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Regione Sardegna: Il Governatore Soru si dimette, crisi profonda nel Pd PDF Stampa E-mail
mercoledì 26 novembre 2008
soru_governatore.jpgA pochi mesi dalla scadenza naturale del suo mandato il Governatore della Regione Sardegna Renato Soru si è dimesso dal suo incarico dopo che il Consiglio regionale ha bocciato a scrutinio palese (55 no, 21 sì) un emendamento voluto dallo stesso presidente a un articolo della legge urbanistica in corso di approvazione. La circostanza ha rappresentato il gocciolone che ha fatto traboccare il vaso.
 
"E' un momento critico in cui tutti siamo chiamati a dare la nostra parte migliore. Ma pur nella consapevolezza di questo momento, credo sia la cosa migliore per i sardi chiarire subito lo stato della maggioranza cui hanno dato fiducia finora e come possa terminare la legislatura, in che modo e come affrontare il futuro. Per questo utilizzo questa comunicazione in Aula per annunciare le mie dimissioni». Così Soru, intervenendo in Aula dopo la bocciatura ha espresso l'intenzione di dimettersi, non per "un dissenso solo sul merito della legge ma soprattutto per "una mancanza di fiducia forte fra il presidente e la sua maggioranza".
 
"Ho riflettuto sul fatto di essere un presidente eletto direttamente dai sardi - ha detto Soru. Ma non si può governare senza una forte maggioranza in Consiglio regionale, tanto più che abbiamo davanti la discussione della finanziaria, l'ultima della legislatura. Mi sono riletto la legge statutaria e ho riflettuto su cosa sia più utile per la Sardegna e non più utile per me. Pur nella consapevolezza del momento difficile nel mondo, in Italia e in Sardegna, credo che la cosa migliore per i sardi sia chiarire immediatamente lo stato della maggioranza alla quale hanno dato fiducia fino a oggi".
 
Chiarimento che dovrà avvenire entro trenta giorni. Infatti, incontrando brevemente i giornalisti dopo aver consegnato al presidente del Consiglio regionale Giacomo Spissu la lettera formale di dimissioni, Renato Soru ha spiegato che "la legge statutaria prevede un periodo di 'raffredamento' (30 giorni per confermare le dimissioni, ndr), seguito da un dibattito in Aula (tra 20/o e 30/o giorno): abbiamo tutto il tempo - ha spiegato - per riflettere e verificare il patto e utilizzeremo a pieno le norme di legge".
 
Sottolineando di aver fatto una scelta consapevole ("non occorre governare a tutti i costi") e non frutto di un gesto d'impeto, Soru ha parlato di "percorso di coerenza con il programma di governo, con cui ci siamo presentati agli elettori". Coerenza che rischiava di venir meno e da qui la decisione di "segnare un distacco dalla maggioranza". "In quattro anni e mezzo - ha osservato - è successo di tutto: consiglieri eletti con questa maggioranza che hanno cambiato schieramento, la caduta del governo Prodi che ha avuto riflessi negativi anche sulle vicende politiche sarde, la nascita storica del Pd e il confronto con gli alleati. In questo quadro politico diverso, che ha generato delle difficoltà, erano necessari una verifica e un confronto sul patto che ci ha visti metterci insieme nel 2004".
 
Il presidente Soru presenterà le dimissioni formalmente domani: saranno efficaci entro 30 giorni. Dal 21esimo al 30esimo giorno di questo periodo l'Assemblea sarda potrà discutere le dimissioni. Se non ci saranno ripensamenti del presidente, il Consiglio sarà sciolto e le prossime elezioni, già previste in primavera per la naturale scadenza della legislatura, dovranno tenersi entro sessanta giorni.



Commenti (1)
26-11-2008 14:59
vergogna
il presidente Soru ha tutta la mia solidarietà! è veramente difficile lavorare con un gruppo di asini quali sono i politici sardi mi vergogno di essere sarda. Forza presidente non ci abbandoni in mano a questi!!
Scritto da raffaela

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