Amici della Terra denuncia l'approssimazione e l'inadeguatezza del scelte del governo
L'articolo 29 del decreto anticrisi del Governo italiano fa infuriare gli ambientalisti. Con esso, denuncia Amici della terra, "il governo rende di fatto impraticabile l'erogazione degli incentivi per l'efficienza energetica e le fonti rinnovabili". Sotto tale l'articolo, infatti, vengono messe in discussione le detrazioni del 55% sul risparmio energetico, previste dalla legge 27 dicembre 2006.
Il bonus non è più automatico per le spese sostenute successivamente al
31 dicembre 2007: i contribuenti dovranno inviare un'istanza
all'Agenzia delle entrate, che accorderà le detrazioni solo fino al
limite della spesa complessiva di 82,7 milioni di euro per l'anno 2009,
185,9 milioni di euro per l'anno 2010 e 314,8 milioni per l'anno 2011,
seguendo l'ordine cronologico di arrivo e secondo il principio del
silenzio - dissenso: se entro 30 giorni dalla domanda il richiedente
non avrà ricevuto risposta la richiesta dovrà ritenersi respinta.
Ciò
significherà che almeno 9 su 10 tra cittadini e imprese che hanno già
sostenuto nel 2008 spese per il risparmio energetico, facendo
affidamento sulla detrazione prevista del 55%, dovranno accontentarsi,
invece, di una detrazione del 36% e con un tetto di spesa fissato a 48
mila euro (cifra ben inferiore al massimo di 181.818 euro
precedentemente previsto).
Con
buona pace dei programmi finanziari che quei cittadini e quelle imprese
aveva fatto.
Per il futuro ci si potrà presumibilmente attendere che molti di coloro
che intendevano iniziare lavori di risparmio energetico rinunceranno,
dal momento che le spese dovrebbero essere affrontate con scarse
speranze di ottenere l'incentivo.
Ciò significa,
innanzitutto, che vi sarà inevitabilmente un contraccolpo per tutte
quelle aziende che lavorano o hanno investito nel settore. Inoltre,
saranno messi in discussione tutti quegli interventi privati
(l'istallazione di impianti fotovoltaici, la riqualificazione
energetica degli edifici, l'adeguamento delle caldaie a consumi minori)
che sarebbero andati a vantaggio non solo del singolo (basti pensare
alla diminuzione del consumo di energia e dell'inquinamento) con costi
contenuti per la collettività.
Amici della terra
ha sottolineato come ciò renda "manifesta l'inadeguatezza della
politica ambientale ed energetica del governo e l'approssimazione delle
misure anticrisi", discostandosi così l'Italia notevolmente
dall'obiettivo del 20% di efficienza energetica per il 2020 posto dal
pacchetto energia della Eu.
CLAUDIO TAMBURRINO
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