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Lettera aperta a Marco Bellocchio
Caro Marco,
ho appreso dai giornali che il papa ti ha invitato nel suo Stato il prossimo 21 novembre, insieme ad altre personalità importanti del "nostro" Stato. Dal silenzio che segue la notizia, sembra proprio che ci andrai. Ma perché?
Mi permetto di chiederti, in tutta amicizia, in nome di un sentire che so essere comune in tema di diritti civili e soprattutto in virtù della ricerca di sanità e identità, libera e atea, che condividiamo in seno ai seminari di Analisi collettiva di Massimo Fagioli, di respingere la melliflua offerta del signor Joseph Ratzinger.
Rimani in Italia. A continuare l'impegno "radicale" contro chi ci vede disumani se siamo umani e peccatori se siamo sani. A contrastare la tremenda alleanza di Fede e Ragione che vuole gestire le nostre nascite, i nostri rapporti, le nostre vite e le nostre morti.
Non confermiamo, ti prego, quella idea di "profonda osmosi tra Chiesa e Stato" che eccita Gianni Letta, la destra tutta e ahinoi buona parte della sinistra, ma che preoccupa altrettanto profondamente i laici irriducibili come noi.
PAOLO IZZO
(www.paoloizzo.net)
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