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Efficienza energetica e fonti rinnovabili: il governo mette un freno agli incentivi PDF Stampa E-mail
martedì 02 dicembre 2008
fonti_rinnovabili.jpgAmici della Terra denuncia l'approssimazione e l'inadeguatezza del scelte del governo
 
L'articolo 29 del decreto anticrisi del Governo italiano fa infuriare gli ambientalisti. Con esso, denuncia Amici della terra, "il governo rende di fatto impraticabile l'erogazione degli incentivi per l'efficienza energetica e le fonti rinnovabili". Sotto tale l'articolo, infatti, vengono messe in discussione le detrazioni del 55% sul risparmio energetico, previste dalla legge 27 dicembre 2006.
 
Il bonus non è più automatico per le spese sostenute successivamente al 31 dicembre 2007: i contribuenti dovranno inviare un'istanza all'Agenzia delle entrate, che accorderà le detrazioni solo fino al limite della spesa complessiva di 82,7 milioni di euro per l'anno 2009, 185,9 milioni di euro per l'anno 2010 e 314,8 milioni per l'anno 2011, seguendo l'ordine cronologico di arrivo e secondo il principio del silenzio - dissenso: se entro 30 giorni dalla domanda il richiedente non avrà ricevuto risposta la richiesta dovrà ritenersi respinta.
 
Ciò significherà che almeno 9 su 10 tra cittadini e imprese che hanno già sostenuto nel 2008 spese per il risparmio energetico, facendo affidamento sulla detrazione prevista del 55%, dovranno accontentarsi, invece, di una detrazione del 36% e con un tetto di spesa fissato a 48 mila euro (cifra ben inferiore al massimo di 181.818 euro precedentemente previsto).
 
Con buona pace dei programmi finanziari che quei cittadini e quelle imprese aveva fatto. Per il futuro ci si potrà presumibilmente attendere che molti di coloro che intendevano iniziare lavori di risparmio energetico rinunceranno, dal momento che le spese dovrebbero essere affrontate con scarse speranze di ottenere l'incentivo.
 
Ciò significa, innanzitutto, che vi sarà inevitabilmente un contraccolpo per tutte quelle aziende che lavorano o hanno investito nel settore. Inoltre, saranno messi in discussione tutti quegli interventi privati (l'istallazione di impianti fotovoltaici, la riqualificazione energetica degli edifici, l'adeguamento delle caldaie a consumi minori) che sarebbero andati a vantaggio non solo del singolo (basti pensare alla diminuzione del consumo di energia e dell'inquinamento) con costi contenuti per la collettività.
 

Amici della terra ha sottolineato come ciò renda "manifesta l'inadeguatezza della politica ambientale ed energetica del governo e l'approssimazione delle misure anticrisi", discostandosi così l'Italia notevolmente dall'obiettivo del 20% di efficienza energetica per il 2020 posto dal pacchetto energia della Eu.

CLAUDIO TAMBURRINO

 




Commenti (1)
02-12-2008 16:58
vergognoso
Se le cose stanno così è una vergogna! 
O ... peggio ancora ... che ci sia la folle idea di spingere ancora su l'anacronistico nucleare di fronte ad un mondo che va verso una rete globale di microproduttori e risparmio energertico? 
 
Ernesto
Scritto da Ernesto Pascotto

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