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Secondo Congresso mondiale per la libertà scientifica
Si sono conclusi sabato 7 marzo i lavori del II Congresso mondiale per la libertà scientifica, promosso dall'Associazione Luca Coscioni e dal Partito radicale non violento, transpartito e transnazionale. Il Congresso é riuscito in quella che era la sua mission: "dal corpo del malato al cuore della politica". Grazie al determinante contributo di eminenti esponenti del mondo scientifico e politico, il Congresso, svoltosi presso la sede del Parlamento europeo di Bruxelles, ha rappresentato un importante momento di riflessione e dibattito sulle grandi tamatiche inerenti alla libertà di ricerca scientifica, rilevando, in particolare, la necessità di mettere in primo piano le difficoltà e le esigenze del soggetto malato, "contro ogni forma di oscurantismo di matrice sia politico-ideologica sia dogmatica-religiosa", come recita la dichiarazione finale del Congresso, letta da Marco Cappato, Europarlamentare radicale e Segretario dell'Associazione Luca Coscioni.
Numerosi gli interventi nella giornata conclusiva del Congresso. Spicca, fra gli altri, l'intervento dell'italiano Andrea Boggio, docente di diritto presso la Bryant University, Rhode Island (USA). Il Prof. Boggio, uno degli esuli italiani all'estero, ha presentato un importante progetto pilota, ispirato dalle riflessioni di Marco Cappato che nel 2006, al termine del primo Congresso mondiale per la libertà scientifica sosteneva la necessità di realizzare un rapporto periodico sullo stato della libertà di ricerca scientifica nel mondo. In sostanza, il progetto guidato dal Prof. Boggio ha come principale obiettivo il monitoraggio dello stato della libertà di ricerca scientifica in tutti i paesi del mondo.
Si tratta, evidentemente, di un lavoro tanto importante quanto ambizioso, come rileva lo stesso Professore. Le difficoltà consistono principalmente nel riuscire a creare una corretta metodologia, con dei validi indicatori, in grado di considerare le differenze legislative tra i diversi paesi e anche all'interno dei singoli stati. In ogni caso il Professore Boggio ha mostrato un certo ottimismo, d'altronde l'ormai consolidato rapporto annuale stilato da Freedomhouse sulla libertà di stampa nel mondo, al quale il Prof. si ispira, si è affermato a piccoli passi, estendendo l'indagine ad un numero crescente di Stati.
Importante, inoltre, l'intervento di Marco Traub, membro del Trasuropean Stem Cell Therapy Consortium (TESCT). Traub ha messo in luce l'importanza del ruolo della ricerca scientifica per il continente africano, rilevando, in particolare, quanto possano essere utili i progressi nelle terapie basate sulle cellule staminali nella lotta contro malattie molte diffuse, come il diabete ad esempio.
Uno scrosciante applauso ha accolto la decisione, annunciata da Marco Perduca, del Presidente americano Barack Obama di abolire il divieto, imposto dalla Presidenza Bush, alla ricerca scientifica sulle cellule staminali embrionali. Una notizia che, come ha affermato l'on. Marco Cappato, "rende ancora più assurda ed umiliante per i ricercatori italiani la proibizione che il governo italiano ha introdotto, contro il parere del Comitato Scientifico, nei nuovi bandi per i finanziamenti alla ricerca sulle staminali".
I lavori sono stati conclusi da Marco Pannella, che dopo aver sottolineato la necessità di impegnarsi su queste tematiche, a prescindere dall'essere credenti o meno, ha inveito contro l'intollerabile "adorazione feticistica dell'embrione", da parte di chi poi rimane costantemente indifferente alla quotidiana morte di migliaia di persone in tutto il mondo.
Da notare, infine, l'interesse e la partecipazione dell'intera platea durante la tre giorni di lavori congressuali. Giovani, anziani, disabili, nonostante il ritmo intenso dei lavori, sempre attenti, interessati, energici. Una platea, dunque, lontana dai classici sbadigli congressuali, sempre pronta ad intervenire ed ingorda di sapere, in grado di dare un contributo non secondario al Congresso.
La speranza è che grazie alla vitalità dei semplici cittadini e alla qualità di congressi di tal genere si riesca in un futuro non troppo lontano ad organizzare convegni sui risultati della ricerca scientifica e non sulla libertà, che dovrebbe essere scontata nell'anno 2009!
GIUSEPPE TERRANOVA
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