|
Sul discorso in Senato del Colonnello il Pd si divide in tre, ma alla fine i capigruppo negano l'aula
"Ci felicitiamo con i centri sociali e le organizzazioni studentesche
per aver convocato una serie di manifestazioni per denunciare la
sistematica violazione dei diritti umani fondamentali da parte del
dittatore libico". E' con queste parole che il leader radicale Marco
Pannella ha voluto anch'egli chiamare a raccolta dirigenti e militanti
per una protesta contro l'accoglienza trionfale riservata dalle nostre
autorità al dittatore che da ormai quaranta anni detiene saldamente il
potere in Libia. La manifestazione di protesta si è svolta mercoledì 10 giugno a Roma in Piazza Farnese.
Nessuno dei leader politici delle principali forze in Parlamento per ora ha fatto esplicito accenno alla necessità di fare pressioni sul paese che nei prossimi 20 anni riceverà dall'Italia cinque miliardi di euro, affinchè siano rispettati almeno quei diritti riconosciuti come universali. Nel pallone il PD, dove una corrente maggioritaria facente capo a Massimo D'Alema si è espresso in modo assolutamente favorevole, mentre un clan di perplessi vorrebbe abbandonare l'aula. Nel mezzo Franceschini "il gruppo non ha deciso di disertare l'Aula ma ha chiesto al presidente del Senato di ospitare Gheddafi, al Senato, in un luogo diverso dall'Aula. Siamo in attesa della risposta della presidenza" (da corriete.it).
In giornata il senatore radicale Marco Perduca aveva definito "inaccettabile sdoganamento" il trattamento riservato a Gheddafi. "Non si tratta di chiudere qualunque rapporto con le dittature, ma non è accettabile che uno stato come l'Italia non sollevi neanche per sbaglio il problema dei diritti umani".
Marco Perduca e la collega senatrice del PD eletta per i radicali Donatella Poretti hanno annunciato uno sciopero della fame ritenendo che concedere l'aula a Gheddafi non faccia onore al senato: "abbiamo chiesto assieme a molti colleghi e il Senatore Divina della Lega Nord che se ne discuta in aula e si voti se sospendere i lavori per far parlare un Dittatore, seppur presidente di turno dell'Unione africana, oppure acconsentire che al Senato si ascolti un comizio di chi manda a morte i dissidenti ed è complice della tratta di migliaia di esseri umani".
Anche il senatore dell'Italia dei Valori Pedica, si è espresso contro la presenza di Gheddafi in Senato: "Non abbiamo fatto parlare in questa aula il Nobel per la Pace, il Dalai Lama, e vi facciamo entrare - mi auguro di no - il nobel del terrorismo Gheddafi".
Nella serata d mercoledì una nuova riunione dei capigruppo ha finalmente vietato l'aula al Colonnello, che parlerà invece a Palazzo Giustiniani.
Intanto la visita del dittatore nordafricano ha bloccato non solo alcune aree della città, per le ovvie misure di sicurezza, ma anche i lavori del Consiglio Comunale. Oggi, ricorda Demetrio Bacaro, segretario dell'Associazione RadicaliRoma, la Conferenza dei Capigruppo aveva stabilito di portare in aula la Delibera di Iniziativa Popolare sull'Anagrafe Pubblica degli Eletti (un registro dove indicare ruoli, patrimoni e compensi di tutti gli eletti e nominati del Comune di Roma); la visita di Gheddafi invece ha fatto rinviare Consiglio Comunale e trasparenza. [Edoardo Cicchinelli]
|