Le parole minacciose di Donald Trump verso i Paesi europei che non avrebbero aiutato nella vicenda iraniana sono sicuramente sgradevoli per il linguaggio e per l’atteggiamento del presidente americano. La minaccia avanzata nei confronti del cancelliere tedesco Merz che facevano seguito alle cordialità riservate al cancelliere tedesco alla Casa Bianca a marzo, neanche due mesi fa, sono ormai solo un ricordo…
“ … Trump ha sferrato in poche ore - scrive l’agenzia Ansa - un duplice attacco a Friedrich Merz: prima annunciando ia ridurre le truppe americane di stanza in Germania, poi consigliando al cancelliere tedesco di occuparsi "dell'Ucraina e del suo Paese in rovina" piuttosto che dell’Iran… Anche per Roma e Madrid è ventilata l'ipotesi di una riduzione delle truppe… L'Italia non è stata di alcun aiuto. E la Spagna è stata terribile - ha aggiunto Trump -“.
In Italia si trovano 13 mila soldati americani in varie basi, in Spagna 4 mila. In Germania si trovano circa 39mila soldati americani, in basi come quelle di Ramstein, Garnison e Grafenwoehr.
Ma se le parole del presidente Usa sono fastidiose per il linguaggio e l’aggressività, resta in ogni caso una questione di fondo che riguarda l’Europa: è interessata alla sua difesa, ha fatto qualcosa in questi anni per costruire una propria struttura di difesa, quali sono stati i suoi contributi alla Nato e alle sue spese (siamo circa al 2% e per l’Italia all’1%).
Quale posizione ha l’Unione sul programma nucleare degli Aāyatollāh, pensa di potersene disinteressare? E quale posizione ha tenuto e ha nei confronti del fondamentalismo islamico che proprio l’Iran ha finanziato (vedi Hamas, Hezbollah, Houthi, Jihad Islamica…). Quale posizione esprime di fronte agli omicidi che il Regime iraniano compie nei confronti degli oppositori, delle minoranze, delle donne e degli uomini che sono assassinati da Pasdaran, il corpo delle guardie della rivoluzione islamica, comunemente noto come Guardiani della rivoluzione…
Poi c’è la guerra in Iran, l’attacco americano, lo stallo sui negoziati tra Iran e Stati Uniti.
“… Il rischio - riporta l’agenzia AGI - di una ripresa dei bombardamenti americani si somma al gelo sulle trattative. La soluzione per la fine del conflitto nel Golfo rimane indefinita. Gli Usa 'potrebbero ordinare nuove azioni militari contro l’Iran', nel caso la Repubblica Islamica ‘dovesse comportarsi male’, minaccia Donald Trump senza specificare la tempistica degli eventuali attacchi…”.
Di tutto questo discutono il prof. Francesco Sisci, sinologo, analista politico, giornalista, scrittore e Giuseppe Rippa, direttore di Quaderni Radicali e Agenzia Radicale nell’audiovideo che segue.
- Trump contro alleati. Ma all’Europa interessa la difesa? Francesco Sisci conversa con Giuseppe Rippa
(Agenzia Radicale Video)