Da un' inchiesta della società di
analisi californiana Outsell risulta che il 2010 sarà l'anno in cui si
avvereranno i presagi degli analisti e degli addetti al settore
dell'informazione mondiale che già da tempo avevano auspicato una migrazione
degli investimenti pubblicitari sul web, a scapito della carta stampata.
Partendo dalla premessa che, come
reazione alla crisi in corso, gli investimenti pubblicitari statunitensi nel
2010 dovrebbero aumentare dell'1,2% e quindi raggiungere la cifra di 367,9
miliardi di dollari, la Outsell ha preso in analisi le strategie
pubblicitarie di circa 1000 inserzionisti americani, evidenziando il
campo verso il quale si stanno dirigendo, e ne ha dedotto che nell'anno in
corso gli investimenti sull'online dovrebbero raggiungere quota 119,6 miliardi
di dollari, mentre quelli sulla carta stampata scenderanno a quota 111,5
miliardi.
Variazioni del 9,6% in positivo per
il web e del 3% in negativo per la ‘vecchia informazione' che non fanno certo
segnare un sorpasso bruciante, ma confermano previsioni di lunga data e paure
ancor più vecchie, che vedono la carta stampata come superata, destinata
lentamente a scomparire e invece il web più dinamico, maggiormente agli occhi
di tutti e anche più economico, visto che il 52,8% delle inserzioni su internet
si concentrerà sui siti delle stesse aziende che decideranno di investire nella
rete.
Ma la diminuzione di investimenti
pubblicitari colpirà anche gli altri media tradizionali, come la televisione e
la radio, che faranno segnare una diminuzione complessiva del 4%, per
assestarsi ad un totale di 84,6 miliardi di dollari."E' un momento che farà da
spartiacque", afferma il vicepresidente della Outsell, Chuck Richard,
nonché coordinatore dello studio condotto."Gli inserzionisti stanno indirizzando i propri soldi
verso quei canali che generano brand più efficaci" ha spiegatoRichard.
"Mentre cercano di riemergere dalla
recessione economica - ha concluso - gli inserzionisti hanno una maggiore
responsabilità. Quindi sono alla ricerca di un numero più vasto di opzioni per
distribuire i propri dollari". Vedremo nei prossimi mesi se i fatti
confermeranno le previsioni e, nei prossimi anni, se i media tradizionali
riusciranno a riscattarsi da questa lenta recessione e a trovare nuove strade
per non affondare nell'informazione globalizzata della new economy.
MAURIZIO MARTONE
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