 "Sento molti pronti a spargere a profusione parole come 'legalità e 'valori costituzionali', pochi disposti a considerare in concreto lo spirito e la lettera della Costituzione che finalizza la pena al reinserimento nella societaà del condannato, a partire dal caso esemplare di Francesca Mambro".
Lo afferma Emma Bonino, vicepresidente del Senato, a proposito delle dichiarazioni di condanna da parte di esponenti politici alla concessione della libertà condizionale a Francesca Mambro.
"La sentenza del Tribunale di Roma lo ha fatto, nel rispetto delle leggi in vigore
nel nostro Paese oltre che della Costituzione. Ma i giustizialisti,
quelli che 'le sentenze vanno sempre rispettate' - prosegue -, in
realtà rispettano solo quelle che condannano, arrestano e detengono,
come quella per la strage di Bologna per la quale la vergogna, lo dico
anche al Sindaco Cofferrati, non sta nella 'liberazione' di una
'colpevole', ma in una sentenza di condanna che è stata la pietra
tombale sulla verita' dei fatti per i quali i veri colpevoli sono
ancora in circolazione".
"Segnalo
infine - conclude la vicepresidente di Palazzo Madama -, che, secondo
le norme penali e penitenziarie vigenti, Francesca Mambro ha scontato quasi 30 anni in
condizione di privazione della libertà, tra carcere speciale, lavoro
esterno al carcere e detenzione domiciliare. Sono rari, se non
inesistenti, i casi di condannati per terrorismo che abbiano espiato
tanti anni di detenzione quanti ne ha espiati la Mambro, anche per
fatti di cui si è assunta la responsabilità morale pur non avendoli
materialmente commessi".
Francesca Mambro dal 1998 fa parte dell’associazione Nessuno tocchi Caino.
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