di ANNA ROLLI
"In Italia, la
situazione è vergognosa! In Germania si contano 250 orchestre di musica lirica,
in Italia 13 Enti Lirici e si parla di chiuderne la metà! In Italia avete in
tutto 10 orchestre importanti e dovrebbero essere almeno 100. Nella sola
Pechino si esibiscono 13 orchestre di musica sinfonica italiana e quante
orchestre di musica classica cinese, finanziate dallo Stato, avete a Roma?
Nessuna, ovviamente.
In Venezuela ci sono
circa 700 orchestre giovanili e musicisti di grande valore che hanno studiato
anche all'estero e il governo ha deciso che ogni ragazzo invece della droga
deve prendere in mano uno strumento. Recentemente a Vienna il direttore
artistico di un grande teatro mi parlava dell'Opera e della collaborazione con
l'Italia e a un certo punto mi ha detto: "L'Italia è un deserto culturale!". I
vostri politici non fanno nulla e il popolo è rovinato dalla televisione.
In Corea, in occasione
di un concerto, ho visto un grandissimo manifesto con su scritto Beethoven è anche coreano e questo è
molto bello perché Beethoven è patrimonio dell'umanità, è patrimonio di tutto
il mondo. E qui in Italia? Dove sono i vostri grandi musicisti? Dove sono? Le
orchestre italiane non sanno suonare la musica italiana, quasi non la
conoscono. Parlo anche dei compositori più moderni per es. Petrassi e
Malipiero. In Italia non c'è rispetto per la cultura del passato. Se noi ebrei
dimenticassimo la nostra cultura saremmo finiti in un giorno. Quando Verdi è
morto tutta l'Italia era al suo funerale e oggi dove sono gli italiani?"
Il maestro Lior Shambadal, primo direttore dell'orchestra sinfonica di
Berlino e primo direttore dell'orchestra sinfonica slovena, uno dei più
importanti direttori d'orchestra del mondo, mi guarda diritto negli occhi e mi
mette a disagio, in imbarazzo, mi fa sentire tutto la tristezza e la vergogna
per la sciagurata assenza di una politica culturale nel nostro paese.
Cinquecento anni fa,
tutta la musica classica e sinfonica è nata in Italia e nelle Fiandre dalla
musica sacra. Tutto il barocco, tutta la musica rinascimentale è nata qui. In
Italia tutto è iniziato e tutto sta finendo! Nella mia vita ho diretto oltre
seicento opere liriche di compositori italiani. Ho diretto molta musica
italiana e molta musica russa.
Innanzitutto Giuseppe
Verdi che io amo molto e che per me è il più grande e poi Donizetti, Rossini,
Puccini..... Nella storia troviamo grandissimi compositori ed interpreti
italiani dell'opera lirica e sono ancora convinto che la potenzialità italiana
sia fra le più importanti del mondo. E invece nel vostro paese alla musica e
alla formazione dei giovani musicisti non si dà alcuna importanza e si
continuano a tagliare i finanziamenti. Ho davvero la speranza che qualcosa
cambi e che si ritorni ad amare la musica così come è sempre stato nella grande
tradizione italiana.
Lior Shambadal è venuto in Italia per dirigere due
concerti dell'orchestra filarmonica di Roma, con in programma la Sinfonia n. 3
in Re maggiore di F. Shubert, e la Sinfonia n. 3 Wagner in Re minore di A.Bruckner. Il
pubblico è rimasto affascinato e alla fine del concerto dopo un applauso
scrosciante durato quasi un quarto d'ora sono andata nel camerino per
chiedergli un'intervista.
Quella sera era molto stanco e mi ha ricevuto
la mattina successiva nel suo albergo. Dopo aver parlato dell'Italia la domanda
sul suo paese d'origine non poteva mancare.
"Maestro, Israele conta soltanto 6 milioni di
abitanti e moltissimi musicisti e direttori d'orchestra universalmente
riconosciuti come tra i più bravi e famosi in tutto il mondo. E' il continuo
confronto con un pubblico che conosce profondamente la musica classica e che è
estremamente esigente a rendervi così bravi?"
Israele è la nazione
al mondo che vanta il più alto numero di abbonamenti ai concerti di musica
classica e sinfonica. La filarmonica d'Israele si esibisce in un auditorium che
conta 3000 posti a sedere, quello di Roma ne ha 1500, e quello di Berlino 2400.
Inoltre a Tel Aviv ogni concerto ha sei repliche mentre a Berlino soltanto tre.
Non esiste nessun altro posto al mondo con così tanti concerti. All'inizio gli
ebrei sefarditi che provenivano dai paesi arabi non erano molto interessati
alla musica classica, non la conoscevano, ma nel corso dei decenni il nostro
popolo è stato unificato, a livello culturale, dall'esperienza comune
nell'esercito e oggi tutti amano la musica classica.
Sicuramente il
doversi costantemente confrontare con un pubblico di esperti sprona chiunque a
dare il meglio di sé ma io credo che i motivi di questo successo vadano
ricercati soprattutto altrove. Il direttore e le orchestre interpretano la
partitura e io credo che l'interpretazione sia innata nel carattere ebraico.
I libri sacri, dalla
Torah al Talmud, sono stati costantemente interpretati nel corso dei secoli e
questo esercizio ha formato il nostro modo di pensare. Interpretare il Talmud
significa leggere 1000 opinioni diverse. Gli ebrei non hanno un catechismo ma
1000 opinioni differenti tra le quali ognuno deve scegliere ciò che per lui è
più importante, ciò che per lui ha maggior valore. Il nostro talento enorme
nell'interpretazione vale anche nella musica o in filosofia come per esempio
con Levinàs che scrive libri geniali e di una profondità straordinaria.
Nella Storia noi
abbiamo avuto pochi grandi compositori: Mahler, Mendelson, Schonberg e pochi
altri. Invece abbiamo sempre avuto grandissimi interpreti. E' un artista più
grande il creatore o l'interprete? Nella pittura non c'è differenza. Ma nel
cinema sì, chi è più grande lo sceneggiatore o l'attore?
Si può essere un
attore abbastanza bravo anche senza un talento particolare ma non si può essere
un grande musicista senza un talento che viene dall'alto. E' necessario
combinare una enorme capacità tecnica e una enorme sensibilità umana, saper
ascoltare 1000 voci contemporaneamente e capire immediatamente l'unica che non
va.
Cosa sono gli ebrei
nel mondo musicale? Da dove viene il talento? Non lo so. Però so che nessuno
suona il violino come gli ebrei, come Jascha Heifetz, Maxim Vengerov, Pinchas
Zukerman..., quando un ebreo suona il violino si stabilisce un collegamento
diretto tra il cuore e il suono, tra l'anima e il suono. Altri sono bravissimi,
espertissimi ma manca qualcosa, manca la più profonda sensibilità umana.
Qual è la differenza
tra Mahler che è ebreo e Bruckner che è cattolico? Semplificando molto si
potrebbe dire che per Bruckner c'è una strada, per Mahler ci sono molte strade.
Bruckner con la sua musica parte dal nulla e costruisce una cattedrale, con tre
temi principali, come nel pensiero cristiano, Mahler prova tante strade, tutte
le strade possibili, prova con una, poi con un'altra, con poi un'altra ancora....
Qualcuno domandò una volta a Bernstein, uno dei più importanti interpreti di
Mahler, : "Cosa c'è di ebraico nella musica di Mahler?" E lui rispose: "Cosa
c'è di non ebraico nella musica di Mahler?"
Siamo seduti sulle comode, ampie poltrone
della sala ospiti nel suo lussuoso albergo romano, il maestro ha modi
estremamente amichevole e informali così come tanti cittadini israeliani e
parla con semplicità e con passione, cambiando continuamente argomento e
mescolando parole inglesi ed espressioni ebraiche ad un buon italiano appreso
studiando l'Opera. Io lo guardo con simpatia e mi sento di nuovo a mio agio.
Io dirigo tutta la
buona musica, anche la musica sacra cristiana che rappresenta una parte enorme
della musica classica. A me non interessa che sia cristiana, mi interessa che
sia grande musica. Chi ha diretto per la prima volta la passione di San Matteo
di Bach? Mendelson. Un ebreo ha scoperto la partitura, un ebreo ha diretto per
la prima volta la musica di Bach, che era evangelico, in una chiesa cattolica!
Grazie a Mendelson, oggi, Bach è stato riscoperto ed è famoso in tutto il
mondo. Negli ebrei c'è un talento speciale.
Conosco una
barzelletta, qualcuno a Berlino si rivolge a Barenboim e gli dice "Maestro lei
è il direttore stabile del teatro dell' Opera, Shambadal è il direttore stabile
della sinfonica, Zukernik dirige l'orchestra da camera ..... insomma in questa
città ci sono cinque direttori d'orchestra stabili, tutti ebrei. Si tratta di una
mafia? " e Baremboim risponde: " Certamente si tratta di una mafia! Però, che
ottima mafia!".
Cosa può dirmi della sua professione che la
porta a dirige orchestre nei teatri di tutto il mondo?
Ogni luogo è
un'emozione diversa, io credo che la nostra non sia solamente una professione
ma una missione. Purtroppo quando siamo giovani abbiamo forze enormi e non
abbiamo abbastanza lavoro, invece con il passare degli anni le forze
diminuiscono e il lavoro aumenta. Avremmo bisogno di 16 mesi in un anno e non
possiamo sempre dire di sì perché proprio non abbiamo il tempo. E invece alcuni
non capiscono la situazione e credono che diciamo di no perché siamo arroganti!
So di alcuni colleghi
che ricevendo offerte migliori hanno preferito annullare gli impegni già presi.
È una cosa che non si fa. Bisogna mantenere la parola data e non cancellare
perché pagano meglio da un'altra parte anzi, a volte, quando si capisce che è
importante farlo, per dare un aiuto, bisogna lavorare anche senza essere
pagati. Io ho una famiglia e tre figlie, quest'anno mia figlia entrerà
nell'esercito e non potrò starle vicino come vorrei. Viviamo sempre in albergo
e anche se si tratta di buoni alberghi non sono mai come la tua casa. Hai solo
una valigia. Io ho due case una a Berlino e una in Israele e tutte le mie cose
sono sparpagliate.
L'anno passato ho
trascorso in Israele 90 giorni ed è stato un anno molto fortunato, il prossimo
forse solo 50 giorni e non potrò esserci per le feste. La vita privata ne
soffre moltissimo. La musica classica non è una professione bisogna prenderla
come una missione.
Come israeliano si sente in qualche modo di
rappresentare il suo paese all'estero? Cosa pensa di quei colleghi che
pubblicamente criticano Israele?
Dal punto di vista
culturale e musicale, la mia risposta è sicuramente sì. Io sono un sabra, un
israeliano al 100% e non cambierò mai nazionalità. La Germania avrebbe
interesse che io prendessi la nazionalità tedesca perché sono un direttore
stabile. Io non lo farò mai, e tra l'altro per mio padre una cosa del genere sarebbe
stata come la fine del mondo.
Io sono sionista
perché Israele è l'unico luogo al mondo per gli ebrei, non ce n'è un altro.
Neppure posti come l'Italia o gli Stati Uniti dove la popolazione ci tratta
bene, possono essere la nostra vera patria.
Sicuramente tu vorrai
sapere quello che penso di certi colleghi che rilasciano dichiarazioni critiche
nei confronti di Israele pur vivendo all'estero.
Io non credo che sia
bello e corretto che chi da anni non vede la patria e che non ha più contatti
con la realtà dell'israeliano medio rilasci dichiarazioni critiche. E' troppo
comodo! E molto brutto l'atteggiamento di certi israeliani che vivono
all'estero e che per fare i moderni criticano Israele e dichiarano che Israele
dovrebbe fare la pace. Nessun israeliano vuole la guerra, io non conosco
nessuno che non voglia la pace. Una simile persona non esiste!
Noi vogliamo la pace
però non vogliamo morire! Io penso che chi vuole criticare dovrebbe vivere la
realtà del posto con la sua famiglia e con i suoi figli che vanno nell'esercito.
La mia famiglia e le mie figlie vivono in Israele e io passo in Israele ogni
minuto libero che la professione mi lasci.
Maestro, se dovessero invitarla a dirigere un
concerto nei paesi musulmani lei accetterebbe?
Prima di tutto dovrei
ottenere un visto e già questo potrebbe rappresentare un ostacolo. Per i
talebani, ad es., tutta la musica è proibita. Io personalmente non avrei alcuna
difficoltà ad andare in un luogo che riconoscesse al popolo di cui faccio parte
il diritto ad avere una patria. Dirigerei un'orchestra in qualsiasi nazione che
riconosce lo Stato di Israele e che ha relazioni ufficiali con Israele. Non
dirigerei in un paese che non riconosce il nostro diritto ad esistere.
Dopo Auschwitz basta!
Basta! Dirigerei ad Amman o al Cairo ma non è la stessa cosa che dirigere a
Teheran. Se oggi accettassi un eventuale invito in Iran legittimerei la loro
politica nei confronti della mia patria. È chiaro che nelle condizioni attuali
la mia risposta sarebbe no.
Lei è nato in Israele, vi ha trascorso la
giovinezza?
Sono nato e ho
studiato a Tel Aviv. Mio padre era un russo lituano e mia madre ucraina. A casa
quando ero bambino si parlava principalmente inglese, russo ed ebraico e mia
madre parlava molto bene anche il francese, a me come giovane israeliano
interessava soltanto l'ebraico però capisco ancora perfettamente il russo che
era l'idioma di mia nonna.
Per un musicista le
lingue più importanti sono l' italiano e il tedesco e anche il francese, non si
può dirigere un'orchestra senza capire le parole dell'Opera, semplicemente non
si può. Bisogna capire il significato. Mio padre era un dirigente di
investigazione penale della polizia israeliana, aveva studiato in America e in
Inghilterra ed è stato il primo ad utilizzare la Macchina della verità. Da
giovane sono stato militare nell'esercito israeliano per quattro anni e, quando
avevo 23 anni, ho fatto la guerra dello Yom Kippur. Non sono autorizzato a dire
né dove né in quale corpo ma posso dire che è stata un'esperienza terribile.
Della guerra ho visto
tutto! Tutto! Non ne voglio parlare, non voglio ricordare! Purtroppo non credo
che sarà la nostra ultima guerra. Sicuramente no.
Ora la mia famiglia
vive a Giaffa e io, ogni volta che torno in Israele, faccio la spesa nei negozi
arabi e non ho mai avuto problemi con loro. In Israele c'è libertà per tutti .
Ognuno può vivere come vuole e , a parte la violenza, ognuno può fare ciò che
vuole. Per cinque anni con il governo Olmert abbiano avuto un ministro della
cultura musulmano, e in Finlandia, dove sono andato recentemente ho incontrato
l'ambasciatore israeliano che è un arabo. Io sono molto felice di questo!
Un anno fa in Israele ho visitato i genitori
dei soldati rapiti nel 2006. Con la mamma di Ehud Goldwasser ci eravamo
scambiate l'augurio di rivederci quest'anno insieme a suo figlio. L'estate
scorsa ho incontrato di nuovo il papà di Gilad Shalit, cosa pensa della
condizione del giovane soldato del quale non si sa più nulla?
Quello che Hamas sta
facendo a Gilad Shalit e alla sua famiglia non ha alcuna giustificazione
politica e va contro tutte le convenzioni internazionali.
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