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di MARCELLO
MOTTOLA
Un
monumento napoletano caduto nel dimenticatoio evidenzia tutti i limiti gestionali
del patrimonio culturale della città da parte degli enti amministrativi
cittadini. E' possibile che un monumento della metà del 1700, capace nella sua integrità
di essere esempio internazionale di palazzo reale, perda completamente la sua riconoscibilità
ed i suoi valori culturali? E' possibile che un modello della cultura di
Napoli, prodotto nel periodo in cui Napoli ed il Mezzogiorno erano il centro
pulsante della cultura e delle arti nel panorama europeo sia ridotto a mero
parcheggio (autorizzato da chi?) ?
Il
reportage fotografico
dal titolo Dai giardini di Babilonia alla Babilonia di
autovetture - a firma di Marcello Mottola - documenta l'abbandono
totale di un luogo patrimonio dell'umanità.
Attraverso
il libro Ferdinando Vincenzo Principe Spinelli
di Tarsia - un principe napoletano di respiro europeo (1685-1752), redatto dallo
Storico d'Arte Vincenzo Rizzo, è possibile comprendere il reale aspetto del Palazzo
di Ferdinando Vincenzo Principe Spinelli di Tarsia.
Grazie
alla raccolta ed all'ordinamento dei documenti scritti e grazie alla
divulgazione della Planche (un serie
di incisioni realizzate nel 1737), è possibile osservare come doveva essere il
Palazzo del Principe Spinelli all'epoca del suo completamento (1753).
Grazie
alla didascalia presente sull'incisione è possibile leggere le parole composte
dall'architetto Domenico Antonio Fontana e scoprire l'impianto strutturale della
residenza principesca che presentava, tra l'altro, una pinacoteca con circa 280
dipinti, un osservatorio astronomico, una biblioteca (i cui i libri sono oggi
conservati al Palazzo Reale di Napoli),
sei grandi giardini pensili ed un laghetto per barche.
Lo stato
attuale del manufatto è invece inquietante e rende possibile comprendere tutti i
limiti gestionali della conservazione del patrimonio storico-artistico di
Napoli e, nello specifico, della zona di Tarsia (quartiere Avvocata) legata solo a sporadici interventi di presunta
riqualificazione urbana (Arte
& Dintorni. Le protesi ... della strada: i paletti).
Dalle
foto emerge così che la triplice arcata centrale in piperno, che immetteva le
carrozze nel palazzo, è completamente occlusa da superfetazioni e nuove
costruzioni e che, ad esempio, la grande piazza, che ospitava una fontana in
marmo e che permetteva l'accesso al palazzo, è oggi ridotta a mero parcheggio (autorizzato
da chi?).



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