upper-middle income and by 2045 a developed country with high income.

 

The bamboo stands strong because its roots are deep, yet it survives because it can bend. For Vietnam, the bamboo diplomacy is a strategic philosophy: remain firm in principles, flexible in methods, united in purpose, and focused on peace and development for the future.

 

*Anna Mahjar-Barducci is MEMRI Senior Research Fellow and has been contributing for years to Quaderni Radicali and Agenzia Radicale

 

[1] Politicaltheory.hcma.vn/vietnamese-bamboo-diplomacy-philosophy-the-essence-of-the-party-s-theory-on-foreign-relations-in-the-renovation-period-7104.html

 

[2] En.baoquocte.vn/igniting-the-resilient-spirit-from-the-legacy-of-the-trung-sisters-362293.html, February 23, 2026.

 

(cover photo: Vietnam stretches for approximately 1,650 km from north to south. (Source: Vietnamparadisetravel.com/vietnam-travel-maps)

 

(from MEMRI  Middle East Media Research Institute)

 

 



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