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"Disperatamente ed in ritardo cane": Sergio Caputo torno con un romanzo aspettando il nuovo trour PDF Stampa E-mail
domenica 25 maggio 2008

sergiocaputo.jpgdi MAYA AMENDUNI

Negli anni '80 un autentico mito, a ritmo di swing e su rime a dir poco geniali, attraversava il panorama della musica italiana. Autore, compositore, musicista e interprete di successi senza tempo che hanno fatto parte della colonna sonora mentale preferita di molti italiani, Sergio Caputo torna stavolta dal suo affezionatissimo pubblico nelle vesti di scrittore.

Per la prima volta l'ideatore di brani musicali che raccontano una vita quotidiana aromatizzata di sogno e paradosso tuttora presenti, a 25 anni di distanza dal suo primo lavoro (Un sabato italiano) nella nostra memoria collettiva, ha sostituito per un attimo la voce con la penna, realizzando un particolarissimo romanzo. Non un'opera qualunque, ma un lavoro che mescola verità autobiografica e guizzi di fantasia per raccontare l'epopea di un personaggio che gli assomiglia molto. Disperatamente (e in ritardo cane), edito da Mondadori, è un libro godibilissimo, scritto con assoluta freschezza e vivacità, con ironia e sarcasmo. Si sul dire che quando un libro è bello lo si legge tutto d'un fiato. In questo caso, pur essendo quello di Sergio Caputo, un libro molto bello, va letto con calma e lentezza, per poterselo godere ed assaporare dalla prima all'ultima pagina. Le atmosfere ricreate in questo lavoro, sono quelle delle sue canzoni più famose, che hanno fatto di lui un artista di culto.

cover_caputo.jpgProtagonista del romanzo è Max Paisani, ex pop star italiana che ha fatto a pugni con il successo e si è ritirata da anni in California, torna in Italia ogni anno per una piccola tournée. Solo in quei giorni ridiventa quello di una volta, con la vecchia band e la chitarra in mano. Il giorno prima di tornare negli Stati Uniti, però, Max perde il suo passaporto. È quindi costretto a un periodo imprevisto di vacanza forzata a Roma - la sua città natale, da cui manca da venticinque anni - mentre aspetta i documenti dall'ambasciata americana. Afflitto da un pessimo rapporto con la popolarità e da altre manie (soffre di allucinazioni audio, di dechirico-fobia, ed è tormentato da un intervistatore fantasma), Max sta vivendo un periodo molto difficile della sua vita: la crisi matrimoniale, la carriera, le radici perdute, tutti problemi che lo aspettano minacciosi al suo ritorno in California. Max si ritrova a frequentare le stesse stradine di Trastevere in cui bazzicava prima di diventare una star della musica, e il suo passato, sregolato, paradossale e con ancora molte questioni in sospeso, riemerge prepotentemente. La colpa è anche del suo agente, The Rain, che gli procura uno strano ingaggio a una cena di gala dedicata a John Keats, e di Nick, equivoco personaggio specializzato in gossip, che lo coinvolge in un finto scoop da rivendere ai giornali-spazzatura, facendogli affibbiare il nomignolo di Coyote Californiano. Max si lascia guidare da queste figure e viene travolto dagli eventi. Nella sua parentesi romana accumula un fardello di problemi che si ritroverà ad affrontare così come ha affrontato tutta la sua vita: disperatamente, e in ritardo cane.

Una storia in cui Sergio si rispecchia molto, quella di un uomo, artista affermato del passato poi fuggito dal mondo del palcoscenico per dedicarsi una parentesi "umana" che, arrivato ad un certo punto della sua vita, si trova all'improvviso, a dover affrontare tutti insieme una serie di gravosi problemi. Caputo si serve della memorie e soprattutto delle emozioni condite da una calibrata dose di fiction per proporre un romanzo di vita vera, attraversato comunque dalla profonda ironia che gli compete Ecco cosa dice a proposti l'autore: " Quest'uomo si trova, come me , nella sua terra un paio di volte l'anno e una volta si ritrova intrappolato. Ricomincia a percorrere le strade di Roma e della sua vita e tramite l'agente che gli procura una marchetta, la situazione di complica molto".

 

Come hai lavorato a questo libro?

"Io sono severissimo con me stesso nello scrivere le canzoni e con il libro è stato faticosissimo perché ogni volta che mi mettevo a scrivere, rileggevo tutto quello che avevo scritto fino ad allora. Io stesso ho vissuto il personaggio come un reality show. Era il personaggio che guidava me e non il contrario".

 

Che vuol dire?

"E' una storia che sarebbe stata scritta indipendentemente da me. C'è un 70% di reality e un 30% di fiction. Quando l'ho riletto prima della pubblicazione, molte cose non me le ricordavo, a tal punto che quando sono arrivato al finale, ha sorpreso pure me".

 

Nel libro c'è molta Roma degli anni 80. Come è cambiata la città rispetto ad oggi?

"Rispetto a quella Roma io credo che siano cambiate poche cose. Anzi direi che anche negli ultimi secoli sono cambiate poche cose a Roma. Se si potesse resuscitare un antico romano e lo si portasse al Pantheon, sono sicuro che ancora si ritroverebbe, sarebbe capace di trovare la sua casa ed orientarsi con tranquillità. Forse avrebbe difficoltà per prendere un taxi, ma per il resto vedrebbe che non è cambiato nulla. Escludendo le periferie, Roma non è cambiata e non cambierà mai! Io vivo in California che è un posto atipico, una sorta di repubblica indipendente. E' una terra dove molti dei problemi di cui si dibatte qui, la sono stati già risolti, per esempio c'è convivenza tra etnie ed assoluto rispetto tra queste!"

 

Cos'è il Trinkangolo di cui parli nel tuo libro?

"E' una cosa che come il triangolo delle Bermude, ti inghiotte e sparisci. Nel mio caso era più un pentagono ed era tutta quella zona che va da Testaccio a Trastevere fino a Campo dei Fiori. Le mie serata negli anni 80 iniziavano non prima delle 11 di sera e non sapevi mai come e dove andavano a finire. Poi era importante rimuovere tutto quello che era successo entro il pomeriggio successivo perché poi si doveva ricominciare. In pratica la mattina si lavorava, il pomeriggio si dormiva e alle 11 si usciva.Le atmosfere del mio libro sono quelle del mio primo album "Un sabato italiano". La sregolatezza diventa una professione e serve midollo per essere sregolati. Eravamo fricchettoni che bevevano Champagne; lusso sfrenato con capelli lunghi e jeans strappati".

 

Perché il titolo "Disperatamente"?

"Disperatamente perché la vita è complicata, soprattutto se hai sviluppato esperienze che ti danno una sensibilità particolare e la tua vita sembra essere un po' avanti rispetto a te. C'è chi cerca se stesso. Il mio personaggio ha già trovato se stesso ma non riesce a raggiungersi. Questo romanzo è il tentativo di chiudere un cerchio".

 

A quando il prossimo libro?

"Ho tante idee in mente e questo romanzo non sarà un episodio sporadico di un cantante. Prossimamente ci sarà prima l'album, che è nel cassetto da un po' di tempo e che mi richiedono da più parti...ora sembra che per fare un tour sia necessario fare un nuovo album. Io sono 10 anni che faccio tour senza fare dischi!"

 

C'è qualcuno che dopo l'uscita del libro ti ha chiamato "Coyote californiano", come il personaggio del tuo libro?

"Per fortuna ancora no (ride ndr)! Ma non escludo che possa succedere!"

 

Che musica ascolti in questo momento?

"Se vedessi quello che c'è nel mio Ipod! Tante cose che non centrano nulla fra loro. In particolare in questo momento sento molta musica country, soprattutto quando sono in macchina da solo. Se c'è qualcun altro con me invece no, pare che a nessuno piaccia il country!"

 

Dal 1 al 20 luglio Sergio, che da anni vive in California, tornerà ancora in Italia per un vero e proprio tour musicale concernente i suoi piu' grandi successi.

 

 

 

SERGIO CAPUTO

Sergio Caputo inizia la sua carriera musicale verso la fine degli anni 70 al Folk Studio, lo storico locale di Roma in cui si e' formata parte della musica d'autore italiana. Dopo una serie di esperienze discografiche minori, nel 1983 esce il suo primo album "UN SABATO ITALIANO", da cui vengono tratti otto video a cura della trasmissione "Mister Fantasy". Questo album lo porta al successo ed e' tutt'ora un classico.
Sergio si distingue per il suo stile che affonda le radici nel jazz e spazia nei ritmi latini, ed un uso insolito e innovativo del linguaggio letterario, che a sua volta attinge dal quotidiano e dalle nevrosi metropolitane. Oggi i suoi testi vengono proposti agli studenti di varie universita' italiane e straniere come esempio di poesia contemporanea italiana.

Seguono altri 11 album piu' varie compilation, in cui Sergio non smette mai di sperimentare nuove chiavi espressive, affermandosi e maturando come autore e performer, conquistando, generazione dopo generazione, un pubblico dai gusti musicali e poetici raffinati. Partecipa al Festival di Sanremo tre volte, e negli ultimi anni torna con decisione a sonorita' jazzistiche e latine.

Fra le sue collaborazioni eccellenti si annoverano nomi come Dizzy Gillespie, Lester Bowie, Tony Scott, Mel Collins (King Crimson), Tony Bowers (Simply Red), Enrico Rava, Roberto Gatto, Roberto Nannetti, Giulio Visibelli, Ettore Bonafe, Raffaello Pareti, Danilo Rea e molti altri. Nel 1999 si trasferisce con la famiglia in California, dove vive e lavora a contatto con le sue radici musicali. Nel 2004 Sergio presenta un album strumentale dal titolo THAT KIND OF THING nel quale esordisce come chitarrista "Smooth Jazz". Nello stesso anno Sergio ritorna in Italia per un tour di grande successo. Nel 2006 Sergio presenta la sua prima raccolta "unplugged" dal Titolo "A Tu x TU"




Commenti (4)
03-06-2009 08:08
Grande Sergio
Sto leggendo il libro di Sergio e vi assicuro che ...non vedo lì\'ora ne pubblichi un altro!!!!
Scritto da Luigi Lombardi
06-08-2008 19:43
remebers & souvenires
RICORDI indelebili di una sera eccezzionale.Al teatro europa della fiera di Bologna c'era lo show di Dizzy Gillespie!Era il 1985 una bella serata organizzata dal dott Giardina(quello della doctor jazz band di Pupi Avati) per il bologna jazz 1985!Ebbi la fortuna di andare nel backstage prima e durante e alla fine del concerto e feci tante foto al mito che quella sera venne premiato con un quadro d'autore!Uscendo dal retro del backstage alle porte dell'ascensore vedo Sergio caputo con una ragazza e mi dice che aspetta Dizzy per andare in uno studio di registrazione??? allora chiesi alla girlfriend del Sergio se ci scatava una foto ricordo e ci mettemmo in posa,come i 3 moschettieri??allo sviluppo???foto mossa ??si proprio si e' mossa dalla visione??che peccato!POI per chiudere il cerch'IO???l'anno scorso arriva qui' a Phuket in Tailandia l'orchestra di Dizzy Gillespie con MOODY per il ROYAL Festival Jazz sulla spiaggia di Karon Beach e do' a loro ad alcuni di loro le copie foto di 25 anni prima???che evento!che emozioni!
Scritto da walter
06-08-2008 19:42
remebers & souvenires
RICORDI indelebili di una sera eccezzionale.Al teatro europa della fiera di Bologna c'era lo show di Dizzy Gillespie!Era il 1985 una bella serata organizzata dal dott Giardina(quello della doctor jazz band di Pupi Avati) per il bologna jazz 1985!Ebbi la fortuna di andare nel backstage prima e durante e alla fine del concerto e feci tante foto al mito che quella sera venne premiato con un quadro d'autore!Uscendo dal retro del backstage alle porte dell'ascensore vedo Sergio caputo con una ragazza e mi dice che aspetta Dizzy per andare in uno studio di registrazione??? allora chiesi alla girlfriend del Sergio se ci scatava una foto ricordo e ci mettemmo in posa,come i 3 moschettieri??allo sviluppo???foto mossa ??si proprio si e' mossa dalla visione??che peccato!POI per chiudere il cerch'IO???l'anno scorso arriva qui' a Phuket in Tailandia l'orchestra di Dizzy Gillespie con MOODY per il ROYAL Festival Jazz sulla spiaggia di Karon Beach e do' a loro ad alcuni di loro le copie foto di 25 anni prima???che evento!che emozioni!
Scritto da walter
06-08-2008 19:41
remebers & souvenires
RICORDI indelebili di una sera eccezzionale.Al teatro europa della fiera di Bologna c'era lo show di Dizzy Gillespie!Era il 1985 una bella serata organizzata dal dott Giardina(quello della doctor jazz band di Pupi Avati) per il bologna jazz 1985!Ebbi la fortuna di andare nel backstage prima e durante e alla fine del concerto e feci tante foto al mito che quella sera venne premiato con un quadro d'autore!Uscendo dal retro del backstage alle porte dell'ascensore vedo Sergio caputo con una ragazza e mi dice che aspetta Dizzy per andare in uno studio di registrazione??? allora chiesi alla girlfriend del Sergio se ci scatava una foto ricordo e ci mettemmo in posa,come i 3 moschettieri??allo sviluppo???foto mossa ??si proprio si e' mossa dalla visione??che peccato!POI per chiudere il cerch'IO???l'anno scorso arriva qui' a Phuket in Tailandia l'orchestra di Dizzy Gillespie con MOODY per il ROYAL Festival Jazz sulla spiaggia di Karon Beach e do' a loro ad alcuni di loro le copie foto di 25 anni prima???che evento!che emozioni!
Scritto da walter

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