"Vi porteremo ovunque, tranne che a
destinazione". Parafrasando un vecchio adagio pubblicitario, potrebbe essere
questo il nuovo slogan della Compagnia Aerea Italiana, che si appresta a
condurre in porto il commissariamento della povera Alitalia. Ce ne fosse uno,
infatti, tra quelli che si occupano della scottante faccenda, che s'intenda di
trasporto aereo.
Da un lato c'è il solito premier trionfalista
che, dopo aver equiparato aeroplani e monnezza con una certa disinvoltura, già
esulta nella certezza che l'operazione stia andando a buon fine. Dall'altro la tanto minacciata "cordata" che
finalmente si è palesata e già fa capire che "o così, o così", mentre a bordo
della flotta AZ si scherza amaro: "La cordata è quella che ci stanno girando
intorno al collo".
Da qualche parte, lontano, più o meno
astratti nelle loro dichiarazioni di fuoco, i sindacati confederati, che
valutano quale tipo di vaselina forniranno ai lavoratori nel momento in cui
prenderà corpo il piano cordata-commissario-governo... e scusate la volgarità.
In mezzo, come sempre, come mai? I lavoratori
appunto - quelli che gli aerei, da più di sessant'anni, li fanno volare. E che
li hanno fatti volare con qualunque gestione e persino in assenza di una gestione
come in questi ultimi tempi!
Buona e cattiva compagnia, si va dicendo: e
uno immagina, che buoni siano quelli che una compagnia aerea la fanno andare da
A a B e, possibilmente, viceversa. E, sempre possibilmente, senza incidenti.
Cattivi dovrebbero essere invece quelli che, mentre la compagnia vola,
organizzano o hanno organizzato un po' di affarucci collaterali, si inventano o
hanno inventato appalti milionari, spendono e comprano insomma altre cose che
non siano aerei oppure aerei che altre compagnie magari dismettono. Buoni
insomma quelli che lavorano e cattivi quelli che hanno mangiato e mangiano
senza riuscire mai a far decollare... un bilancio da svariati anni a questa
parte.
Sarebbe troppo semplice questa
contrapposizione. Invece, cattivi sono sempre i dipendenti, non i dirigenti
delle vecchie gestioni. Cattivi sono i piloti e le hostess che vanno nei grandi
alberghi e li vanno a prendere sotto casa. Cattivi sono gli assistenti di volo
stagionali che hanno lavorato per anni senza ferie, senza tutele e che non
verranno richiamati a lavorare. Cattivi i dipendenti tutti, che da domani
pagheranno due volte: come lavoratori e come contribuenti.
In questi giorni in cui i giornali parlano
del cielo più di quanto ne parli il Papa nelle sue arringhe medievaliste,
nessuno o quasi ha puntato il dito contro le passate amministrazioni o le
nomine politiche di tutti gli staff dirigenziali. Sempre e solo di quelli che
volano, si parla. O di quelli che, pur non volando, fanno in modo che gli aerei
stiano per aria senza problemi...
Adesso che è troppo lontana, la proposta di
Air France - pur condotta in un'atmosfera sospetta e senza una reale presenza
del Governo - sembra proprio che fosse tra le meno peggio (oggi lo sostiene
persino il figlio del presidente in pectore di AZ Colaninno) e non è un caso
che appena girò la voce (fonte: www.assitentidivolo.org) di un appello perché
AZ si accordasse con il vettore d'oltralpe, più di un quarto degli assistenti
di volo lo sottoscrisse in due giorni (molti di loro stracciando la tessera
sindacale, c'è da aggiungere).
Infatti Air France ritorna lo stesso e,
forse, si prenderà anche un pezzo più succoso e meno impegnativo. Poi ci sono
Lufthansa e anche British Airways. E Airone, che non s'è mai mossa da dov'era,
con tutti i suoi debiti da ripianare che verranno inglobati nella crisi AZ,
come da principio era già prevedibile.
Per farla breve, i voli e le destinazioni
della ex compagnia di bandiera se li divideranno in quattro o cinque vettori,
piuttosto che in due... Nonostante che basterebbe andare a guardarsi un po' di
tabelle (fonte: www.sdlintercategoriale.it)
per rendersi conto che "il mercato italiano è molto appetibile ed ha una
previsione di sviluppo molto più alta degli altri Paesi europei, che il numero
dei lavoratori Alitalia rispetto agli aerei è assolutamente più basso di quello
dei competitori stranieri e che la produttività è molto più alta sia rispetto
agli aerei in flotta, sia nei confronti del fatturato".
Ma questa non è materia per imprenditori che
in genere si occupano di edilizia, di concessioni pubbliche o di abbigliamento
e che per "salvare" Alitalia rischiano trecento milioni di euro (Air France
aveva offerto sei volte tanto). Né tanto meno di quelli che hanno portato
un'azienda importantissima alla bancarotta, che sono oggi a far danni altrove,
senza che su di loro ricada la minima responsabilità.
Questo è il paese delle libertà, del resto.
Libertà di farla franca, sempre. E di farla pagare a qualcun altro. Sempre.
Commenti (1)
06-09-2008 09:48
disgusto
sono disgustata dal comportamento dei nostri amministratori politici, sindacali, aziendali ecc.ecc. pensano solo e soltanto a far affari calpestando gli altrui diritti senza rispetto per gli esseri umani che non siano i loro congiunti, amici e conniventi. vergogna, vergogna
Scrivi
Commenti ritenuti offensivi o spam verranno eliminati.
Nuova Agenzia Radicale - Supplemento telematico quotidiano di Quaderni Radicali
Direttore Giuseppe Rippa, Redattore Capo Antonio Marulo, Webmaster Ernesto Crocetti
Iscr. e reg. Tribunale di Napoli n. 5208 del 13/4/2001 Responsabile secondo le vigenti norme sulla stampa: Danilo Borsò