Nonostante
la situazione dell'Alitalia sia davvero drammatica, Fiumicino si sta
trasformando nell'unico luogo di lotta e di opposizione alla faciloneria e
all'abuso messi in atto dal governo e dai suoi amici. Continuano i presidi dei
dipendenti, ma continuano anche i voli, a dispetto di tutte le più nefaste
analisi.
Il
baratro.
A sentire i media, i lavoratori dell'Alitalia sarebbero sull'orlo di un
precipizio a causa del ritiro dell'offerta da parte della Compagnia Aerea
Italiana, un gruppo di affaristi costituitosi per l'occasione e - come dicevamo
nel precedente commento - senza nessuna esperienza di volo a parte il famigerato
Roma Linate del mattino e relativo rientro. Eppure a sentire le grida di gioia a
Fiumicino, alla notizia della rottura e/o sospensione della trattativa, non si
direbbe che i dipendenti Az si sentissero già nel baratro. La verità è che la
notizia è parsa ai lavoratori del settore come la fine di un ricatto: siete
prossimi alla bancarotta, vi salviamo noi a patto che rinunciate al vostro "esoso"
stipendio, che lavoriate più di prima, che rinunciate a ferie e riposi.
Un film
già visto.
Rischiando poche migliaia di euro, la Cai (Compagnia avvoltoi italiani, come
l'hanno ribattezzata hostess e steward) era pronta dunque a un effimero
salvataggio, che sarebbe stato seguito dall'ultimo assalto ai pochi brandelli
di carne ancora attaccati all'osso. Ma stavolta non è andata, forse perché i
dipendenti Az erano memori dell'ultimo (solo in ordine di tempo) sciacallaggio:
nel 2005, sempre in nome di una crisi e sempre con il paventato rischio di
fallimento, sindacati e azienda avevano firmato uno dei peggiori contratti
della storia della compagnia di bandiera, secondo solo a quello precedente, che
vide la fusione di Alitalia con la propria figlia low cost, Alitalia Team. Tre
anni fa il "salvatore" era Giancarlo Cimoli che, reduce da un'esperienza non
proprio gloriosa nelle Ferrovie dello Stato (che però gli era valsa già quasi 7
milioni di euro di liquidazione), in qualità di presidente e Ad di Alitalia
poté dichiarare al fisco 2 milioni e 700mila euro per il 2006 (cioè
l'equivalente di quello che guadagnano duecento dipendenti della compagnia): dopo
l'ennesima crisi Az, che il dott. Cimoli aveva tutt'altro che risolto, lo
stesso fu liquidato con altri 5 o 8 milioni (non si è mai capito). Tanto per
gradire. Tanto per fare un esempio e per dire: in Alitalia, i sacrifici dei
dipendenti sono serviti e servono a pagare stipendi e liquidazioni dei
dirigenti, da sempre.
I
privilegi.
Fatto questo breve preambolo sulla cronaca e sul recente passato, addiveniamo
al vero, ma pretestuoso nodo dell'intera vicenda: i benefit delle categorie di
volo. L'opinione pubblica viene oggi - come da sempre - bombardata di
informazioni sui presunti privilegi delle categorie di naviganti, di modo che
le loro proteste siano mal viste e i loro rifiuti mal tollerati. Si parla di
stipendi d'oro, di grandi alberghi e di auto blu per l'accompagno a casa. E poi
ci sono i biglietti aerei gratis per tutti i dipendenti! Posto che è
impossibile immaginare che un ferroviere o un marittimo paghino il biglietto
quando viaggiano privatamente o che l'autista dell'Atac timbri il biglietto, si
consideri anche che il dipendente Az parte soltanto quando c'è posto e spesso
infatti non parte proprio, tanto che prende altri mezzi di trasporto per le
proprie vacanze. Ma c'è da sfatare qualche altro mito.
Intanto si tenga sempre a mente che
l'aeroplano non è esattamente un autobus e che i rischi del volo non sono
esattamente quelli che si corrono impastando farina.
Detto questo, i "naviganti" del servizio
aereo, sull'aereo, passano un terzo della propria vita, mentre un altro terzo
lo passano a dormire (come tutti), ma non a casa, bensì in un albergo, dove si
sveglieranno per orario o per fuso orario a orari impossibili (un tempo c'era
un'indennità per il lavoro notturno: tranquilli, non c'è più). Prendono
servizio alle 4,30 del mattino per fare tre quattro cinque voli al giorno
(c'era un'indennità quando si superavano le 3 tratte giornaliere: tranquilli,
non c'è più neanche questa). Ad ogni modo la loro giornata lavorativa, il più
delle volte, dura dodici ore e se dura più del previsto non c'è straordinario
(un tempo c'era, ma oggi via pure quello!); comunque non finisce a casa, questa
giornata lavorativa: finisce in un albergo, appunto. Che sia di tre o quattro
stelle può fare la differenza...
Forse non tutti sanno che, inoltre, i
"naviganti" del servizio aereo sono sottoposti ogni anno a un check up medico
completo e da qualche tempo anche a una visita - anch'essa annuale - per
valutare gli effetti delle radiazioni cosmiche, con relativa mappatura dei nei
(si stima che, per radiazioni subite, una Roma-New York equivalga a una
mammografia, tanto per intenderci); nonché a vaccini e profilassi di tutti i
tipi (febbre gialla, tifo, epatite, malaria), alcuni dei quali obbligatori,
altri fortemente consigliati, altri ancora inutili (l'antimalarica, per
esempio, non serve a un granché, perciò è sostituita da Autan e incrocio di
dita), perché i "naviganti" vanno spesso e... mal-volentieri in zone ad alto
rischio di malattie infettive. Altri luoghi caldi e non solo per le temperature
dove i nostri sono "spediti", con rischi annessi e connessi? Tel Aviv, Teheran,
Algeri, Beirut, Lagos, Accra, Caracas... Qualche volta si dorme direttamente in
aeroplano, tanti sono quei rischi, altre volte si finisce barricati... ma in un
grande albergo. Se vanno in posti "tranquilli", come Buenos Aires o Los Angeles
- soltanto il volo dura 13 ore - se ne stanno nel grande albergo non più di 48
ore (con 6 o 9 ore di fuso) e pronti per il ritorno!
Quando hanno la fortuna di rientrare indenni
da queste vere e proprie missioni, c'è una macchina con autista (pagata da loro
stessi, con detrazione sulla busta paga) che li riporta a casa: quasi sempre
vero. Piloti e hostess di Milano, per esempio, non hanno questo "privilegio",
infatti più d'uno si è schiantato contro i guard rail della tangenziale
meneghina o della Milano-Laghi, mentre "cercava" di tornare a casa, stravolto
da sonno e stanchezza...
Continua. Per non tediare
ulteriormente i lettori sulle sorti di questi lavoratori dell'aria, il cui
bell'aspetto non testimonia quasi mai quello che c'è dietro (del resto sono
addestrati per nascondere ai passeggeri ogni tipo di problematica e per farli
volare in serenità), rimandiamo a una prossima puntata di questa telenovela
Alitalia in cui i cattivi sembrano sempre loro, quelli che gli aerei li fanno
volare, e i "buoni", come anche la storia ci insegna, coloro i quali vogliono
salvarli dal baratro.
MOSQUITO
Commenti (9)
04-11-2008 13:12
guerre fra poveri
L'opinione pubblica non ha notato che la politica negli ultimi anni ha fatto di tutto per affossare le imprese pubbliche come Gruppo Fs,Gruppo Alitalia,Gruppo Poste etc...per poi permettere di comprarle a poco prezzo ai loro "amici" come ad esempio la Telecom alias Sip da Tronchetti Provera,etc...ma la colpa è sempre di chi ci lavora...non si indignano però dei manager liquidati con una grande quantità di soldi pubblici e che hanno fatto di tutto per peggiorare il servizio erogato e gonfiare di nullafacenti gli uffici delle varie imprese...lasciamo perdere...
22-09-2008 11:02
guerre fra poveri
chiedo scusa ai marittimi se ho ritenuto "impossibile immaginare che paghino il biglietto", infatti continuo a pensare che dovrebbero non pagarlo o pagarlo ridotto... Confermo tutto il resto dell'articolo, mosquito
21-09-2008 19:16
Guerre fra poveri
Sono allibito dalla guerra fra poveri che sta scatenando la vicenda Alitalia. Quando un lavoratore fa delle rivendicazioni le fa,come dovrebbe essere intuitivo per tutti,basandosi su quello che e' il mercato internazionale del lavoro. Il paragone va fatto solamente con i lavoratori che svolgono le medesime funzioni negli altri paesi europei; ad esempio la questione dei biglietti gratis e' evidentemente pretestuosa dato che TUTTE le compagie aeree del mondo(ripeto:del mondo)offrono biglietti al 90% e a volte gratis senza diritto di prenotazione ai propri dipendenti. Perche' in Alitalia dovrebbe essere diverso da Iberia,Air France,Lufthansa,KLM etc etc? E inoltre:come ho detto "non c'e'" diritto di prenotazione quindi in realta' questo benefit non va a pesare sui bilanci delle compagnie (se arriva un pagante a tariffa piena scendi dall'aereo). Per il contratto di lavoro per favore informatevi su quali sono le condizioni di un assistente di volo o di un pilota Air France,Lufthansa o KLM e vedrete che noi stiamo un po' peggio di tutti loro. Due esempi:alla KLM e in moltissime altre compagnie l'assistente di volo sceglie quanto lavorare in un mese (naturalmente se lavora di piu' guadagna di piu' e vicevaersa); invece noi non possiamo.Secondo:i piloti Alitalia hanno chiesto addirittura che venisse tradotto il contratto Lufthansa e che fosse applicato qui da noi;e ci guadagnerebbero ve lo assicuro. Per il marittimo che si lamenta gli suggerisco,invece di richiedere che "agli altri" vengano levati dei benefit considerati normali in tutto il mondo,pensi a vedere se i suoi colleghi europei ne beneficiano e se si' lotti per ottenerli;noi saremmo con lui. Se preferisce invece il mal comune mezzo gaudio alla lotta faccia liberamente.
21-09-2008 16:35
Guerre fra poveri
turnista grazie, ciò non toglie che è sbaglaito il vostro comparare i due settori. Ci metterei la firma io a stare al vostro posto. Sai quanti marittimi hanno contratto la malaria? Sai quanti giorni facciamo noi lontano da casa, dormendo altro che in alberghi a 3 stelle? Sai che dopo 8 mesi d'imabarco veniamo licenziati? Sai che da noi il posto fisso non esiste? Quindi difendete i vostri privilegi, fate benissimo, ma non lamentatevi piu di tanto e soprattutto non paragonatevi ad altri settori. Ho provato a fare il biglietto on line, quel volo non lo trovo, forse si prenota solo all'aereoporto!! Non solo poi a Lagos rischiamo la Malaria, ma appena esci ci sono gli attacchi dei pirati. QUINDI FIDATEVI, LOTTATE PER I VOSTRI DIRITTI E ALCUNI PRIVILEGI, MA ATTENZIONE NON FATE PARAGONI.
21-09-2008 13:12
PER NANDO
LAGOS AZ844 FREQUENZA TRISETTIMANALE 2-4-5
21-09-2008 12:26
fate bene a parlarne ma ........
La Malaria, la febbre gialla....... Sapete quanto guadagna un marittimo? Molto ma molto meno (basta che prendete il nostro CCNL lo vedete). Siamo in quei posti per giorni, no ore. Subiamo attacchi dai pirati. Ma non solo nessuno ci riporta a casa, e come detto da altri a volte non ci rimborsano, ma SIAMO PRECARI A VITA, SENZA ALCUNA SICUREZZA DEL FUTURO. I privilegi li avete, fate bene a difenderli, ma secondo me è meglio che ora ci passiate sopra e quando tutto torna al meglio richiederli. Certo con il privato ( e noi ne sappiamo qualcosa, Aponte è un armatore signori cari) non è lo Stato se non credete fate un giro qui www.sindacatomarittimi.eu e nel forum, scoprireste realtà che non conoscete.........
21-09-2008 12:19
fate bene a parlarne ma ........
Lagos l'alitalia? Ma quanti anni fa?
21-09-2008 12:13
non facciamo confusione
Un conto è l'autista dell'Atac che non paga il biglietto. Un conto è un viaggio aereo
21-09-2008 12:11
Menzogne
Io sono un ufficiale della Marina Mercantile. Tolto che abbiamo anche noi molti vostri problemi, sia chiara una cosa. NOI PAGHIAMO IL BIGLIETTO SE VOGLIAMO VIAGGIARE IN NAVE, ma non solo paghiamo se vogliamo avere la visita dei nostri familiari a bordo. Quindi con tutto il rispetto, lasciate fuori questi paragoni. Per info, non sempre ci rimborsano le spese per andare a raggiungere la nave. Saluti a tutti
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