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"Si è trattata di un'azione pacifica finalizzata alla critica della visione di un'Europa priva di quei valori che l'hanno costruita nei secoli: cristianità, nazione, popolo. I Radicali sono tra coloro che vorrebbero distruggere questi principi e svuotare l'Europa sia spiritualmente che moralmente". Con queste parole Roberto Benignetti, portavoce di Forza Nuova, ha giustificato l'irruzione compiuta questa mattina intorno alle 10.30 da alcuni giovani militanti di Lotta Studentesca nella sede del partito radicale in via di Torre Argentina a Roma.
Dopo aver fatto scoppiare una bomba carta davanti al portone d'ingresso della sede, hanno buttato per le scale volantini d'insulti diretti ai radicali e hanno attaccato al muro tre crocefissi ricavati da alcuni pezzi di legno inchiodati tra loro. L'episodio, denunciato in aula dal senatore radicale Marco Perduca, ha trovato il sostegno di Gabor De Arcangelis, coordinatore nazionale di Lotta Studentesca che ha dichiarato: "Non permetteremo a nessuno di imporre dogmi ultra-laicisti in Italia. Chi tenterà di rimuovere il crocifisso si troverà di fronte un muro umano guidato da Lotta studentesca".
Parole di rammarico sono arrivate, invece, da Demetrio Bacaro, segretario dell'Associazione Radicali Roma. "Credo che accusare proprio i radicali di voler imporre alcunché la dica lunga sull'ignoranza storico-politica di questi signori", ha commentato in una nota. "La loro è una cultura violenta, impregnata dell'illiberalità del dogma", ha aggiunto Bacaro: "Vedremo come si porrà politicamente l'amministrazione capitolina nei confronti di questi gesti, che sono certamente dimostrativi, ma violenti nella genesi dell'azione".
A chiedere una seria riflessione all'Ue - in modo certamente più pacifico e civile di quanto abbia fatto Lotta Studentesca - è stato il presidente della Cei Angelo Bagnasco in occasione dell'Assemblea generale dei Vescovi ad Assisi, conclusasi questo pomeriggio.
Due modi di agire diversi. Siamo sicuri che il fine sia davvero lo stesso?
SERENA FERRETTI
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