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"Khatami in Italia dialogo con stretta di mano" PDF Stampa E-mail
martedì 02 giugno 2009

kathami_mohammed.jpgdi ELENA LATTES

È più avvincente di un romanzo d'avventura, più intrigante di un thriller ed è più attraente di un grande romanzo di letteratura, ma è drammaticamente serio e reale almeno quanto un trattato di politica internazionale. Khatami in Italia dialogo con stretta di mano di Marco Orioles, (Pasian di Prato, Campanotto, 2009). è la storia di un evento nato in una tranquilla cittadina del Nord Est italiano che, con una velocità incredibile, si è sviluppato oltre ogni previsione, in un caso internazionale, quasi planetario e che è stato capace, malgrado i protagonisti, di mobilitare migliaia di persone, a tutti i livelli e con tutte le forme di comunicazione possibile, specie quelle più moderne.

Il caso è scoppiato con la visita di Khatami in Italia e in particolare a Udine, dove l'ex presidente iraniano ha partecipato nel 2007 ad un evento organizzato da un'associazione locale e ha incontrato la popolazione del posto. Non è solo questo, però, perché insieme a Khatami erano stati invitati, fra gli altri, Tariq Ramadan e Franco Cardini. Il tutto nel quadro di un'iniziativa, Vicino/Lontano, che proponeva un confronto, almeno nel suo manifesto pubblicitario, tra l'altro, "sui diritti negati e i costi umani del ‘progresso', sull'impatto sociale e culturale dei flussi migratori, sull'omologazione delle culture e il ruolo delle religioni nei conflitti e nei percorsi di pace..." Insomma, una kermesse la cui sostanza negava totalmente la promessa del titolo.

Quegli eventi sarebbero passati del tutto inosservati, come è successo nel resto d'Italia dove Khatami ha transitato, se Orioles, con alcuni suoi amici e collaboratori e insieme alla locale associazione Italia-Israele, non si fosse dato da fare per documentare l'enorme ipocrisia in atto nella sua città.

L'autore contatta alcuni giornalisti, tra cui Carlo Panella e Ahmad Rafat, intervista la dissidente iraniana in esilio a Parigi Chahdortt Djavann (sulla quale questa Agenzia pubblicò un articolo della sottoscritta, citato anche nel libro) e, soprattutto, filma l'incontro di Khatami con gli udinesi, mettendo poi il tutto nel web.

I dettagli di quei giorni si diffondono prima nel nostro Paese, poi sconfinano in tutto il mondo, grazie anche ad alcuni articoli sui più grandi quotidiani internazionali e a blogger famosi, fino a causare un vero putiferio in Iran.

È, quindi, un resoconto particolareggiato, perfino corredato delle fotografie "incriminate" e della vignetta più diffusa uscita in Iran su questo caso, ma è anche un trattato di sociologia che offre importanti spunti per una profonda riflessione sul rapporto tra democrazie e dittature, tra società laiche e gruppi di fondamentalisti, tra religioni e culture diverse, sui problemi legati all'immigrazione e all'integrazione e sul ruolo che gioca internet e tutti gli strumenti ad esso correlati, sul senso del dialogo e sull'ipocrisia che spesso è nascosta da apparenti atteggiamenti conciliatori verso l'estremismo.

Insomma, un libro assolutamente da non perdere, soprattutto in questo periodo in cui si parla molto dell'Iran, delle sue imminenti elezioni e della minaccia che costituisce per tutto il continente asiatico e il Mediterraneo, per capire, tra l'altro, quanto sia importante, molto spesso, l'azione di poche persone volenterose desiderose di rilevare i problemi più scottanti nella scena internazionale.




Commenti (1)
03-06-2009 05:12
Ottimo!! kol hakkavod.
Scritto da elio

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