Immigrati: il limbo disumano del CIE di Bari in un video-choc
luned́ 08 febbraio 2010

video_cie_bari.jpgdi FLORENCE URSINO

Questa è la meta. Terra che gambe tremanti, centinaia di gambe tremanti, calpestano dopo giorni e notti di barconi e deriva. Clandestini, li chiamano. Eccoli arrivati, deboli e affamati, con in bocca una parola di speranza, 'Italia'. Il primo abbraccio è quello di quegli uomini in divisa che solerti prestano le prime cure e pianificano la partenza di quegli uomini e quelle donne per le destinazioni 'provvisorie' : i vari CIE, CDA e CARA.

E poi. Poi è il Centro di Identificazione ed Espulsione di Bari, il sangue e i graffi sui volti degli immigrati, i materassi imbrattati e sdruciti, i muri ammuffiti e i bagni luridi. Poi sono quasi quattro minuti di sgomento, immagini girate con un telefonino e inviate qualche giorno fa alla redazione di RadioRadicale da Beseghaier Fahi, un tunisino espulso di recente.

"Beseghaier Fahi ci ha fornito una imponente documentazione cartacea, fotografica e video – spiega uno dei responsabili del sito di RadioRadicale, Simone Sapienza – dopo alcuni controlli abbiamo deciso di montarne una parte e pubblicarlo nella homepage del nostro sito come denuncia di una situazione che nonostante le reiterate segnalazioni non migliora affatto".

E non c'è miglior denuncia dell'occhio che guarda e si stupisce della disumanità delle condizioni del CIE barese, dei servizi igienico-sanitari inaccettabili, dei lividi sui corpi tesi e nervosi degli extracomunitari. "Meglio il carcere, qui siamo trattati peggio dei cani" dice uno degli immigrati, mentre altri come lui urlano, si lamentano, invocano il Presidente Berlusconi, vogliono che tutti sappiano.

"Chi è il responsabile? - domanda Mario Staderini, segretario di Radicali Italiani - sarà l'O.E.R. (Operatori Emergenza Radio), la 'onlus' che ha vinto la gara d'appalto per la gestione del CIE di Bari-Palese? Saranno forse le ditte Medica Sud srl o Ladisa, che partecipano alla gestione di questo centro, in 'raggruppamento temporaneo di impresa' con la O.E.R.? Saranno i militari del battaglione S. Marco che sono addetti alla sorveglianza?".

"La risposta è ovvia - ha concluso Staderini - se tutti sono responsabili il primo però è il Ministro Maroni che ha fatto approvare una legge che allunga i periodi di detenzione nei CIE e che non si è attivato per monitorare le reali condizioni nei centri". E di questi centri, per Rita Bernardini, "ci si può solo vergognare: come le carceri italiane, i CIE - ha commentato la deputata radicale - sono luoghi di illegalità e sopraffazione dove sono violati i più elementari diritti della persona. Chiuderli sarebbe stata la scelta più responsabile, giusta, dignitosa".

Intanto il video choc fa il giro del mondo. E chissà se riuscirà a penetrare i muri del Palazzo del Viminale o di quello di Arcore. O forse quelle immagini hanno già fatto il loro dovere e nei palazzi del potere si sta solo cercando di escogitare un nuovo gioco a punti per stabilire chi avrà diritto a delle lenzuola pulite, ad un bagno decente, ad un cibo commestibile, ad essere trattato, insomma, da essere umano.




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