"Sarà una partita molto difficile - ha ammesso Emma Bonino, come sottolinea "lastampa.it" - perchè ci sono regole diverse in ogni regione e perchè dobbiamo raccogliere un montante proibitivo di firme e farlo legalmente come è nella nostra tradizione radicale, mentre gli altri partiti non lo fanno. Abbiamo proposto ai Verdi e ai socialisti di creare con noi una coalizione alternativa al regime ma la risposta non è stata entusiasmante, i contatti però sono ancora in corso".
"Per il Pd sarebbe una grande opportunità appoggiare la mia candidatura nel Lazio invece che presentare soluzioni improbabili, ma per ora non abbiamo avuto alcun contatto. Credo che il problema più che nostro sia loro" spiega la Bonino a chi le chiede se, viste le incertezze nella scelta del candidato alla regione Lazio, il Pd possa sostenere la sua corsa. "C'è un dibattito patetico a destra e a sinistra - ha osservato ancora come scrive ancora "la stampa.it" - sui candidati e sulle alleanze a geometria variabile".
Pannella ha attaccato Antonio Di Pietro: "Sembra che in Italia esista un'unica opposizione". "Il leader dell'Italia dei valori è andato sette volte da Santoro mentre nessun Radicale è mai stato invitato. Non si vergogna l'Idv? Se arrivate al potere con questi metodi allora vuol dire che ci separa un abisso".
Un invito poi è stato fatto dal leader radicale ai Verdi «bloccati dal tentativo di raccattare qualche posto di sottogoverno» ad allearsi con i radicali. «Noi - ha concluso Pannella - non rinunciamo ad allearci con una lista della dignità socialista».
Pannella - riporta sempre il sito web del quotidiano La Stampa - ha segnalato il problema della raccolta di firme, che saranno 160mila in tutta Italia, e ha denunciato in particolare l'assenza di esponenti radicali nelle principali trasmissioni televisive del servizio pubblico: "È problematico rispettare la legalità nel nostro paese perchè le leggi elettorali cambiano a campagna elettorale già iniziata, una bestemmia per qualsiasi abc di democrazia. Inoltre tutti i grandi partiti decidono le liste nelle ultime 48 ore, siamo gli unici ad averlo denunciato, almeno sotto il fascismo la legalità era rispettata, qui nemmeno quella antifascista si rispetta".
Infine sempre la Bonino ha lanciato un appello e un rimprovero ai sondaggisti e a Giovanni Floris in particolare in vista delle rilevazioni per le prossime elezioni regionali: "La nostra lista si chiama Bonino-Pannella, segnalo a chi fa i sondaggi di farli con la dicitura esatta, spero l'abbia capito perfino Floris che mi sembra particolarmente duro di comprendonio, anzi se lo vedete - ha aggiunto rivolta ai giornalisti - spiegateglielo anche voi come si chiama la nostra lista".