HomeCronaca Rimpatri, da Brescia un biglietto di solo ritorno
Rimpatri, da Brescia un biglietto di solo ritorno
mercoledì 27 gennaio 2010
Un incentivo per
lasciare l'Italia, un garbato "calcio nel sedere" o un reale aiuto agli
immigrati che desiderano tornare in patria ma che si trovano in difficoltà
economiche? L'iniziativa annunciata dal Comune di Brescia lascia spazio alle
più diverse considerazioni.
Il sindaco Adriano Paroli, esponente del Popolo
della Libertà, si è ispirato al progetto Nirva (Network italiano per i rimpatri
volontari assistiti), co-finanziato dall'Unione europea e dal Ministero dell'Interno,
ed ha stanziato per questo 60mila euro: 496 euro e viaggio di ritorno pagato
nella nazione d'origine per gli immigrati che ne faranno richiesta, aiutando
così un loro reinserimento nel proprio tessuto sociale ed economico.
Il progetto Nirva si
occupa solo di particolari categorie di immigrati quali rifugiati, richiedenti
asilo, possessori di permesso per motivi umanitari, vittime della tratta di
esseri umani o stranieri con permessi temporanei. Ma l'amministrazione comunale
di Brescia ha voluto far rientrare nel progetto anche altri cittadini immigrati
presenti sul territorio bresciano che decidono volontariamente di fare ritorno
nel proprio paese d'origine o che si trovano senza lavoro e casa.
Chi beneficerà del
contributo, ha sottolineato l'amministrazione bresciana, dovrà riconsegnare il
permesso di soggiorno e non potrà fare ritorno in Italia per cinque anni. L'assessore
alle Politiche sociali del Comune di Bergamo, Leonio Callioni, ha fortemente
sostenuto l'iniziativa: "E' giusto attivare progetti di aiuto reciproco tra le
varie realtà degli immigrati e le amministrazioni".
E.M.
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