Supplemento telematico quotidiano di Quaderni Radicali
 

Home arrow Interni arrow Caccia, impallinato l’emendamento Carrara
Caccia, impallinato l’emendamento Carrara PDF Stampa E-mail
giovedì 23 aprile 2009
caccia1.jpg Alla fine il fuoco incrociato di maggioranza e opposizione ha abbattuto l’emendamento Carrara – Vetralla, la norma che, con  il pretesto di adeguare l’ordinamento italiano alle prescrizioni della direttiva comunitaria “Uccelli”, aveva abrogato (per errore?) il calendario venatorio quale previsto dalla vigente legge 157/92, “Norme per la Protezione della Fauna Selvatica e la Disciplina del PrelievoVenatorio”.

 

La votazione della Camera dei Deputati è arrivata al culmine di una giornata di mobilitazione indetta dalle associazioni animaliste e ambientaliste – già sul piede di guerra per le proposte di liberalizzazione della caccia avanzate dal senatore Orsi – che si sono fatte promotrici di un incontro pubblico sulla caccia cui hanno partecipato, tra gli altri, le parlamentari radicali Donatella Poretti ed Elisabetta Zamparutti, la presentatrice Licia Colò e la testimonial dell’Enpa Maurisa Laurito.

“E’ una grande, straordinaria vittoria per la natura – hanno commentato le associazioni - perché in tal modo si tutelano realmente quei periodi che risultano più delicati per gli uccelli selvatici, che sono la riproduzione in estate e la migrazione nel mese di febbraio e in primavera”.

Ma l’emendamento ha anche evitato una situazione di caos normativo poiché ciascuna regione, secondo quanto evidenziato dalle stesse associazioni, avrebbe potuto a regolare la materia in autonomia, esponendo il nostro Paese a nuove procedure d’infrazione da parte di Bruxelles. Un argomento convincente che ha provocato spaccature e divisioni anche all’interno della stessa maggioranza. Di tali dubbi si è fatta portavoce il Sottosegretario al Turismo, Michele Vittoria Brambilla. “La mia posizione in qualità di responsabile delle politiche turistiche nazionali - ha spiegato il sottosegretario - è una posizione che intende preservare la tutela del nostro ambiente e della sua fauna, in quanto questa è una delle ricchezze itali”. 

“Considerando che i cacciatori hanno libero accesso a tutti i fondi eccetto quelli in cui è espressamente vietato - ha proseguito Michela Brambilla -, è facile capire che se i turisti italiani e stranieri sapessero che in un parco o in un bosco possono incontrare qualcuno che con il fucile in mano è a caccia di qualche disperata bestiola, non sarebbero incentivati a venire in Italia. Senza contare che così si metterebbe in serio pericolo l'incolumitá anche di bambini e cittadini”.

Alla parole del sottosegretario è seguita la replica piccata di Federfauna, l’associazione che “tutela  Allevatori, Importatori, Commercianti, Detentori ed Utilizzatori a vari livelli di Animali” (dai laboratori veterinari ai circhi, dai laboratori di pellicceria ai dog-sitter). “Con quanti voti personali è stata eletta la Brambilla? – ha commentato Federfauna -  Quanti sono in Italia i cacciatori e tutte le persone che gravitano attorno al settore? Cosa succederebbe se questi ultimi cominciassero a raccogliere le firme per abolire la Brambilla?”

La guerra sulle “doppiette” si chiude dunque con una prima vittoria tattica di animalisti e ambientalisti; lo scontro, adesso, si trasferisce sul campo di battaglia del DDL del senatore Orsi. (G.M.L.)




Commenti (2)
24-04-2009 13:52
informiamoci meglio
Il tuo commento: Il problema è che abbiamo perso il contatto con la natura, non sappiamo ne cos'è la caccia, ne come sono fatti gli animali che vengono cacciati. E questo tutti. I cittadini che si affidano alle posizioni animaliste senza cercare di capire, ma soprattutto i politici e i media. I cacciatori non sono come vengono dipinti, la caccia è anche cultura e tradizione. Occorre conoscere le opinioni della controparte e non fermarsi alle infantili esternazioni degli animalisti, sul sito www.bighunter.it ho trovato posizioni ragionevoli che si accostano al mio modo di vedere le cose, anche se non sono cacciatore. Nella maggior parte dei paesi europei la caccia è rispettata ed accettata. Informiamoci di più e meglio. Sulla caccia come sul resto.
Scritto da stefano
23-04-2009 21:32
considerazioni a braccio
se i nostri politici si occupassro seriamente dei problemi ecologici mondiali, invece di tornare ad attaccare lo spot più vecchio della terra ogni anno sarebbe meglio per tutti. 
1° se non ci fossero i cacciatori non esisterebbe neanche pi una specie selvatica nel giro di due - tre anni, iamo noi con i nostri soldi che ripopoliamo il territorio. 
2° non avete ma visto come si ammazzano i polli o le anatre o i tacchini,e ve lo spiego, una fucilata al posto di un volatile la sottoscriverei. 
3° i cittadini ( chi non è nato e vissuto in campagna) ci vada un po di mesi, guardi i risultati ottenuti dlle leggi \" erdi\" : letti di fiumi intasati da alberi caduti he nessuno può raccogliere ( bastano tr giorni di pioggia per essere in emergenza alluvioni?!!?).Agricoltoriche fanno il bello e cattivo tempo on i loro diserbanti, quando vengono limitati loro ci cambiano il nome. Perchè dopo tagliato il raccolto permettono loro di bruciare intri campi di paglia, così distruggono tutto il microclima animale, dove sono i verdi in quei moenti? mi fermma potrei continuare all\'infinito. traggo solo una conclusione, le norme le dovrebbero fare le perso strettamente coinvolte e ineressate, i signori di rma facciano il loro lavoro, togliamoci dalla dipendenza petrolio affrontiamo prblemi seri per favore
Scritto da massimo

Scrivi
Commenti ritenuti offensivi o spam verranno eliminati.

Nome Autore:
E-mail
Titolo commento:
Commento:

Copia il codice prima di inviare il commento:* Code

 
< Prec.   Pros. >
spacer.png, 0 kB
videoag.jpg


Ultimo numero di Quaderni Radicali

 
 

di presentazione

 

Arabidemocraticiliberali

arabilogo.gif

di ANNA
MAHJAR BARDUCCI


http://www.quaderniradicali.it/agenzia/index.php?op=archivio

Nuova Agenzia Radicale - Supplemento telematico quotidiano di Quaderni Radicali
Direttore Giuseppe Rippa, Redattore Capo Antonio Marulo, Webmaster Ernesto Crocetti
Iscr. e reg. Tribunale di Napoli n. 5208 del 13/4/2001 Responsabile secondo le vigenti norme sulla stampa: Danilo Borsò