Egitto: Molestie e stupri, un tabų da abbattere
giovedė 31 luglio 2008

farkhonda hassan.jpgIn Egitto le molestie sessuali e gli stupri potrebbero avere presto rilevanza penale, comportando l'arresto, il carcere e pene pecuniarie per chi li commette. Infatti, come riporta l'Ansa, la segretaria generale del Consiglio Nazionale delle Donne, Farkhonda Hassan, ha annunciato la presentazione di una proposta di legge per contrastare un fenomeno che fino a oggi, secondo recenti sondaggi, avrebbe colpito l'83% delle donne egiziane, delle quali solo il 2% avrebbe avuto il coraggio di denunciarlo.

''Qualsiasi persona che molesta sessualmente un'altra del sesso opposto sarà condannata a rimanere in prigione - ha detto Hassan al quotidiano 'Masri El Youm' - per un periodo non superiore ad un anno e a una multa non superiore alle 1.000 lire egiziane (120 euro), se questa persona abusa della propria autorità dando ordini o con comportamenti che possono essere definiti di abuso sessuale, con parole, toccamenti o telefonate e messaggi'', o ''inviti'' e insulti per strada.

'Finalmente si sta cominciando a superare il tabù che impediva di parlarne (reati sessuali ndr), tanto tra la gente comune quando nei circoli accademici e nei media''. Lo rileva un commento del Centro Egiziano per i Diritti delle Donne (Ecwr), nel suo sito internet, che ha diffuso lo studio intitolato ''Nuvole sull'Egitto''.

Dalla ricerca risultava il dato decisamente anomalo delle molestie enormemente diffuse e assolutamente prive di qualsiasi controllo. ''Non è questione di come andiamo in giro vestite, velate o no, con vestiti provocanti o con le tuniche che molte di noi indossano normalmente'', denunciava su un altro sito una studentessa interpellata dai ricercatori. ''Il problema è che non c'è la cultura del rispetto della donna''. ''Se ci rivolgiamo alla polizia o alle autorità - testimoniava una donna che chiedeva l'anonimato su un altro sito -, nove volte su dieci rischiamo di essere prese in giro, se non addirittura di suscitare interessi poco opportuni in chi dovrebbe invece intervenire per proteggerci''.

Farkhonda Hassan definisce nel progetto molestia sessuale qualsiasi comportamento che miri ad atti sessuali contrariamente alla volontà di chi lo subisce, aggiungendo che questi comportamenti possono essere attuati tanto da uomini che da donne in posizione di comando rispetto alla vittima. (fonte Ansa).

 




Lascia la tua opinione!

Scrivi
Commenti ritenuti offensivi o spam verranno eliminati.

Nome Autore:
E-mail
Titolo commento:
Commento:

Copia il codice prima di inviare il commento:* Code

 
© 2009 Agenzia Radicale
Nuova Agenzia Radicale - Supplemento telematico quotidiano di Quaderni Radicali
Direttore Giuseppe Rippa, Redattore Capo Antonio Marulo, Webmaster Ernesto Crocetti
Iscr. e reg. Tribunale di Napoli n. 5208 del 13/4/2001 Responsabile secondo le vigenti norme sulla stampa: Danilo Borsò