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I l dubbio è "che la 'radicalizzazione' della Bonino non agevoli la sua
campagna" ed "è un bene e un male visto che qui si tratta di
conquistare il voto non di minoranze politicizzate ma di vaste masse di
voto d'opinione". Così scrive l'Europa in riferimento alla volontà
espressa ieri dalla candidata alla presidenza del Lazio di
intraprendere uno sciopero della fame e della sete per richiedere
l'ntervento del governo contro l'illegalità nella raccolta delle firme
e la discriminazione delle liste radicali sulle reti Rai.
Ciliegina sulla torta delle preoccupazioni dei democratici sull' "irriducibile diversità" delle pratiche radicali "dall'universo conosciuto dei politici", come scrive il quotidiano del Pd, è stata l'assenza di Bonino all'iniziativa romana 'Buone Regioni' organizzata da Bersani e dai candidati governatori del centrosinitra. Assenza che, sottolinea ancora Europa, "non ha fatto granché piacere ai padroni di casa".
"Emma è assente giustificata, sta conducendo una battaglia forte che deve essere ascoltata, ma la sua candidatura non è assolutamente a rischio", avrebbe spiegato Bersani ai partecipanti all'appuntamento, rassicurando tutti su un paventato ritiro delle liste radicali e, di conseguenza, di Bonino dalla candidatura a governatore.
E, forse per scongiurare ogni rischio, molti esponenti del Pd sono scesi in campo a favore della leader radicale, lanciando appelli, come Nicola Zingaretti, presidente della provincia di Roma, affinchè il Pd e tutte le forze democratiche "collaborino a rispondere alle richieste della Bonino". "Il Pd deve spingere perché questa situazione anomala venga in queste ore modificata - ha dichiarato ancora Goffredo Bettini - Le parole preoccupate di Bersani vanno in questa direzione, non si tratta di esprimere solo una dovuta solidarietà alla nostra brava e coraggiosa candidata nel Lazio, si tratta di garantire un pieno funzionamento della democrazia".
Ma non tutti sono d'accordo sulla linea 'morbida' adottata da Bersani e Bettini. "Le perplessità che ho sempre avuto sul nome che abbiamo scelto - ha dichiarato Rosy Bindi al Corriere della Sera - ora crescono, io speravo che, accettata la candidatura da parte dell'intera coalizione, Emma Bonino non approfittasse della sua posizione per fare le battaglie radicali, invece ne sta approfittando e questo non è accettabile, la sua lealtà è già venuta meno".
Anche per Beppe Fioroni, uno dei primi sostenitori della candidatura 'radicale', "è totalmente inopportuno dal punto di vista politico che, chi ha la rappresentanza del tutto, si candidi contro il tutto. Bene le liste radicali, ma la Bonino non può essere capolista". Intanto ai microfoni di Radio2 Rai, la vicepresidente del Senato ha ribadito i motivi alla base del suo sciopero della sete e della fame e ha precisato di non voler invitare "altri ad usare iniziative nonviolente di cui non sono convinti né capaci" ma, ha aggiunto Bonino, "invece di sciupare il tempo a criticare me, facciano quello che possono e quello che devono contro la violazione della legge".
FLORENCE URSINO
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