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"Chiediamo al governo di intervenire per dotare i cittadini di strumenti che non creino discriminazione". Questa è la richiesta di Emma Bonino, candidata radicale alla presidenza della Regione Lazio, che ha annunciato oggi la volontà di intraprendere uno sciopero della fame e della sete contro la mancanza di legalità, democrazia e rispetto dei diritti in questa campagna elettorale.
"Mi piacerebbe che questa volta non si parlasse di una 'protesta', ha spiegato la leader radicale in conferenza stampa da Milano e in diretta su Radio Radicale, "ma di una costosissima iniziativa di speranza che continuerà fino all'ultimo minuto disponibile con una iniziativa nonviolenta" per far sì che vengano assicurate pari condizioni a tutte le liste che si presentano alle elezioni regionali e che venga "posto un argine alla situazione di vera e propria discriminazione" delle liste radicali.
Per la fine di questa settimana è prevista la scadenza per la presentazione delle firme e dunque, secondo Bonino, l'azione del governo deve essere immediata e mirata a ripristinare la legalità "magari abolendo le firme quando un partito ha dei deputati in Parlamento, dimezzando il numero delle firme da raccogliere o allungando i tempi a disposizione come già fatto in passato".
E di illegalità la vice-presidente del Senato accusa anche e soprattutto gli organi di informazione pubblici, rei di voler deliberatamente "oscurare" i candidati radicali: "Sulla Rai non ho più parole da spendere, sono ormai senza parole". Una soluzione urgente sembra dunque essere l'unica possibilità per evitare il ritiro delle liste radicali, mentre Emma Bonino, "nel limite dell possibilità fisiche derivanti da uno sciopero della fame e della sete", ha assicurato che rispetterà tutti i suoi appuntamenti.
F.U.
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