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di DANILO DI MATTEO
Il quotidiano IL FOGLIO ripropone oggi un affondo contro Ignazio Marino, muovendo dalla vicenda, messa in luce nei giorni scorsi, dei "rimborsi-spese americani, raddoppiati tra Pittsburgh e Palermo". Ben venga la verità, naturalmente! Ma quella del giornale di Giuliano Ferrara è la via regia per fare polemica politica? A noi di Quaderni Radicali e di Agenzia Radicale pare che il problema sia un altro.
Ormai già alle elementari si insegna il nesso forte fra testo e contesto: una regola aurea dell'ermeneutica. Ebbene: le idee-forza del candidato segretario del Partito Democratico - merito, laicità, libertà di ricerca, di cura e di scelta - non nascono da sole, come per incanto.
No: esprimono piuttosto una visione dei rapporti fra il singolo, la società e lo Stato, fra il pubblico e il privato, fra esistenza individuale, comunità e decisioni condivise. Come dire (e come mirabilmente espresso dalla frase): dal corpo dei malati al cuore della politica. Corpi non intesi semplicemente come cadaveri e neppure come meri organismi biologici; corpi, invece, che si relazionano e, pur nella sofferenza, partecipano al comune destino dell'umanità.
Marino, per contro, sembra proporre purtroppo le sue parole-chiave a prescindere da tutto ciò, quasi rimuovendo le battaglie comuni con l'Associazione Luca Coscioni e con i Radicali. E tale oblio, ahinoi, riduce assai la politicità della lotta congressuale del chirurgo: quali modi di relazionarsi alternativi a quelli attuali egli propone?
L'esperienza viva dei Radicali avrebbe potuto suggerirgli modi nuovi di stare insieme fra diversi; un'altra forma di rapporto fra il singolo, il gruppo, il partito e le istituzioni; la riscoperta autentica, detto altrimenti, della centralità della persona, centro di bisogni, aspirazioni, problemi, contraddizioni e, soprattutto, di infinite risorse.
Speriamo che ciò possa almeno in parte emergere nel prosieguo della campagna congressuale.
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