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Disastro Putin. Libertà e democrazia in Russia PDF Stampa E-mail
giovedì 09 luglio 2009

disastro_putin.jpgdi VALENTINA NUCCIO

Può ancora la Russia sperare in uno stato democratico? Si può trasformare in un luogo di rispetto dei diritti umani? Se lo chiede Boris Nemtsov nel libro pubblicato da Spirali Edizioni, “Disastro Putin. Libertà e democrazia in Russia”. Redatto presso la Villa San Carlo Borromeo nel 2008 durante un laboratorio editoriale, l’autore si alterna a Armando Vermiglione, in uno studio approfondito dei temi inerenti la Russia.

 Primo fra tutti il rapporto con il gas e l’analisi della super potenza Gazprom. Ma non solo. Elezioni truccate, la guerra in Georgia e l’onnipresente Vladimir Putin che anche se è “relegato” alla poltrona di primo ministro è in realtà colui che giuda il Paese. Forte della non eredità lasciata da El’cin, Putin rappresenta per Nemtsov colui che vuol dare un tono e far tornare la Russia sotto l’effige di super potenza. Ne è la dimostrazione la decisione di non rendere i Paesi limitrofi indipendenti: “Io vedo l’impero russo come un grande banco di ghiaccio dal quale hanno cominciato a staccarsi dei pezzi”.

 Nemtsov, da sempre chiaro oppositore del potere di Putin, chiarisce punto dopo punto le gravi falle del sistema russo. La corruzione in primis: sia nell’economia che nella giustizia. Una politica estera di terrore (basti pensare alla Cecenia) e non ultima la guerra all’informazione, sempre più controllata ed “embedded”. Dopo Stalin lo studioso credeva che il mito della personalità si fosse estinto. In realtà riappare più consolidato che mai, da quando Putin ha ripreso in mano le redini di un Paese allo sfascio. Non si fa certo mistero dei giovani russi che lo sostengono e idolatrano.

Tra fatti di vita privata, Nemtsov traccia anche l’identità della Chiesa ortodossa, poco vicina alle anime russe e molto invece alle file istituzionali. Una macchina che rafforza il pensiero di milioni di cittadini ortodossi. Nemtsov ha il merito di essere riuscito a tracciare il profilo di uno Stato in perenne mutamento e dei limiti oltre i quali non pare andare.

Boris Nemtsov
Disastro Putin. Libertà e democrazia in Russia
Spirali Edizioni 20 euro



Commenti (2)
10-07-2009 10:05
Cara Fede, sicuramente hai ragione. E' pur vero che quelli che all'epoca di El'cin i ragazzi di oggi cosiddetti nashi, non erano ancora nato se non piccolissimi. Dopo quel periodo di buoi totale la Russia pare svegliarsi e attaccarsi a uomini forti. Questo non significa che siano giusti.
Scritto da valentina nuccio
09-07-2009 16:20
I giovani russi sono cresciuti in mezzo al disastro democratico-eltsiniano, a cui le democrazie occidentali hanno contribuito in prima linea. Si è arrivati a un livello tale negli anni 90\' che l\'aspettativa di vita è franata, e ricordo politici russi dell\'epoca che parlando della situazione dicevano tristemente che in quegli anni si è letteralmente persa una generazione di giovanissimi, distrutti da povertà e abbandono. Di fronte a uno sfacelo del genere è assolutamente logico che il primo uomo forte in grado di raddrizzare in qualche modo la situazione fosse bene accolto.  
Sarebbe successo in qualsiasi parte del mondo ridotta in quelle condizioni, USA compresi.
Scritto da Fede

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