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di GIOVANNA D'ARBITRIO
"The Lost Symbol" , il nuovo libro di Dan Brown, che è stato pubblicato il 15 settembre in Inghilterra e negli USA, ha già superato 6 milioni di copie e sta riscuotendo grandi consensi.
Come le altre opere dell'autore, si presenta come un thriller avvincente, pieno di intrighi e colpi di scena tra i quali Robert Langdon, esperto in antichi miti e simboli, come al solito si destreggia con abilità decifrando codici segreti e svelando affascinanti e pericolosi misteri.
Questa volta al centro della storia troviamo la massoneria americana e i Padri Fondatori degli USA che a quanto pare vollero imprimere simboli in tutti i monumenti più importanti di Washington DC, cioè la Casa Bianca, il Campidoglio, l'Obelisco ed altri.
Come negli altri libri di questo autore, anche la caccia al "simbolo perduto", scatena una terribile lotta tra il Bene e il Male con fatti e personaggi decisamente troppo violenti. Talvolta si nota perfino una sorta di sadico compiacimento nella descrizione di orribili e macabre torture che francamente trovo poco educative, soprattutto per i giovani. Insomma Il "fine giustifica i mezzi" per Dan Brown, il quale, usando tutti i trucchi del mestiere per tener desta l'attenzione del lettore, lancia messaggi "velati" sul futuro dell'umanità.
L'accento cade come al solito sul pericolo delle nuove scoperte scientifiche e tecnologiche che potrebbero essere usate con scopi poco edificanti, sui soliti intrighi dei Potenti della Terra che cercano di impossessarsi delle importanti conoscenze di antiche scuole misteriche orientali ed occidentali e di massonerie esistenti in tutto il mondo. Esse, infatti, avrebbero cercato di proteggere e nascondere grandi verità con simboli e messaggi criptati, celati qua e là in vari luoghi e perfino nei testi sacri di tutte le religioni (inclusa la Bibbia) e così via.
Alla fine l'autore arriva ad esaminare le scoperte della fisica quantistica sul "Potere della Mente" che, se ben utilizzato, potrebbe condurre l'Umanità verso una Nuova Era. Secondo tali scoperte, infatti, il pensiero umano, benché invisibile, risulta in effetti molto "concreto" e quindi capace di "creare" cambiamenti quando raggiunge "una massa critica" tale da estendersi e coinvolgere molte persone.
Così l'Uomo, diventando pienamente consapevole della sua "origine divina", cioè di essere stato veramente creato ad "immagine e somiglianza di Dio", potrebbe a sua volta creare, come il Padre, una nuova realtà sulla Terra e, pertanto, riscoprendo antichi saperi e riappropriandosi di enormi potenzialità apparentemente perdute attraverso i secoli, ma in realtà solo "sopite" in lui, potrebbe un giorno "risvegliarsi"e raggiungere un elevato livello evolutivo.
In parole povere, un mix di "think positive" ( cioè "pensa in modo positivo") e "l'unione fa la forza", verità che tali proverbi avevano già messo in risalto e cercato di insegnare, in tempi ancora lontani dalle conoscenze della fisica quantistica.
In Italia il libro verrà pubblicato il 23 ottobre, per cui ho preferito comprare il testo in Inghilterra. Ne ho ammirato lo stile scorrevole e semplice che ha reso la mia lettura così facile e gradevole da consentirmi senza sforzo un arrivo "di volata" alle ultime pagine.
Positive sia la conclusione che la parola con la quale l'autore chiude il libro, una parola che riassume le aspettative di tutti gli uomini di buona volontà verso un futuro migliore: HOPE! SPERANZA!
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