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di MAYA AMENDUNI
Negli anni '80 un
autentico mito, a ritmo di swing e su rime a dir poco geniali, attraversava il
panorama della musica italiana. Autore, compositore, musicista e interprete di
successi senza tempo che hanno fatto parte della colonna sonora mentale
preferita di molti italiani, Sergio Caputo torna stavolta dal suo
affezionatissimo pubblico nelle vesti di scrittore.
Per la prima volta
l'ideatore di brani musicali che raccontano una vita quotidiana aromatizzata di
sogno e paradosso tuttora presenti, a 25 anni di distanza dal suo primo lavoro
(Un sabato italiano) nella nostra memoria collettiva, ha sostituito per
un attimo la voce con la penna, realizzando un particolarissimo romanzo. Non
un'opera qualunque, ma un lavoro che mescola verità autobiografica e guizzi di
fantasia per raccontare l'epopea di un personaggio che gli assomiglia molto. Disperatamente
(e in ritardo cane), edito da Mondadori, è un libro godibilissimo,
scritto con assoluta freschezza e vivacità, con ironia e sarcasmo. Si sul dire
che quando un libro è bello lo si legge tutto d'un fiato. In questo caso, pur
essendo quello di Sergio Caputo, un libro molto bello, va letto con calma e
lentezza, per poterselo godere ed assaporare dalla prima all'ultima pagina. Le
atmosfere ricreate in questo lavoro, sono quelle delle sue canzoni più famose,
che hanno fatto di lui un artista di culto.
Protagonista del
romanzo è Max Paisani, ex pop star italiana che ha fatto a pugni con il
successo e si è ritirata da anni in California, torna in Italia ogni anno per
una piccola tournée. Solo in quei giorni ridiventa quello di una volta, con la
vecchia band e la chitarra in mano. Il giorno prima di tornare negli Stati
Uniti, però, Max perde il suo passaporto. È quindi costretto a un periodo
imprevisto di vacanza forzata a Roma - la sua città natale, da cui manca da
venticinque anni - mentre aspetta i documenti dall'ambasciata americana.
Afflitto da un pessimo rapporto con la popolarità e da altre manie (soffre di
allucinazioni audio, di dechirico-fobia, ed è tormentato da un intervistatore
fantasma), Max sta vivendo un periodo molto difficile della sua vita: la crisi
matrimoniale, la carriera, le radici perdute, tutti problemi che lo aspettano
minacciosi al suo ritorno in California. Max si ritrova a frequentare le stesse
stradine di Trastevere in cui bazzicava prima di diventare una star della
musica, e il suo passato, sregolato, paradossale e con ancora molte questioni
in sospeso, riemerge prepotentemente. La colpa è anche del suo agente, The
Rain, che gli procura uno strano ingaggio a una cena di gala dedicata a John
Keats, e di Nick, equivoco personaggio specializzato in gossip, che lo
coinvolge in un finto scoop da rivendere ai giornali-spazzatura, facendogli
affibbiare il nomignolo di Coyote Californiano. Max si lascia guidare da queste
figure e viene travolto dagli eventi. Nella sua parentesi romana accumula un
fardello di problemi che si ritroverà ad affrontare così come ha affrontato
tutta la sua vita: disperatamente, e in ritardo cane.
Una storia in cui
Sergio si rispecchia molto, quella di un uomo, artista affermato del passato
poi fuggito dal mondo del palcoscenico per dedicarsi una parentesi "umana" che,
arrivato ad un certo punto della sua vita, si trova all'improvviso, a dover
affrontare tutti insieme una serie di gravosi problemi. Caputo si serve della
memorie e soprattutto delle emozioni condite da una calibrata dose di fiction
per proporre un romanzo di vita vera, attraversato comunque dalla profonda
ironia che gli compete Ecco cosa dice a proposti l'autore: " Quest'uomo si
trova, come me , nella sua terra un paio di volte l'anno e una volta si ritrova
intrappolato. Ricomincia a percorrere le strade di Roma e della sua vita e
tramite l'agente che gli procura una marchetta, la situazione di complica
molto".
Come hai lavorato a
questo libro?
"Io sono
severissimo con me stesso nello scrivere le canzoni e con il libro è stato
faticosissimo perché ogni volta che mi mettevo a scrivere, rileggevo tutto
quello che avevo scritto fino ad allora. Io stesso ho vissuto il personaggio
come un reality show. Era il personaggio che guidava me e non il contrario".
Che vuol dire?
"E' una storia che
sarebbe stata scritta indipendentemente da me. C'è un 70% di reality e un 30%
di fiction. Quando l'ho riletto prima della pubblicazione, molte cose non me le
ricordavo, a tal punto che quando sono arrivato al finale, ha sorpreso pure
me".
Nel libro c'è molta
Roma degli anni 80. Come è cambiata la città rispetto ad oggi?
"Rispetto a quella
Roma io credo che siano cambiate poche cose. Anzi direi che anche negli ultimi
secoli sono cambiate poche cose a Roma. Se si potesse resuscitare un antico
romano e lo si portasse al Pantheon, sono sicuro che ancora si ritroverebbe,
sarebbe capace di trovare la sua casa ed orientarsi con tranquillità. Forse
avrebbe difficoltà per prendere un taxi, ma per il resto vedrebbe che non è
cambiato nulla. Escludendo le periferie, Roma non è cambiata e non cambierà
mai! Io vivo in California che è un posto atipico, una sorta di repubblica
indipendente. E' una terra dove molti dei problemi di cui si dibatte qui, la
sono stati già risolti, per esempio c'è convivenza tra etnie ed assoluto
rispetto tra queste!"
Cos'è il Trinkangolo di cui parli nel tuo libro?
"E' una cosa che
come il triangolo delle Bermude, ti inghiotte e sparisci. Nel mio caso era
più un pentagono ed era tutta quella zona che va da Testaccio a Trastevere fino
a Campo dei Fiori. Le mie serata negli anni 80 iniziavano non prima delle 11 di
sera e non sapevi mai come e dove andavano a finire. Poi era importante
rimuovere tutto quello che era successo entro il pomeriggio successivo perché
poi si doveva ricominciare. In pratica la mattina si lavorava, il pomeriggio si
dormiva e alle 11 si usciva.Le atmosfere del mio libro sono quelle del mio
primo album "Un sabato italiano". La sregolatezza diventa una professione e
serve midollo per essere sregolati. Eravamo fricchettoni che bevevano
Champagne; lusso sfrenato con capelli lunghi e jeans strappati".
Perché il titolo
"Disperatamente"?
"Disperatamente
perché la vita è complicata, soprattutto se hai sviluppato esperienze che ti
danno una sensibilità particolare e la tua vita sembra essere un po' avanti
rispetto a te. C'è chi cerca se stesso. Il mio personaggio ha già trovato se
stesso ma non riesce a raggiungersi. Questo romanzo è il tentativo di chiudere
un cerchio".
A quando il
prossimo libro?
"Ho tante idee in
mente e questo romanzo non sarà un episodio sporadico di un cantante.
Prossimamente ci sarà prima l'album, che è nel cassetto da un po' di tempo e
che mi richiedono da più parti...ora sembra che per fare un tour sia necessario
fare un nuovo album. Io sono 10 anni che faccio tour senza fare dischi!"
C'è qualcuno che dopo l'uscita del libro ti ha chiamato
"Coyote californiano", come il personaggio del tuo libro?
"Per fortuna ancora no (ride ndr)! Ma non escludo che
possa succedere!"
Che musica ascolti
in questo momento?
"Se vedessi quello
che c'è nel mio Ipod! Tante cose che non centrano nulla fra loro. In
particolare in questo momento sento molta musica country, soprattutto
quando sono in macchina da solo. Se c'è qualcun altro con me invece no, pare
che a nessuno piaccia il country!"
Dal 1 al 20 luglio
Sergio, che da anni vive in California, tornerà ancora in Italia per un vero e
proprio tour musicale concernente i suoi piu' grandi successi.
SERGIO CAPUTO
Sergio Caputo
inizia la sua carriera musicale verso la fine degli anni 70 al Folk Studio, lo
storico locale di Roma in cui si e' formata parte della musica d'autore
italiana. Dopo una serie di esperienze discografiche minori, nel 1983 esce il
suo primo album "UN SABATO ITALIANO", da cui vengono tratti otto
video a cura della trasmissione "Mister Fantasy". Questo album lo
porta al successo ed e' tutt'ora un classico.
Sergio si distingue per il suo stile che affonda le radici nel jazz e spazia
nei ritmi latini, ed un uso insolito e innovativo del linguaggio letterario,
che a sua volta attinge dal quotidiano e dalle nevrosi metropolitane. Oggi i
suoi testi vengono proposti agli studenti di varie universita' italiane e
straniere come esempio di poesia contemporanea italiana.
Seguono altri 11
album piu' varie compilation, in cui Sergio non smette mai di sperimentare
nuove chiavi espressive, affermandosi e maturando come autore e performer,
conquistando, generazione dopo generazione, un pubblico dai gusti musicali e
poetici raffinati. Partecipa al Festival di Sanremo tre volte, e negli ultimi
anni torna con decisione a sonorita' jazzistiche e latine.
Fra le sue
collaborazioni eccellenti si annoverano nomi come Dizzy Gillespie, Lester
Bowie, Tony Scott, Mel Collins (King Crimson), Tony Bowers (Simply Red), Enrico
Rava, Roberto Gatto, Roberto Nannetti, Giulio Visibelli, Ettore Bonafe,
Raffaello Pareti, Danilo Rea e molti altri. Nel 1999 si trasferisce con la
famiglia in California, dove vive e lavora a contatto con le sue radici
musicali. Nel 2004 Sergio presenta un album strumentale dal titolo THAT KIND OF
THING nel
quale esordisce come chitarrista "Smooth Jazz". Nello stesso anno
Sergio ritorna in Italia per un tour di grande successo. Nel 2006 Sergio
presenta la sua prima raccolta "unplugged" dal Titolo "A Tu x
TU"
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