Elettroshock/contrario. Giorgio Antonucci: "Stop alle costrizioni. Son ben altre le terapie"
martedì 26 febbraio 2008

giorgio_antonucci.jpg"Il malato di mente è un individuo capace di capire e di decidere" spiega Antonucci, medico e psichiatra toscano che lavorò al fianco di Franco Basaglia

«La follia è una condizione umana. In noi la follia esiste ed è presente come lo è la ragione. Il problema è che la società, per dirsi civile, dovrebbe accettare tanto la ragione quanto la follia. Invece incarica una scienza, la psichiatria, di tradurre la follia in malattia allo scopo di eliminarla. Il manicomio ha qui la sua ragion d´essere».

"Il malato di mente è un individuo capace di capire e di decidere" spiega Antonucci, medico e psichiatra toscano che lavorò al fianco di Franco Basaglia

«La follia è una condizione umana. In noi la follia esiste ed è presente come lo è la ragione. Il problema è che la società, per dirsi civile, dovrebbe accettare tanto la ragione quanto la follia. Invece incarica una scienza, la psichiatria, di tradurre la follia in malattia allo scopo di eliminarla. Il manicomio ha qui la sua ragion d´essere».

Partendo da questo convincimento Franco Basaglia rivoluzionò l´universo delle malattie mentali: bandì l´usanza degli internati, eliminò le sbarre, consacrò il dialogo come via d´uscita dal disagio psichico. Il suo percorso cominciò a Gorizia dove, fin dal 1962, il promotore della legge 180 che in Italia ha imposto la chiusura dei manicomi, adottò metodi nuovi per curare i malati di mente. Al suo fianco, nel 1969, chiamò il dottor Giorgio Antonucci, medico e psicanalista toscano che un anno prima aveva lavorato a Cividale del Friuli, nel primo ospedale civile aperto come alternativa ai manicomi.

«A Gorizia - racconta Antonucci che ancora oggi, da Firenze dove vive, si adopera affinché i problemi della mente siano risolti con le `buone maniere´ - dicemmo basta alla violenza, all´elettroshock, alla cintura di forza, agli abusi, agli psicofarmaci e alla solitudine coatta a cui erano obbligati questi malati nel nostro Paese. Tentammo di far capire al mondo esterno che i `matti´ non esistono, e aprimmo le porte al dialogo con i pazienti e con i loro familiari».

Uno dopo l´altro li liberaste dalla condanna dell´oblio

«Decretammo il passaggio da una situazione di assoluta esclusione del malato dalla vita quotidiana a un graduale reinserimento nella società. Dimostrammo, insomma, che i manicomi potevano essere superati».

Toglieste loro le catene dello stigma.

«Distruggemmo l´impostazione carceraria di questi ricoveri forzati, portammo i pazienti a ragionare. Ci rendemmo conto che se un individuo confessa di essere perseguitato dal Kgb, può volerci comunicare molte sue angosce».

Tormenti che potevano essere superati parlando

«Certo non affrontati con l´elettroshock o con gli psicofarmaci. Il malato di mente è un individuo capace di capire e di decidere. Di stabilire se uscire o no dal suo male. Nelle strutture chiuse, invece, passava la vita a passeggiare, stordito dai farmaci neuroplegici. E ne era tristemente consapevole. Noi lo facemmo sentire una persona, non più un soggetto da studiare».

Poi arrivò la legge Basaglia

«Sì, anche se non rispecchiò in pieno la volontà di Franco. Basta leggere i suoi scritti per rendersene conto. Basaglia non avrebbe mai condiviso il trattamento sanitario obbligatorio (Tso), né istituito servizi d´igiene mentale pubblici come quelli moderni».

Non fu quindi Basaglia a stimolare la riforma?

«Basaglia voleva riformare il sistema psichiatrico. In realtà la 180 fu voluta dal Parlamento per evitare il referendum sulla chiusura dei manicomi, chiesto dai radicali di Pannella. Ma questa legge, così com´è strutturata, non piaceva a Basaglia. Almeno non del tutto».

Però la legge è del ´78 e Basaglia morì nell´80. Due anni di tempo per dire la sua ce li ha avuti

«Basaglia si rese conto che qualcosa era comunque cambiato nel modo di curare i malati, quindi la contestò ma alla fine l´accettò. Era lo stesso un passo in avanti».

La legge fu una rivoluzione culturale e medica, basata sull´umanizzazione del sistema psichiatrico. Come cambierebbe oggi la 180?

«Al tempo la 180 fu una legge di rottura. Della Basaglia oggi abolirei i Tso, dando più spazio al rispetto della libertà personale».

Rimessi in libertà i malati, il peso della loro gestione è ricaduto però sulle famiglie. Ciò, nonostante alcune malattie siano pericolose anche per la società

«Ognuno di noi può essere pericoloso. Le malattie mentali vanno affrontate dunque senza paura, anche se mancano specialisti in grado di curarle senza psicofarmaci ed elettroshock. Certo, ridurre il malato a una larva è più facile che aiutarlo a guarire».

E se una famiglia vuol proteggersi dalla paura dell´imprevedibile?

«L´antagonismo tra la famiglia e il malato di mente c´è solo se la prima vuol disfarsi del secondo. Altrimenti collabora e può riportarlo alla vita normale».

Che cosa si potrebbe fare, quindi, per aiutare i malati e le loro famiglie a uscire da questo dramma esistenziale?

«Università, politica e istituzioni dovrebbero darsi da fare per creare una cultura più umana nella cura delle malattie psichiche. Altro che elettroschock... ».

(° da La Nazione)

Federica Cappelletti




Commenti (7)
03-11-2008 21:39
risolto
salve! sono la ragazza che chiedeva aiuto..ho risolto il problema anando da un avvocato e da uno psichiatra privato che mi ha fatto un certificato medico..vi ringrazio cmq per l'interessamento..spero che anche ad altri si risolva la situazione
Scritto da simona
25-10-2008 10:45
Compendio Video a Giorgio Antonucci
Certo lo scritto è utile, ma meglio ascoltare e guardare in faccia l'interlocutore che racconta ciò che era Basaglia ed il suo pensiero. 
su: 
http://www.nopsichiatria.com/giorgio_antonucci_180.htm
Scritto da Christian Brogi
25-08-2008 23:01
imprecisione
scusatemi non ho subito qualche tso ma qualche vricovero coatto e non vorrei che sia possibile che richiedano un tso perchè io mi rifiuto di fare la puntura di aldol a vita che mi hanno ordinato e fatto con la forza in casa mia perchè io gli ho aperto la porta in quanto mia madre è loro paziente..se esiste ancora un po' di buon senso aiutatemi perchè io sono in piena salute una bella ragazza e sanA di mente e non voglio che mi rovinino con gli effetti collaterali delle loro terapie..la mia e,mail è Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo il resto dei miei dati sono scritti negli altri annunci..ci contop.s non sono pericolosa ne per me ne per gli altri non ho commesso reati e loro si scusano dicendo che potrei essere pericolosa per me stessa..ma non è vero perchè io non mi suiciderei mai ne mi farei mai del male...
Scritto da simona
21-08-2008 09:13
aiutatemi
non riesco a rintracciarvi..dopo alcuni tso mi hanno prescritto una puntura di aldol obbligatoria che io non voglio fare perchè son sana di mente..vi spiegherei tutto di persona dettagliatamente se qualcuno che mi puo' aiutare mi contatta..io mi chiamo simona e ho 33 anni il mio n tel è 3497640702 la mia e.mail Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo mi manca un esame alla laurea in giornalismo..ci conto perchè non sono daccordo con questo trattamento che mi hanno imposto anche con minacce...per cortesia se qualche medico o qualcuno puo' intervenire aiutatemi vi ho già scritto tre lettere all'indirizzo onlus di sassari ma ancora nessuno mi ha risposta e io intanto ho subito due ounture..distinti saluti
Scritto da simona
21-08-2008 08:57
aiutatemi
vi ho scritto già tre lettere all'indirizzo di sassari onlus e non mi avete risposta..ho bisogno di aiuto ..la mia email è Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo il mio n 3497640702 vi aspetto sto subendo una terapia
Scritto da simona
21-08-2008 08:56
aiutatemi
vi ho scritto già tre lettere e non mi avete risposta..ho bisogno di aiuto ..la mia email è Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo il mio n 3497640702 vi aspetto sto subendo una terapia
Scritto da simona
26-02-2008 17:33
Cassano mente sapendo di mentire
Una su tutte per delegittimare quello che dice Cassano e sostenere le affermazioni del Dott. Antonucci. 
Il Dott. Cassano dice che questa è una grande scoperta. Lo stesso Dott. Cerletti alla Sorbona a Parigi dichiarò senza mezzi termini che questa terapia doveva essere cancellata dopo che si rese conto del danno potenziale che arrecava alla gente. Sua sorella e in seguito la figlia dichiarano apertamente che Cerletti non approvava l'elettroshock e ha fatto di tutto per toglierla. Ma qualcuno aveva fiutato l'affare. In america con 12 dollari di elettricità ne ricavano circa 5 miliardi. E' un buon affare. 
Massimo
Scritto da massimo

Scrivi
Commenti ritenuti offensivi o spam verranno eliminati.

Nome Autore:
E-mail
Titolo commento:
Commento:

Copia il codice prima di inviare il commento:* Code

 
© 2009 Agenzia Radicale
Nuova Agenzia Radicale - Supplemento telematico quotidiano di Quaderni Radicali
Direttore Giuseppe Rippa, Redattore Capo Antonio Marulo, Webmaster Ernesto Crocetti
Iscr. e reg. Tribunale di Napoli n. 5208 del 13/4/2001 Responsabile secondo le vigenti norme sulla stampa: Danilo Borsò