Università: i criteri di selezione dei docenti cambieranno
mercoledì 25 marzo 2009
gelmini.jpgIl ministro Maria Stella Gelmini sta predisponendo un disegno di legge, per modificare in modo radicale le norme riguardanti la Governance degli atenei italiani. Nel disegno di legge, che attualmente è in fase di elaborazione, è prevista una novità di grande importanza, la quale riguarda il sistema di selezione dei docenti universitari, dei ricercatori, e dei professori associati.

 

I concorsi, fino ad oggi tenuti nei singoli atenei per la scelta dei docenti, saranno sostituiti da una selezione divisa in due fasi. Per diventare docente ordinario, ricercatore e professore associato si dovrà affrontare una abilitazione scientifica nazionale, indicando la produzione scientifica che i candidati sono riusciti a realizzare in precedenza.

 

In questa maniera, la comunità degli studiosi dovrà solo valutare la caratura scientifica dei partecipanti. I singoli atenei sceglieranno i docenti ed i ricercatori, di cui hanno bisogno, tra quanti sono in possesso della abilitazione e sono inseriti negli elenchi nazionali degli studiosi, apprezzati per il lavoro scientifico svolto.

 

Secondo le linee generali del disegno di legge predisposto dal ministro Gelmini, il consiglio di amministrazione degli atenei sarà composto da personalità esterne, imprenditori, finanziatori esterni e privati, professionisti affermati, in modo da accrescere l'autorevolezza dei rettori universitari, sottraendoli alle nefaste pressioni esercitate dai colleghi.

 

Nella giornata di ieri il ministro ha incontrato settanta rettori per discutere delle linee generali della riforma universitaria. All'incontro hanno partecipato il responsabile per l'istruzione del PD, Giuseppe Fioroni, ed il vice capogruppo al senato del P.D.L. Gaetano Quagliariello.

 

Per Fioroni la proposta di riforma del sistema di selezione dei docenti universitari presenta elementi di novità, molto rilevanti. In ogni caso, ha dichiarato Fioroni, si tratta di verificare quante risorse economiche il governo intende destinare al sistema universitario del nostro paese.

 

Il ministro Gelmini ha dichiarato che il governo non è insensibile alle richieste economiche che provengono dal mondo accademico italiano; per il ministro Gelmini, alle risorse occorre accompagnare le riforme, al fine di rilanciare il sistema universitario nel nostro paese. Serve un nuovo patto tra la politica il paese e l'università , che restituisca credibilità ed efficienza al sistema formativo italiano.

 

GIUSEPPE TALARICO




Commenti (1)
25-03-2009 13:29
e i concorsi già banditi!!!!!
e i concorsi già banditi ad una sola idoneità.... e poi con il decreto milleproroghe in cui le idoneità sono state raddoppiate... e ancora la possibilità data dal ministro alla riapertura dei concorsi da nessuna università presa in considerazione e che forse sarebbe stata l'unico sistema per evitare i ricorsi (un concorso pubblicato in gazzetta ufficiale in un modo non può essere svolto in un altro (singola idoneità prima, doppia idoneità dopo)....... ne vogliamo parlare???
Scritto da Mario

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