Il sogno e l’umano secondo 'la Repubblica'
martedì 26 gennaio 2010

bimbo.jpegdi PAOLO IZZO

Il quotidiano 'la Repubblica' deve ancora decidere se i bambini sono essere umani. E’ quanto si evince seguendo quelle pagine scientifiche, curate perlopiù da Elena Dusi, che riportano ogni sorta di studi sull’insorgenza della nostra attività onirica.

  Ad aprile dello scorso anno, la giornalista di Eugenio Scalfari ci faceva sapere che, da una indagine sulle pecore (sic!), era stato decretato che il feto umano (sic!) sogna già nell’utero; ipotesi confermata, reiterata e insistita, sempre secondo il quotidiano più letto d’Italia, da un articolo del luglio 2009, in cui si affermava con certezza che il feto “sente” i rumori dell’esterno, se li ricorda persino e forse per questo si mette a sognare (ma è sempre quello studio sulle pecore ad avallare la “teoria”).

Il 25 gennaio di quest’anno è di nuovo la Dusi a regalarci una chicca davvero sorprendente: i bambini non sognano fino a 5 anni! Prima devono “imparare” a sognare (sic!): vecchia storia cattolica del bambino come “tabula rasa”, cui si deve insegnare proprio tutto, adesso persino a sognare, perché, in fondo, è una nullità completa.

Ma come, secondo la Repubblica, il feto sogna e i bambini piccoli no? Come a dire che il feto è più umano (o pecora?) del neonato e/o del bambino di pochi anni. Come a dire che l’aborto è sicuramente un omicidio, perché si fa fuori un esserino sognante, ma che l’infanticidio può avere le sue attenuanti, visto che il bambino piccolo, se non sogna, non pensa. Ergo: non è un essere umano.

'La Repubblica' nega (per distrazione o con intenzionalità?) quella cesura radicale rappresentata dalla nascita umana, quel passaggio di trasformazione totale che ci fa passare dalla condizione di feto, biologico, neuronale e, semmai, “vitale” (ma questo non prima delle 23-24 settimane di gestazione), a quella di essere umano vivo, perché dotato di un corpo e di una psiche; che pensa e che, soprattutto, sogna, grazie a quella “capacità di immaginare” (Massimo Fagioli) che nasce… alla nascita! Dunque, il Vaticano ringrazia 'la Repubblica', gli antiabortisti ringraziano 'la Repubblica'. Le donne no. I bambini tanto meno.




Commenti (4)
29-01-2010 20:27
Potenzialità
Caro Luigi, diciamo la verità, anche lo spermatozoo diventa bambino, anche l’ovulo. Persino quando ci si innamora di una donna c’è questa potenzialità che il proprio desiderio diventi un bambino. Ma soltanto a determinate condizioni. E queste condizioni, in particolare per il feto dopo la 24esima settimana, sono rappresentate dalla prima vera trasformazione biologico-psichica che avviene negli esseri umani: la nascita. Se nasce, quando nasce, ecco l’essere umano, la vita umana. Prima, gli esseri umani siamo noi, quelli già nati e… sognanti ab origine. E gli esseri umani, ancora oggi, devono difendersi, nel corpo e nella mente, da chi vorrebbe imporre loro quando essere e quando sognare. 
 
p.s. felice della notizia “indiretta”, caro Alessandro. Viva la nuova nascita!
Scritto da Paolo Izzo
28-01-2010 17:39
Cervelli in pappa
Che tanti psicologi abbiano il cervello in pappa non è una novità. Avrei qualche dubbio sull'anti-abortismo quale origine delle posizioni della giornalista come pure delle psicologhe dei consultori. Più che altro è il risultato di contraddizioni insanabili che distingue certo progressismo da "nube di Oort" dell'idiozia. Infine, a Paolo dico che la potenzialità di qualcosa non può essere ignorata: il feto diventa bambino. Che poi questo debba significare che l'aborto è un omicidio è un altro paio di maniche. Interrompere quella potenzialità dipende solo dalla donna ed è giusto che sia così.
Scritto da Luigi O. Rintallo
26-01-2010 22:11
Cervelli in pappa
paolo sei fantastico!!!! ma la "grande giornalista" li legge i suoi articoli oppure apre il computer...e gli dà fiato???
Scritto da annalina
26-01-2010 12:10
E' proprio così!
Caro Paolo, sono diventato papà la settimana scorsa e vorrei raccontarti una cosa che mi/ci è successa che è in relazione con quanto denunci: la psicologa del consultorio che ci ha tenuto un corso ci ha preparato ad una eventuale delusione derivante dal fatto che il neonato non ha relazioni affettive coi genitori, ma è solo un "animaletto" che ha solo l'istinto di nutrirsi per l'accrescimento. La stessa psicologa, durante la gestazione, ci esortava a parlare con la pancia in quanto il feto, secondo lei, è senziente. Avevamo notato una certa dissociazione nel pensiero di questa "professionista" e ce ne siamo fregati, ma quante neomamme e neopapà vengono fregati dalle tante trappole disseminate negli ospedali, nei consultori, nelle chiese ed ora anche sui quotidiani?
Scritto da Alessandro Ugolini

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