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 È dal 4 luglio in corso a Montecatini Terme il primo Congresso del Partito Socialista italiano cominciato ieri e che si concluderà domani. Presenti i rappresentanti di molte forze politiche di sinistra fra cui Antonella Casu, nuova segretaria del Radicali Italiani, Pasqualina Napoletano per la Sinistra Democratica e Walter Veltroni segretario del Partito Democratico.
L'ingresso del leader democratico in sala è stato accompagnato da fischi e da schiamazzi dalla platea che non gli ha perdonato la negazione dell'apparentamento alle elezioni politiche al Partito Socialista preferendo quello di Antonio Di Pietro. Il leader Democratico non ha tardato a rispondere con un intervento in cui, dopo aver riconosciuto la lungimiranza dei Socialisti che nel 1956 condannarono l'invasione sovietica dell'Ungheria a differenza del suo vecchio partito, quello Comunista, ha rilanciato tre concetti rivolti al Partito Socialista ed in generale a tutte le forze della Sinistra: nuovo dialogo, autonomia reciproca e rispetto delle identità.
La platea ha accompagnato con applausi tali dichiarazioni non facendo altrettanto nel momento in cui Veltroni ha evitato di affrontare con profondità l'argomento Di Pietro e sul perché ha deciso di concedergli uno spazio politico che sta creando non pochi problemi allo stesso Partito Democratico, limitandosi a dire che non si può criminalizzare un alleato con cui fino all'altro giorno si era seduti allo stesso tavolo del Consiglio dei Ministri.
Al leader democratico è seguito l'intervento di Mauro Del Bue, coordinatore dell' Assemblea dei Mille organizzata dai Radicali, che, richiamando le riflessioni effettuate con i Radicali durante l'assemblea di Cianciano, ha incalzato Veltroni proprio su questi errori che a suo avviso hanno contribuito ad inquinare un sistema democratico già notevolmente compromesso e che un processo di chiarificazione tra il Pd e le altre forze di sinistra può avvenire obbligatoriamente solo dopo l'ammissione degli errori compiuti che di fatto hanno estromesso i Socialisti dal Parlamento sancendone quasi la morte politica.
Pasquale Mazzarelli
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