Alla fine il fuoco incrociato di maggioranza e opposizione ha abbattuto l’emendamento Carrara – Vetralla, la norma che, con il pretesto di adeguare l’ordinamento italiano alle prescrizioni della direttiva comunitaria “Uccelli”, aveva abrogato (per errore?) il calendario venatorio quale previsto dalla vigente legge 157/92, “Norme per la Protezione della Fauna Selvatica e la Disciplina del PrelievoVenatorio”.
La votazione della Camera dei Deputati è arrivata al culmine di una giornata di mobilitazione indetta dalle associazioni animaliste e ambientaliste – già sul piede di guerra per le proposte di liberalizzazione della caccia avanzate dal senatore Orsi – che si sono fatte promotrici di un incontro pubblico sulla caccia cui hanno partecipato, tra gli altri, le parlamentari radicali Donatella Poretti ed Elisabetta Zamparutti, la presentatrice Licia Colò e la testimonial dell’Enpa Maurisa Laurito.
“E’ una grande, straordinaria vittoria per la natura – hanno commentato le associazioni - perché in tal modo si tutelano realmente quei periodi che risultano più delicati per gli uccelli selvatici, che sono la riproduzione in estate e la migrazione nel mese di febbraio e in primavera”.
Ma l’emendamento ha anche evitato una situazione di caos normativo poiché ciascuna regione, secondo quanto evidenziato dalle stesse associazioni, avrebbe potuto a regolare la materia in autonomia, esponendo il nostro Paese a nuove procedure d’infrazione da parte di Bruxelles. Un argomento convincente che ha provocato spaccature e divisioni anche all’interno della stessa maggioranza. Di tali dubbi si è fatta portavoce il Sottosegretario al Turismo, Michele Vittoria Brambilla. “La mia posizione in qualità di responsabile delle politiche turistiche nazionali - ha spiegato il sottosegretario - è una posizione che intende preservare la tutela del nostro ambiente e della sua fauna, in quanto questa è una delle ricchezze itali”.
“Considerando che i cacciatori hanno libero accesso a tutti i fondi eccetto quelli in cui è espressamente vietato - ha proseguito Michela Brambilla -, è facile capire che se i turisti italiani e stranieri sapessero che in un parco o in un bosco possono incontrare qualcuno che con il fucile in mano è a caccia di qualche disperata bestiola, non sarebbero incentivati a venire in Italia. Senza contare che così si metterebbe in serio pericolo l'incolumitá anche di bambini e cittadini”.
Alla parole del sottosegretario è seguita la replica piccata di Federfauna, l’associazione che “tutela Allevatori, Importatori, Commercianti, Detentori ed Utilizzatori a vari livelli di Animali” (dai laboratori veterinari ai circhi, dai laboratori di pellicceria ai dog-sitter). “Con quanti voti personali è stata eletta la Brambilla? – ha commentato Federfauna - Quanti sono in Italia i cacciatori e tutte le persone che gravitano attorno al settore? Cosa succederebbe se questi ultimi cominciassero a raccogliere le firme per abolire la Brambilla?”
La guerra sulle “doppiette” si chiude dunque con una prima vittoria tattica di animalisti e ambientalisti; lo scontro, adesso, si trasferisce sul campo di battaglia del DDL del senatore Orsi. (G.M.L.)
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