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Arte & Dintorni: Graffitari a Napoli, i nuovi vandali! - Reportage fotografico PDF Stampa E-mail
sabato 23 maggio 2009

statua dante (4).jpgdi MARCELLO MOTTOLA

La chiesa di Sant’Eligio, il Campanile del Complesso di San Lorenzo Maggiore, l’Arco Trionfale Aragonese di Castel Nuovo, la statua di Dante Alighieri ed i muri dei palazzi del centro storico, da Port’Alba sino a via Costantinopoli, sono un piccolo esempio del semi-abbandonato patrimonio artistico di Napoli (documentato nel reportage fotografico dal titolo I Vandali di Napoli - a firma di Marcello Mottola -), che subisce costantemente l’attacco vandalico da parte dei “graffitari”.

Siamo nel pieno corso della manifestazione del Maggio dei Monumenti, giunta alla sua XV edizione, e la città di Napoli si ritrova di fronte ai consueti problemi. Oltre all’immenso patrimonio chiesastico chiuso, non visitabile ed abbandonato alla più totale incuria ed al più totale degrado, si aggiungono i graffiti sui palazzi ed i monumenti che sono, secondo Mario Resca, consulente del Ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi, “ uno dei motivi per il quale esiste una disaffezione dei turisti per il nostro territorio”.Tracciamo subito una linea di confine.

Bisogna essere sensibili riguardo al movimento dei Graffiti Writing, specificando che esistono molti esempi di graffiti artistici nell’arte contemporanea che sono più vicini al rapporto con l’arte e con la cultura, in quanto gli autori sviluppano un serio lavoro di ricerca e di conseguenza possiedono una maggiore responsabilità nella scelta del supporto sul quale applicare la propria pittura.Diversamente il Tag, o qualunque cosa riconducibile ad esso, non è street-art, ma semplice vandalismo: è uno sfregio a quei cittadini che si impegnano a mantenere pulite le facciate degli edifici, è sempre paragonabile ad un’aggressione, per cui il fenomeno deve essere contrastato.

A Napoli tutto ciò si aggrava allorquando ai Tags si aggiungono le attività di marcamento del territorio urbano portate avanti dai Mastiffs, una frangia della tifoseria del Napoli Calcio, che a partire dal 2004 devasta, a suon di vernice blu e scritte colorate, i quartieri di Montacalvario e San Lorenzo, proprio in quelle strade affollatissime sia per le botteghe dei presepi che per la presenza di numerosi attrattori culturali (Arte & Dintorni: I graffitari ed il caso Mastiffs a Napoli).

In Italia, Genova, Firenze, Bologna, Venezia, Torino e soprattutto Milano hanno in parte risolto questo fenomeno vandalico grazie ad una serie di servizi che restituiscono smalto ai palazzi offesi dalla vernice dei graffitari.Un esempio su tutti è l’AMSA (Azienda Milanesi Servizi Ambientali), che propone ai cittadini un servizio di cancellazione graffiti anche attraverso un conveniente abbonamento mensile (da 1,626 euro al mese sino a 0,726 a seconda che il contratto sia stipulato per 12, 24 o 60 mensilità). Inoltre, cosa da non sottovalutare, l’AMSA effettua anche un intervento di manutenzione mensile qualora i graffitari tornassero sul luogo dell’imbrattamento.All’estero e nello specifico a Barcellona, la città europea più all’avanguardia nel rapporto con la street-art e i suoi derivati, il movimento del graffitismo è stato relazionato agli sport urbani (come ad esempio lo strett-skating).

La città ha abilitato spazi preposti per dar libero sfogo a quegli artisti che vogliono esprimersi tramite il Graffiti Writing, pratica ormai accettata come una vera e propria forma d’arte contemporanea.Dalla Pista de la Mar Bella nel quartiere di Poblenou alla zona street-art a Montjuïc, se ne possono ammirare dai più semplici ed amatoriali fino a veri e propri capolavori, alcuni dei quali firmati da famosi personaggi come Banksy (al secolo l’inglese Robin Gunningham).Tutto ciò è stato possibile grazie ad un amministrazione cittadina che ha tracciato un  confine netto.

A Barcellona infatti, oltre a ripulire integralmente i muri del centro, sono previste pesanti sanzioni a coloro che realizzano graffiti senza alcuna autorizzazione e lontano dalle zone preposte. A titolo esplicativo, tra i tanti casi riportati dalla cronaca spagnola, si può citare l’arresto di un ragazzo che “taggava” sui muri delle varie stazioni del Metro e tre giovani che hanno pagato ben 7.000 euro di multa per aver imbrattato un palazzo del centro storico.

 

A Napoli tutto ciò sembra utopia, in città infatti non esiste neanche un servizio di rimozione graffiti, ma solo di rimozione manifesti. Tuttavia sarebbe auspicabile almeno la creazione di un servizio che garantisca un’azione costante di pulizia e che magari veda impegnati in ruolo di primo piano quei tanti giovani laureati (e disoccupati), che hanno conseguito lauree specialistiche in diagnostica e restauro dei beni culturali.

statua dante (5).jpgsan lorenzo maggiore (1).jpgsan lorenzo maggiore (4).jpgfoto_cd 1 (3).jpgfoto_ cd 2 (2).jpg

foto_ cd 2 (6).jpg graffiti a portalba.jpg




Commenti (4)
03-06-2009 19:13
"Sommosa"
Io ritengo che ci voglia una sommossa civile e far capire che si deve fare qualcosa con la q maiuscola! certo, il problema dei graffiti, ma il problema principale è capire che ci sono 163 e più chiese in degrado, altrettanti i palazzi, per non parlare delle fontane!! le fontane di napoli non sono solo quelle del carciofo e qualche altra più famosetta: ve n'è sono di molte altre, sconosciute, dimenticate, perchè in degrado. Il punto è che il centro storico di Napoli sta morendo e fra qualche decennio, Napoli non potrà più vantarsi di essere una delle città mondiali a maggior densità di risorse culturali e monumenti: tutto questo perchè la gente non ha preso coscienza adeguatamente di cosa stava progressivamente succedendo; ripeto, sono 163 le chiese monumentali in rovina, ma ricordiamo anche le scale monumentali tenute una ciofeca, i palazzi storici idem, le fontane, obelischi, le ville storiche, edicole sacre. Quello di Napoli è un patrimonio immenso che è letteralmente in estinzione! scusate la fretta nello scrivere. Io, nel frattempo mi sto occupando di questa situazione su wikipedia e non ho vergogna di scattare foto di chiese in degrado, le pubblico queste foto!! una sorta di denuncia circa questo scempio. Si deve fare qualcosa, prima che sia troppo tardi e Napoli davvero potrà vantarsi solo del cielo, del mare, del sole e di pulcinella.. Che tristezza, ve lo giuro!! Grazie.
Scritto da Rosario
26-05-2009 13:52
GRAFFITTARI DELL'ITALIA DETURPATA FINIS
“Sporcare i luoghi pubblici deve diventare un reato”: a riaprire la polemica sui graffiti è Silvio Berlusconi, che lunedì 6 ottobre, concludendo la festa del Popolo della Libertà a Milano ha tuonato: “Bisogna farla finita con i cosiddetti graffiti perché in alcune nostre città non sembra di stare in Europa ma in Africa”, annunciando infine “sull’argomento presenterò un ddl al prossimo Consiglio dei ministri domani a Napoli”. 
Subito, da Salemi, Vittorio Sgarbi, che proprio a Milano aveva organizzato una mostra assai discussa sulla street art, ha preso la palla al balzo per rilanciare: “Va bene il decreto purché Berlusconi lo faccia scrivere a me”. Ovvero: “Primo: tutti i palazzi costruiti fino al 1960 sono edifici che non devono in alcun modo essere sfiorati. Massima severità. Punto due: quelli degli anni successivi rappresentano l’Italia deturpata dalla speculazione economica ed edilizia. In questo caso, l’intervento dei graffitisti rende gradevole persino ciò che è il frutto di quella stagione”. Insomma, un distuinguo, quello proposto dal critico-sindaco, che dovrebbe portare le amministrazioni a stipulare con i graffitisti una sorta di patto: “Pagarli per bonificare i luoghi dell’orrore suburbano. Luoghi che non possono che migliorare”. Sgarbi cita graffitisti entrati ormai nei manuali di storia dell’arte: “Basquiat e Keith Haring” ricordando che anche loro “provenivano dalla strada”. E conclude il suo pensiero esemplificando con un’immagine: “Il taglio su una tela bianca, è Fontana, è un capolavoro. Se invece il taglio lo faccio su un Caravaggio, è una follia e un crimine”. 
Intanto, mentre i politici si arrovellano su teorie e discutono su come arginare, organizzare o regolamentare il fenomeno del graffitismo, sempre a Milano nasce l’idea di un museo della street art. Si tratta di Street Museum, il nuovo progetto di TIM Tribù “a supporto della cultura e dell’arte urbana”. 
Il progetto è in fase di lancio. E si propone di censire, grazie agli utenti della Rete, le migliori opere di arte urbana su tutto il territorio nazionale. Ma non sarà un museo chiuso e tradizionale, perché secondo gli organizzatori la street art non può essere messa dentro un recinto. Così lo Street museum sarà un luogo virtuale: un grande museo on line a cielo aperto. Per realizzarlo, gli organizzatori di Tim Tribù invitano già da ora tutto il pubblico della Rete a segnalare le opere preferite inviandone una foto via MMS o caricandola sul sito dell’iniziativa http://www.timtribu.it. Ai curatori 2.0 di questo che si propone come il primo museo user generated sarà affidato il privilegio di tenere aggiornato lo stato dell’arte, fornendo informazioni sulle opere e gli artisti. I lavori in gara saranno commentati, votati e supportati dagli utenti che determineranno la rosa dei primi 100, di diritto nello Street Museum. Dunque non saranno i presunti esperti d’arte a decidere chi farà parte di questa imponente mostra permanente delocalizzata. Le opere più meritevoli di entrare nel pantheon della Street Art verranno scelte e votate soltanto dagli utenti.
Scritto da Alessandro FIGUS
25-05-2009 10:52
MANIFESTAZIONE - Col secchio e con la sp
INIZIATIVA DEL COMITATO CIVICO DI SANTA MARIA DI PORTOSALVO 
27 MAGGIO 2009 ore 10 PIAZZA DANTE, NAPOLI 
 
 
MANIFESTAZIONE 
COL SECCHIO E CON LA SPUGNA! 
Ripuliamo i monumenti dagli atti vandalici 
 
LA CITTÀ DI NAPOLI NON HA UN SERVIZIO DI RIMOZIONE GRAFFITI, ma solo di rimozione manifesti!  
Allo stato attuale dei fatti È NECESSARIO CHIEDERE alle Istituzioni, alle Municipalità, al Comune ed all’Amministrazione cittadina di dotarsi di un servizio in grado di risolvere questo grave problema al fine di garantire un’azione costante di pulitura e manutenzione degli edifici storici.  
E’ inoltre opportuno chiedere che in tale servizio vengano utilizzati attivamente, anche sotto il profilo direttivo, quei tanti giovani laureati in Restauro dei Beni Culturali che la città possiede perchè essi costituiscono una straordinaria risorsa umana per la città e perchè rappresentano l’unica risorsa professionale in grado di agire un’azione corretta sul patrimonio storico-artistico su queste opera uniche al mondo (evitando così gli errori commessi in passato – ad es. i basamenti d’ingresso della Galleria Principe di Napoli). 
È OPPORTUNO RICORDARE all’Amministrazione cittadina che sarebbe opportuno dotare la città di spazi preposti per dar libero sfogo a quegli artisti che vogliono esprimersi tramite la street-art e il Graffiti Writing, come già fatto negli scorsi anni da molte città europee. 
 
Il GRAFFITI WRITING NON DEVE ESSERE CONDANNATO A PRESCINDERE perché è un movimento sociale, artistico e culturale a tutti gli effetti. Il Graffitismo in sé non è sbagliato perchè si basa sull’espressione della propria creatività. Se ha un approccio corretto, se gli autori sviluppano un serio lavoro di ricerca e una maggiore responsabilità nella scelta del supporto sul quale applicare la propria pittura, il graffitismo costituisce arte contemporanea in grado di riqualificare i luoghi e gli spazi cittadini.  
Ricordiamo che artisti di fama mondiale come Jean-Michel Basquiat, Keith Haring e Banksy devono la loro fortuna all’espressionismo artistico del movimento Graffiti Writing.
Scritto da Marianna Vitiello
25-05-2009 09:04
ANGELI DEI MONUMENTI
La nostra azienda da tempo opera con particolari progetti sponsorizzati cioè " a costo zero per la pubblica amministrazione" per la tutela del "Nostro" immenso patrimonio culturale.Recentemente...o meglio un anno fà, proponemmo all'allora assessore Imperlino un progetto denominato "ANGELI DEI MONUMENTI" il quale avrebbe almeno risolto gli imbrattamenti sulle statue cittadine...avemmo il parere positivo della Municipalità di Chiai-S.Ferdinando e della Soprintendenza Storica Artistica..ma non del Comune di Npoli che non ha mai risposto nonostante i nostri numerosi solleciti. Cosa consiste il progetto!? in squadre di giovani neo-diplomati,regolamente assunti dalla Nostra azienda,selezionati per competenza di restauro dalle scuole di restauro come "l'accademia delle belle arti oppure l'istituto S.Benincasa" che ogni giorno..dico ogni giorno l'unico compito e girare per quelle che saranno le statue oggetto del progetto e con apposite schede di intervento precedentemente approvate dalla soprintendenza, intervengono per eliminare l'imbrattamento...il tutto a costo zero per la P.A. con la partecipazione di alcune grandi azienda le quali si sono rese disponibili di finanziare parte del progetto....il COMUNE DI NAPOLI?!!? Nulla nessuna risposta.. Non reendendosi conto che piu tempo passa e piu le vernici sui monumenti saranno difficili da eliminare. Anche questa è Napoli agli occhi dei turisti che scattono foto dei monumenti. 
IMPREDCOST SRL
Scritto da IMPREDCOST SRL

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