Sara presentato a Roma nell’ultima decade del mese di ottobre il libro “Caso Becciu: un processo inquietante” (Edizioni Quaderni Radicali), curato da Luigi O. Rintallo con la introduzione di Giuseppe Rippa.
Giovanni Angelo Becciu è l’unico cardinale, a oltre quattrocento anni dal solo precedente di Giovanni Gerolamo Morone (1509-1580) accusato di eresia e poi assolto, ad essere finito sotto processo. Un processo inquietante sia per com’è nato e sia per come si è svolto, che fa sorgere il dubbio che ad essere colpito sia un innocente. Il direttore di «Quaderni Radicali» e «Agenzia Radicale», Giuseppe Rippa, lo manifesta apertamente nell’introduzione di questo libro che raccoglie una selezione di atti diventati pubblici con il processo.
“Una campionatura dalla quale – si legge nell’introduzione – affiora un imbarazzante quadro sia da un punto di vista giuridico, per le azioni, le dinamiche procedurali, le garanzie e i diritti dell’imputato, sia anche per i profili degli attori che hanno composto lo scenario”.
Atti che confermano quanto già descritto nel Forum organizzato da «Quaderni Radicali» il 14 marzo 2024 (i cui interventi sono stati pubblicati dalla rivista nel volume «La Giustizia nello Stato Città del Vaticano»), che a tre mesi dalla sentenza di primo grado evidenziò gli effetti deleteri provocati da un’azione penale esercitata al di fuori dell’alveo del diritto, che si combinava con uno spregiudicato uso mediatico della gogna volto a calpestare le persone in spregio alla verità.
Per i guasti e le profonde incrinature allo Stato di diritto apportati dal caso Becciu, il ruolo della Chiesa cattolica in sede internazionale minaccia di essere gravemente compromesso qualora l’uscita da questa scabrosa vicenda processuale non ritrovi la via della verità e della giustizia.